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Fantic Motor Caballero: il cinquantino che era quasi una moto e divenne un mito

Alla fine degli anni Sessanta il motorino smette di essere un semplice mezzo di trasporto e diventa un “rito di passaggio”. In quel contesto nasce il Caballero di Fantic: molto più di un ciclomotore, ma una “promessa di libertà” per migliaia di adolescenti italiani

Quando il “cinquantino” diventò qualcosa di serio

Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, l’Italia vive una fase di relativa stabilità economica. Per molte famiglie diventa possibile concedere qualcosa in più ai figli adolescenti, e quel qualcosa ha spesso due ruote e un motore da 50 cm3. I ciclomotori convincono anche i genitori: niente patente, niente targa, assicurazione non obbligatoria e costi di gestione ridotti. È in questo scenario che il “cinquantino” smette di essere un compromesso e diventa un oggetto del desiderio. Non più solo strada, ma campi, sterrati, colline. La voglia è quella di una moto che sembri - e si senta - una vera fuoristrada. Il Caballero è tutto questo e molto di più. 

L’intuizione di Fantic Motor

Fantic Motor, lo ricordiamo,  nasce nel 1968 a Barzago (MI) dall’incontro tra Henry Keppel e Mario Agrati, figlio di Antonio Agrati, allora presidente della Agrati-Garelli. L’idea iniziale è legata all’esportazione di minibike verso gli Stati Uniti, dove quel tipo di prodotto è molto richiesto. Ma Keppel e Agrati, che sono due tipi svegli, capiscono in fretta che si tratta solo di una moda passeggera. Serve altro, un progetto di lunga durata. Guardando al mercato dei cinquantini, intuiscono ciò che davvero manca: una piccola moto da fuoristrada robusta, affidabile, ben costruita, ma… accessibile. Non un giocattolo, bensì una moto “vera”, in scala ridotta. Bisogna “colpire” i giovani che hanno voglia di libertà, che desiderano scoorazzare per i campi e sentirsi dei veri piloti. Bisogna anche puntare su di un nome che funzioni,  breve, diretto, magari dal sapore esotico. Caballero suona perfetto. 

Il primo Caballero

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Per dare concretezza al progetto, Fantic adegua rapidamente lo stabilimento, dotandolo di una vera catena di montaggio e di lavorazioni interne complete: saldatura, decapaggio e verniciatura elettrostatica. Nel 1969, il Caballero Super Cross si presenta con un telaio a doppia culla chiusa in tubi d’acciaio, robusto e rinforzato nei punti critici. Non leggerissimo, ma solido, pensato per resistere all’uso fuoristrada senza troppi riguardi, mnetre le sospensioni sono di qualità: forcella Tele-Forc all’anteriore e ammortizzatori Fulgor al posteriore. Non si lesina. Il motore scelto è uno dei migliori disponibili: il Minarelli P4-SS da 49,6 cm3, apprezzato per prestazioni e affidabilità. In versione Export arriva a oltre 6 CV, mentre per il mercato italiano viene depotenziato secondo i limiti del Codice. La base tecnica resta però di livello: testa in lega leggera, cilindro in ghisa, cambio a quattro rapporti e frizione in bagno d’olio. Al di là della tecnica, il Caballero colpisce anche per l’attenzione ai particolari. Lo scarico rialzato con espansione a spillo, il serbatoio con ginocchiere in gomma e la curiosa cassetta porta-attrezzi integrata, le ruote differenziate da 19” e 17”, i parafanghi in acciaio inox. La sella, anatomica e rivestita in finta pelle nera. Roba di classe. Il tutto per un peso che non supera i 77 kg. 

Evoluzione continua: più modelli, stessa anima

Il Caballero piace, fin da subito e, nei primi anni Settanta,  evolve rapidamente. Arrivano versioni con cambio a sei marce, nuove denominazioni (Super Special, Competition, Regolarità) e aggiornamenti costanti a ciclistica, ergonomia e impianti. I motori Minarelli vengono affinati, compaiono carburatori più moderni, telai rivisti e soluzioni pensate per l’uso in fuoristrada vero

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Il Caballero Super Special 4 marce

Anche l’estetica segue i tempi: serbatoi ridisegnati, nuove grafiche, fanaleria più protetta, selle semplificate e componentistica sempre più funzionale. Il Caballero diventa così una gamma, capace di adattarsi a esigenze diverse: dal ragazzo alle prime armi a chi sogna le gare di regolarità
 

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Oltre alle versioni da regolarità e da competizione, Fantic propose anche una versione Chopper, pensata più per lo stile che per la guida fuoristrada. Non ebbe la stessa diffusione dei modelli principali, ma contribuì a rendere la gamma Caballero più varia e affascinante agli occhi dei giovani appassionati.

Il Caballero 100: un esperimento “targato”

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Il Caballero 100, esperimento riuscito solo a metà...

Negli stessi anni in cui il Caballero da 50 cm³ conquistava i giovani italiani, Fantic tentò un passo oltre: nel 1972 arrivò il Caballero 100, una versione targata e omologata per due persone. Pensata anche per l’esportazione, in particolare verso gli Stati Uniti dove venne commercializzata come Broncco Apache, conservava l’impostazione tecnica del modello Competition, ma con cilindrata raddoppiata. L’esperimento, tuttavia, non ebbe il successo sperato. Le vendite restarono limitate e il modello fu tolto dai listini già l’anno successivo.

La maturità del Regolarità e l’ultima stagione

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Caballero Regolarità 4 marce

Con il 1973 arriva quella che molti considerano la versione più riuscita: il Caballero Regolarità, disponibile a quattro o sei marce. Cambiano i serbatoi, ora più capienti e puliti nelle forme, arrivano nuove colorazioni e una meccanica ulteriormente raffinata, con gruppi termici in lega leggera, carter studiati per la manutenzione e marmitte Lafranconi a sogliola. Bellissime. Il telaio rimane robusto, le sospensioni sono sempre di qualità, e le ruote conservano le misure differenziate da 19” davanti e 17” dietro, con un peso contenuto che non supera i 77 kg, confermando l’equilibrio tra agilità e solidità. Nel 1975 la gamma viene rinnovata un’ultima volta. Sparisce il Super Special, ma resta il Caballero Regolarità 4 marce Super, aggiornato nei materiali e nell’estetica, con una sella più imbottita, nuove finiture e nuovi colori. È però l’inizio della fine per i cinquantini da regolarità…

  • 1969 - 1971 - Caballero Super Cross (P4-SS, 4M);
  • 1971 -  Cross Special (P6-SS, 6M), Super Special 4M / Competition 6M;
  • 1972 -  Restyling + Caballero 100;
  • 1973 - Super Special / Regolarità 4M / Regolarità 6M;
  • 1975 - Regolarità 4 marce Super (ultima serie).

La fine di un’epoca (e l’inizio di un’altra)

I gusti cambiano, le normative si fanno più restrittive e diventa sempre più difficile usare liberamente queste moto fuori dall’asfalto. Il Caballero, come molti suoi contemporanei, paga il prezzo di un’epoca che si chiude. Per Fantic, però, non è una sconfitta. L’esperienza maturata nei cinquantini da fuoristrada diventa la base per un nuovo successo: il trial, disciplina in cui il marchio italiano diventerà un riferimento assoluto, in Italia e nel mondo. Certo, quella è tutta un’altra storia.

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