Il Tour delle Tre Regioni , in moto tra Umbria, Lazio e Toscana:
Bastano poco più di 100 chilometri per passare tre volte da una regione all’altra. Da Orvieto a Torre Alfina, poi in Toscana e di nuovo in Umbria, fino ad Allerona tra strade secondarie, boschi e piccoli borghi. Un itinerario breve, ma con numerose (e doverose) soste…
Tre regioni in poco più di 100 chilometri
Partendo da Orvieto si attraversano Umbria, Lazio e Toscana, per poi tornare in Umbria ad Allerona, in un percorso di circa 110 km. La particolarità sta soprattutto nella varietà. Nel giro di poche decine di chilometri si passa dalle colline attorno a Orvieto ai boschi dell’Altopiano dell’Alfina, si entra nel territorio laziale, si attraversa la campagna della Toscana meridionale e si torna sulle strade dell’Alto Orvietano. Sulla carta basterebbero poco più di 2 ore per completarlo, ma tra borghi, deviazioni e soste, è molto più realistico e saggio considerarlo un itinerario da una giornata.
Da Orvieto a Torre Alfina
Si parte da Orvieto seguendo la viabilità locale verso Castel Viscardo. Nel primo tratto il percorso utilizza la SP 44, la SP 99 e quindi la SP 47, la provinciale che conduce verso Torre Alfina. Superato Castel Viscardo si entra nel paesaggio dell’Altopiano dell’Alfina. Qui il primo confine regionale arriva quasi senza accorgersene: l’Umbria resta alle spalle e la strada entra nel Lazio, nel territorio di Acquapendente. La deviazione più interessante è quella per Torre Alfina, raccolta attorno al castello che domina il borgo. Il paese si trova a circa 600 metri di quota ed è inserito nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia. La vera sorpresa, però, è appena fuori dall’abitato.
Il Bosco del Sasseto
Un’antica foresta caratterizzata dalla presenza di grandi massi e alberi monumentali, oggi riconosciuta come Monumento Naturale della Regione Lazio. Il Bosco del Sasseto merita sicuramente una sosta. Potrebbero bastare anche solo 10 minuti, ma sarebbe un peccato: meglio godersi il percorso all’interno del bosco (l’accesso è organizzato con visite guidate e gruppi contingentati), dalla durata ci circa 1 ora e mezza. Il bosco è legato anche alla storia della famiglia Cahen: tra la vegetazione si trova infatti il mausoleo neogotico del marchese Edoardo Cahen. Un’ottima occasione per sgranchirsi un po’ le gambe. Tornati in sella, da Torre Alfina si riprende la SP 50 in direzione di Acquapendente, lasciando progressivamente alle spalle il bosco.
Acquapendente e Trevinano
Acquapendente è il principale centro del tratto laziale e una possibile sosta prima di proseguire verso sud. La strada continua quindi verso Trevinano, piccola frazione arroccata sul margine della Riserva Naturale Monte Rufeno. Qui il percorso cambia ancora carattere. La vegetazione aumenta, la strada si fa più raccolta e il traffico resta generalmente ridotto. Per chi viaggia in moto è uno dei tratti da percorrere senza fretta, anche perché la SP 41 di Trevinano ha avuto in passato problemi legati alla stabilità dei versanti: nel marzo 2025 la Provincia di Siena ne dispose temporaneamente la chiusura al km 3+600 dopo un movimento franoso. Non significa che il tratto sia oggi interdetto, ma prima di partire è prudente controllare gli eventuali aggiornamenti sulla viabilità. Superato Trevinano arriva il secondo cambio di regione: il Lazio lascia spazio alla Toscana e la strada entra nel territorio di San Casciano dei Bagni.
San Casciano dei Bagni
Il paese è noto soprattutto per le sorgenti termali, che rappresentano da secoli una delle caratteristiche principali del territorio. Per il motociclista può essere una sosta interessante anche semplicemente per interrompere la sequenza di curve e borghi con qualcosa di diverso dal classico giro del centro storico. La zona è inoltre caratterizzata da una rete di strade secondarie che si inoltra tra le colline della Valdichiana Senese. Sono paesaggi splendidi da godersi in moto. Proprio qui, oltretutto, si svolgono anche competizioni automobilistiche su strada: nel 2026 la prova speciale del Rally della Val d’Orcia ha utilizzato, tra le altre, la SP 41, la SP 321 del Polacco e altre strade provinciali della zona. Lasciata San Casciano, il percorso prende la direzione di Città della Pieve, tornando nuovamente in Umbria.
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Città della Pieve
Fare una selezione è difficile, ma Città della Pieve è sicuramente dei punti in cui vale davvero la pena fermarsi. Il centro storico conserva numerosi edifici di epoca medievale e rinascimentale ed è strettamente legato alla figura di Pietro Vannucci, il Perugino. Gli amanti dell’arte apprezzeranno, tra le opere più importanti, l’Adorazione dei Magi nell’oratorio di Santa Maria dei Bianchi. C’è anche una curiosità che non richiede una visita troppo lunga: il Vicolo Baciadonne, una stretta viuzza larga circa 50-60 centimetri. Il nome deriva proprio dalla sua ridottissima larghezza e dalla tradizione secondo cui due persone che lo percorrono in direzioni opposte sono costrette a passare molto vicine. Una volta superata la strettoia si apre inoltre un affaccio sulla Chiana Romana e sul Monte Cetona. Da Città della Pieve si torna verso sud seguendo la SR 71 Umbro-Casentinese, che attraversa tutto il territorio di Monteleone d’Orvieto e collega direttamente quest’area con Fabro e l’Alto Orvietano. Dal pnto di vista strettamente motociclistico, è forse uno dei tratti più interessanti per la guida: non per nulla, proprio la SS 71, oggi SR 71 nel tratto umbro, è assai conosciuta tra i mototuristi per la divertente successione di curve.
Da Monteleone d’Orvieto ad Allerona
Monteleone d’Orvieto segna il ritorno definitivo in Umbria. Il borgo sorge su un’altura affacciata sulla Val di Chiana e il percorso lo attraversa lungo la SR 71, prima di scendere verso Fabro. Da qui restano gli ultimi chilometri verso Allerona, raggiungibile attraverso la rete provinciale locale. Il paese si trova a 472 metri di quota ed è uno dei Borghi più belli d’Italia. Conserva l’impianto medievale, alcuni tratti della cinta muraria e le due porte storiche, chiamate Porta del Sole e Porta della Luna. Qui si potrebbe conclude, dopo aver attraversato tre regioni senza allontanarsi mai troppo dal punto di partenza, il giro delle Regioni. Diciamo “potrebbe” perchè, essendo la rete di strade assai fitta, perdersi nelle campagne per qualche km in più è una tentazione a cui per molti è difficile resistere…