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Benelli, Guzzi, Gilera e Morini: il futuro arriva dal passato. Le idee di Bezzi

Ecco come il designer romagnolo Oberdan Bezzi immagina le moto italiane del futuro: nuovi modelli pescando dalla loro storia

Il guardiano della memoria italiana

Oberdan "Obiboi" Bezzi è uno dei designer più prolifici e apprezzati nel panorama motociclistico italiano. Designer professionista sul sito motosketches propone idee per tutte le marche, ma si capisce che il suo cuore romagnolo batte soprattutto per i marchi italiani. Così, pescando nella loro storia e usando basi già disponibili realizza moto che di grande personalità senza pretendere investimenti folli. Per Bezzi, le Case italiane hanno un patrimonio enorme che troppo spesso rimane chiuso nei cassetti, quando basterebbe poco per riportarlo in strada. La sua filosofia è chiara: a che serve avere una passato glorioso se poi non lo si sfrutta? Ecco alcune delle sue visioni più belle, marca per marca.

Moto Guzzi V100 Le Mans

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Riguardo a Moto Guzzi, Bezzi sogna da anni il ritorno della Le Mans. Incastrato in linee classiche dal carattere muscoloso, quel V2 da 850 cm³ che nel 1975 fece battere centinaia di cuori rimane ancora oggi uno dei simboli più forti dell'eleganza italiana. L'idea è quella di prendere la piattaforma V100 e vestirla con quelle forme, creando una Le Mans fedele allo spirito originale ma con proporzioni, componentistica e motorizzazione moderne. I 115 CV del V100 ci sono già, l'elettronica pure grazie al "travaso" in Guzzi del know-how Aprilia, e la Le Mans... è servita!

Moto Guzzi F45 Monza

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L'altra proposta guzzista di Bezzi è la F45 Monza, pensata per avvicinare un pubblico giovane al marchio dell'Aquila. Dovrebbe essere una sportiva leggera con il motore bicilindrico frontemarcia da 457 cm³ dell'Aprilia Tuono, dotata di componentistica di alto livello. L'obiettivo è combinare sportività, tradizione e innovazione, con uno stile inconfondibilmente italiano. Non un mezzo esasperato, ma una moto utilizzabile e sicura, adatta anche a chi muove i primi passi nel motociclismo ma desidera un modello di classe, performante e di qualità. Si ispira chiaramente alla Moto Guzzi Monza 500 presentata nel 1980 come versione sportiva della V 50 II. Quella montava un bicilindrico a V di 90° da 490 cm³ raffreddato ad aria, con 47 CV e una velocità massima prossima ai 170 km/h. 

Gilera Arcore 400

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Per Gilera, Bezzi ha immaginato più modelli che richiamano i gloriosi anni 60 e 70. La prima è l'Arcore 400, una moto di sostanza, tecnicamente tradizionale, con telaio in tubi, doppi ammortizzatori posteriori, ruote a raggi e un motore monocilindrico bialbero raffreddato a liquido da 400 cm³. Un motore piacevole da usare, in grado di garantire prestazioni brillanti a fronte di consumi contenuti. Esteticamente è ispirata alle sorelle 125 e 150 dei primi anni 70, da cui riprende anche il nome. Dedicata a chi vuole una moto semplice e solidissima, una stradale pura, con ottima tenuta di strada, massima sicurezza e prestazioni ottime per la categoria. 

Gilera 424 Regolarità Casa

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Tra i progetti Gilera spicca anche la 424 Regolarità Casa, una proposta nell'ambito del filone Modern Classic che secondo Bezzi sarebbe una credibile erede della 124 Regolarità di metà anni 60. Allora era un mezzo da competizione, quella pensata da Bezzi è un'affascinante crossover adatta a ogni scopo, facile da condurre, dalle ottime prestazioni, parca nei consumi e dall'immagine affascinante. Tradizionale nella parte ciclistica, punterebbe tutto sulla qualità costruttiva e sul fascino per giocarsela nel settore vivace delle scrambler. La 124 5V sia nella versione stradale che in quella da regolarità era di sicuro tra le moto più sognate dai ragazzi di metà anni 60. Esteticamente appagante e con prestazioni brillanti, la 124 ha lasciato ricordi indelebili a chi l'ha posseduta. Bezzi propone una rivisitazione moderna ma filosoficamente aderente al progetto originale: motore pronto e gestibile, leggera, ciclistica tradizionale, assetto di guida vagamente sportivo e una spolverata di grigio e argento a rendere il tutto ancora più vintage.
 

Benelli 604 Villa Fastiggi

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Per Benelli, Bezzi ha due visioni ben distinte. La prima è la 604 Villa Fastiggi, un omaggio a Jarno Saarinen, il pilota finlandese che nell'estate del 1972 vinse due gare sul circuito cittadino di Villa Fastiggi, a due passi dalla sede Benelli di allora, in sella alle quattro cilindri 350 e 500 della Casa. Due vittorie ottenute contro nientemeno che Giacomo Agostini, e per giunta senza aver mai guidato prima una moto a quattro tempi con più di due cilindri. Questa 604 non è pensata per la produzione in serie, ma come un concept di carattere.

Benelli 500 2C

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La seconda proposta per Benelli è la 500 2C, una dichiarazione d'intenti che riprende l'idea della leggendaria bicilindrica due tempi che ha fatto sognare i sedicenni degli anni 70 e 80. La 2C originale fece il suo debutto al Salone di Milano del 1971 e venne commercializzata dal 1972, rimanendo in produzione per oltre vent'anni. Era una moto senza fronzoli: potente per la categoria, bella da vedere, con cromature ben dosate e quella linea italiana che non si confondeva con niente altro. Con un peso di 127 kg e una posizione di guida non esasperata, era apprezzata per la stabilità e la maneggevolezza, oltre che per le finiture curate. Bezzi immagina di riportare in vita quella filosofia su base Leoncino 500, mantenendo il bicilindrico parallelo da 500 cm³ che la Casa marchigiana già produce. Una roadster dal design pulito, senza esagerazioni, riconoscibile come Benelli al primo sguardo. 

Moto Morini Camel 750

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Per Moto Morini la prima proposta è la Camel 750. Bezzi la descrive con tre aggettivi che valgono più di mille parole: semplice, pragmatica, di maschia rudezza. Una moto potente, con il motore V2 che è nel DNA di Moto Morini, e soprattutto, tutta italiana. Niente compromessi, niente ricerca dello stile a tutti i costi: solo una moto che fa quello che deve fare, senza tanti giri di parole. Il nome Camel evoca deserti e avventure e il modello 500 prodotto negli anni 80. È un approccio diretto, quasi brutale nella sua onestà: una moto che non cerca di essere qualcos'altro, che non finge di essere più comoda o più tecnologica di quello che è.

Moto Morini Corsarino 4 1/2

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L'altra proposta per Moto Morini è il Corsarino 4 1/2, con cui Oberdan Bezzi esplora la tradizione delle piccole cilindrate sportive reinterpretandola in chiave moderna. Il nome richiama il leggendario Corsarino degli anni Sessanta, ma la cilindrata da 450 cm³ e la ciclistica attuale proiettano il modello nel presente. Look classico, sella piatta e manubrio alto: tutto richiama il mondo delle gare stradali anni Settanta, in un formato compatto e potenzialmente accessibile a un pubblico giovane. Una proposta dedicata a chi vuole una moto semplice e solidissima, una stradale pura, con ottima tenuta di strada, massima sicurezza e prestazioni tarate per la categoria.

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