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Ottovolante Svizzero: il luna park dei tornanti

Un grande anello tra Svizzera e Italia che collega alcuni dei passi alpini più belli d’Europa. Tra tornanti, strade storiche e paesaggi modellati dai ghiacciai, l’Ottovolante Svizzero è un viaggio da gustarsi curva dopo curva

Ottovolante Svizzero: il grande giro dei passi alpini

Otto passi, centinaia di curve e alcune delle strade più belle delle Alpi svizzere. L’Ottovolante Svizzero è uno degli itinerari più conosciuti dai motociclisti europei: un percorso che unisce grandi valichi, strade storiche e paesaggi alpini sempre diversi. Il nome deriva dalla particolare forma del tracciato sulla cartina, che ricorda quella di un otto. Il giro classico collega Furka, Grimsel, Novena e San Gottardo, ma la variante che proponiamo aggiunge anche Susten, Oberalp e Lucomagno, trasformando l’otto in un più lungo anello da circa 350 km da affrontare senza fretta. Il punto di partenza ideale è Domodossola, da dove si entra rapidamente in territorio svizzero e si inizia una giornata di pura guida. Per semplicità partiremo proprio da lì…

Dal Sempione alla Furka

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Lasciata Domodossola si percorre la Val d’Ossola fino al Passo del Sempione che, posto a 2.005 metri sul livello del mare, rappresenta oggi uno dei più antichi collegamenti tra Italia e Svizzera. Non per nulla, l’attuale strada venne realizzata all’inizio dell’Ottocento per volere di Napoleone Bonaparte e progettata dall’ingegnere francese Nicolas Céard con un obiettivo molto concreto: creare una via capace di far passare anche i cannoni dell’esercito francese e collegare più rapidamente Milano, capitale del Regno d’Italia napoleonico, con la Francia attraverso il Vallese. 

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Chiusa la breve parentesi storica, riprendiamo la discesa verso Briga, che regala subito uno dei primi punti caratteristici dell’itinerario: il Ganterbrücke, cioè il grande ponte stradale dalla particolare struttura curva che attraversa la valle sospeso a oltre cento metri dal fondovalle. Se soffrite di vertigini, non guardate giù. Da Briga si segue quindi il corso del Rodano fino alla salita verso il Passo della Furka, lassù a 2.429 metri. Curve diventate famose anche grazie alle riprese di alcune scene di Goldfinger, film della saga di James Bond.

Tra ghiacciai e grandi strade alpine

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Poco sotto la cima della Furka si trova uno dei luoghi più conosciuti del percorso: il ghiacciaio del Rodano. La zona dell’Hotel Belvédère è un punto di sosta tradizionale per chi percorre il passo e permette di osservare da vicino gli effetti del progressivo arretramento dei ghiacci alpini. Chi vuole visitare la grotta scavata nel ghiacciaio deve ovviamente lasciare la moto nel parcheggio e proseguire a piedi: è una deviazione breve che vale la pena. Tornati in sella, la discesa porta ad Andermatt, da dove si cambia direzione per affrontare il Passo del Susten e, quindi, l’Innertkirchen, punto di partenza per la salita al Passo del Grimsel. Qui il paesaggio cambia: ai tornanti si alternano grandi bacini artificiali, laghi alpini e pareti rocciose modellate dai ghiacciai. È un paesaggio surreale. 

Novena e San Gottardo: il cuore dell’itinerario

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Superato nuovamente il Vallese si raggiunge Ulrichen, da dove parte la salita verso il Passo della Novena (o Nufenenpass). Con i suoi 2.478 metri è il più alto passo interamente in territorio svizzero e offre una delle strade più spettacolari del viaggio, con una lunga serie di tornanti che salgono verso lo spartiacque alpino. Dalla Novena si scende verso Airolo, dove inizia il tratto forse più particolare dell’intero percorso: la Tremola del San Gottardo. Una vecchia strada che conserva ancora oggi il fondo originale in cubetti di granito (piano gol gas) ed è considerata un vero monumento della viabilità alpina. In circa 16 chilometri e con numerosi tornanti supera il dislivello che porta fino al Passo del San Gottardo a 2.106 metri.

Oberalp, Lucomagno e ritorno in Italia

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Dal San Gottardo si segue la valle della Reuss fino ad Andermatt, per poi affrontare il Passo dell’Oberalp, attraversato anche dal celebre Glacier Express, il treno panoramico che collega Zermatt e St. Moritz. Raggiunta Disentis si lascia la valle del Reno per dirigersi verso il Passo del Lucomagno, altra storica via alpina utilizzata fin dal Medioevo prima di perdere importanza con la crescita del vicino San Gottardo. La discesa conduce verso il Ticino: passando da Biasca si raggiungono Bellinzona e poi Locarno, sulle rive del Lago Maggiore. 
Da qui il rientro verso Domodossola può avvenire attraverso la suggestiva strada delle Centovalli e la Val Vigezzo.

Occhio alla multe

Prima di mettersi in viaggio, un utlimo, seppur banale, consiglio: gli svizzeri sono svizzeri e là i controlli sulla velocità sono frequenti e le multe possono essere molto elevate, quindi conviene rispettare sempre i limiti. È inoltre consigliabile verificare che la moto sia perfettamente in regola, soprattutto per quanto riguarda scarico e rumorosità: modifiche non omologate possono creare problemi (cosa che può capitare anche da noi). 

A tal proposito: Guidare in Svizzera: regole e obblighi per i motociclisti

 


 

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