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Appennino in moto e poi relax alle terme. 5 itinerari da sogno

Mototuristi viziati? Se il giro sull’Appennino vi ha un po’ indolenziti e raffreddati, la soluzione potrebbe essere un bel bagno caldo alle terme. Ecco cinque itinerari tra Appennino e bagni termali…

Motogiro alle terme? 

Affrontare panoramici itinerari in moto lungo i passi dell’Appennino è quanto di meglio un mototurista possa desiderare. Oppure no? La guida può a lungo andare affaticare, il muscoli indolenzirsi ed il freddo, specialmente in quota, entrare nelle ossa. Soluzione? Godersi le curve e poi fermarsi per un bagno caldo alle terme. Ecco cinque possibili itinerari tra moto e relax…

Bagno di Romagna - Appennino romagnolo

Situato lungo il confine tra Emilia-Romagna e Toscana, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, il Passo della Calla, a 1.296 metri di quota, regala una guida completamente immersa nella natura, tra strade che tagliano boschi fitti e scorci di grande fascino. Un possibile percorso (ve lo raccontavamo qui) parte da Premilcuore, in provincia di Forlì-Cesena, e termina a Stia, frazione del comune di Pratovecchio Stia, per uno sviluppo complessivo di circa 50 km. A prescindere dalla strada che sceglierete di imboccare (variabile ovviamente anche in base al punto di partenza), la cosa bella in questo caso è che da lì, cioè una volta raggiunto il Passo, attraversando foreste e borghi dell’Appennino romagnolo si scende in una 40ina di km circa verso Bagno di Romagna e, immersi nelle Foreste Casentinesi, ci si può godere un meritatissimo bagno caldo alle terme. Uno spettacolo! 

Le terme

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Inserito tra I Borghi più belli d’Italia, Bagno di Romagna ed è noto sia per il turismo naturalistico che per la storia termale millenaria.  La presenza delle acque termali, facile intuirlo, è alla base del nome stesso del paese (dal latino balneum, “bagno/terme“) e la località era già riconosciuta come centro termale già in epoca romana. C’è esperienza. Le sorgenti sono caratterizzate da acque naturali ricche di bicarbonato, zolfo, calcio, sodio e altri sali minerali che sgorgano a temperature variabili (da 14 a 45° circa). Nel paese ci sono più centri termali che sfruttano direttamente le sorgenti locali. Le strutture principali, tutte aperte tutto l’anno, offrono un mix di piscine termali, percorsi benessere e trattamenti specifici. 

Terme di Porretta - Appennino tosco-emiliano

Situato sull’Appennino Tosco-Emiliano, a 903 metri di altitudine, il Passo della Futa segna lo spartiacque tra la valle del Mugello e quella del fiume Santerno. Come già vi avevamo raccontato qui, le strade da percorrere in moto non mancano e sono tutte molto godibili: si può partire da Firenze e risalire verso nord lungo la SS65, raggiungendo il crinale appenninico in circa 70 km, oppure partire da Bologna, imboccare la stessa statale in direzione Futa e lasciarsi accompagnare dal versante appenninico, tra panorami spettacolari e una sequenza di curve che è già un programma. La cosa bella è che da lì si può proseguire verso Firenzuola e, in una manciata di km, raggiungere Porretta Terme dove, circondati da boschi e panorami appenninici, ci si può concedere un bagno termale nel cuore della valle del Reno. Niente male eh?

Le terme

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Celebri fin dall’epoca romana per le sue acque termali naturali ricche di minerali, le Terme di Porretta sono oggi un centro termale moderno che offre un’ampia gamma di servizi. C'è il percorso delle acque con piscina termale (in acqua salsobromoiodica) e sauna, quello vascolare per stimolare la circolazione, cure termali convenzionate SSN (fanghi, balneoterapia, inalazioni, ecc.)e pure i programmi di idrokinesiterapia termale per dolori articolari e muscolari. 

Bagni San Filippo - selvaggi nella Val d’Orcia

Partendo da Siena, ci si immerge nei meravigliosi paesaggi della Val d’Orcia passando per borghi storici come San Quirico d’Orcia e Radicofani e proseguendo poi verso la dorsale dell’Amiata. Fatto il pieno di curve (e magari di specialità toscane in qualche trattoria tipica) si può  ridiscendere verso Bagni San Filippo e, lì, godersi un po’ di caldo relax. Non è, a differenza dei primi due sopra ricordati, un itinerario in quota: qui la guida è più morbida e rilassata, ma il premio, giutni al traguardo, altrettanto allettante. Specialmente per che ama l’avventura…

Le terme

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Non parliamo qui di strutture ricreative, ma di un’esperienza un po’ più “selvaggia”. Le terme naturali libere di Bagni San Filippo sono infatti pozze e vasche naturali termali immerse nella natura con acqua calda che scorre lungo un ruscello nel bosco. Senza un vero e proprio stabilimento attrezzato, i più “avventurosi” possono godersi un’esperienza decisamente più autentica. La zona è nota sin dall’antichità per le sorgenti termali sulfuree che sgorgano dall’area boschiva circostante. Le acque sono ricche di minerali, tra cui zolfo, calcio e magnesio, e raggiungono temperature fino a circa 48 °C alla sorgente.  Il tratto termale più celebre è Fosso Bianco, un ruscello termale che attraversa la foresta creando cascate naturali e piccole piscine in cui è possibile immergersi. L’effetto “bianco latte” dell’acqua e delle formazioni calcaree dà vita al nome più iconico del luogo: Balena Bianca, un’enorme formazione di travertino bianco generata da millenni di depositi minerali. Le terme libere e le piscine naturali sono di accesso gratuito e fruibili tutto l’anno, senza orari fissi: si raggiungono con una breve camminata nel bosco (la moto vi aspetterà tranquilla parcheggiata nel borghetto lì vicino). 

Caramanico Terme - Parco Nazionale della Majella

Spostiamoci adesso un po’ più a sud. Da Pescara o Chieti si prende la SS487 verso l’entroterra della valle dell’Orta, seguendo strade tortuose tra colline e montagne del Parco Nazionale della Maiella. La strada è panoramica e scorre tra borghi e foreste fino a Caramanico Terme. Arroccato sulle pendici occidentali del Parco Nazionale della Maiella a circa 650 m di quota, il borgo - inserito tra quelli più belli d’Italia, vanta un meraviglioso centro storico di origine medievale e si sviluppa su un crinale tra le valli dei fiumi Orta e Orfento. Strade strette, case in pietra, chiese romaniche e gotiche e scorci panoramici sulla natura circostante. Più, è chiaro, le terme che gli danno il nome. 

Le terme

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La fama termale di Caramanico risale almeno al XVI secolo, quando furono descritte per la prima volta le proprietà terapeutiche delle sorgenti locali. Da allora la zona è diventata una delle destinazioni termali più note d’Abruzzo. Nel territorio sgorgano tre principali sorgenti che alimentano le terme: La Salute, con acqua minerale sulfurea con elevata presenza di idrogeno solforato, la Gisella, anch’essa sulfurea con proprietà simili e usata per cure inalatorie e terapeutiche ed il Pisciarello, con acqua oligominerale con effetto diuretico, utile per favorire l’eliminazione dei liquidi e delle scorie dall’organismo. Il complesso termale - convenzionato con il SSN - offre numerose e differenti soluzioni, si per il relax per per cure mediche vere e proprie. Si possono fare cure inalatorie per affezioni delle vie respiratorie, fangobalneoterapia per problemi osteoarticolari e reumatici, idroterapia e percorsi idrici con bagni termali, massaggi terapeutici e, per chi cerca solo un po’ di relax dopo un lungo giro in moto, trattamenti di wellness e benessere con aree relax, sauna e spa. 

Terme di Telese - Valle Telesina

Lasciamo la meravigliosa costiera ed avventuriamoci in quota nell’entroterra sfiornandoil Parco Regionale del Partenio e quello del Matese.  Da Napoli verso nord-est si percorrono le strade interne della Valle Telesina, tra paesaggi agricoli, colline e piccoli centri fino a raggiungere Telese Terme. Sono strade panoramiche e quasi per nulla trafficate che, pur non raggiungendo le quote di cui possono vantarsi i sopra citati passi della Calla o della Futa, meritano comunque di essere percorse. Volendo, si possono compiere alcune interessanti deviazioni lungo le starde tortuose che salgono al Monte Taburno, distante da Telese Terme sono pochi km. 

Le terme

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Qui la tradizione termale è antica: secondo le fonti storiche, le acque emersero in seguito a un terremoto nel 1349, che mise in evidenza le sorgenti sulfuree allora poco note; da quel momento la fama delle acque crebbe rapidamente in tutta Italia. Dal XIX secolo il termalismo a Telese si è sviluppato in modo strutturato, con la costruzione degli stabilimenti termali e del grande “Parco delle Terme”, accolti da un vasto spazio verde che è oggi uno dei punti di forza del complesso. All’interno si trovano piscine termali con acqua sulfurea, adatte alla balneoterapia e al trattamento di patologie dermatologiche e vascolari, centri per cure termali che prevedono fanghi, bagni, inalazioni, aerosol, ventilationi polmonari e idropinoterapia e stabilimenti e spazi wellness con percorsi benessere, aree relax e attrezzature per il recupero funzionale. 

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