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Anche l’esercito di Taiwan aveva pronto lo scooter col cannone

Gli scooter sono stati inventati in tempi di pace, usarli per fare la guerra porta sempre a insuccessi…

Si resta sempre increduli davanti alla Vespa TAP, lo scooter col cannone costruito da ACMA (Ateliers de Construction Motocycles et Automobiles), l’azienda di Fourchambault sur la Nièvre fondata da Piaggio in Francia per produrre e vendere i suoi veicoli senza costi doganali.  

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La Vespa francese col cannone era praticamente inguidabile

La Vespa era per la Legione straniera

Si trattava di una versione della Vespa GL modificata per trasportare un cannone senza rinculo M20 da 75 mm ed era destinata alla Legione Straniera. L’idea era di paracadutarla dietro le linee nemiche per raggiungere i carri armati e colpirli alle spalle ma fu un fallimento, perché il peso eccessivo e la sella altissima da terra a causa del cannone che vi passava sotto la rendevano inguidabile. Ne vennero costruiti una prima serie di 500 esemplari nel 1956 e altri 200 nel 1959 ma fu usata solo nella guerra d’Algeria come veicolo di trasporto, senza cannone. Poi rimase nelle caserme, usata per meno gloriose commissioni quotidiane.

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L’idea venne anche a Taiwan

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Incredibilmente non è stato l’unico veicolo di questo genere. Fece qualcosa di analogo l’arsenale congiunto di Taiwan, la Cina repubblicana, modificando lo scooter Mitsubishi Silver Pigeon C-25, una delle numerose versioni del veicolo che rimise in movimento il Giappone dopo la Seconda Guerra Mondiale. L’ispirazione alla Vespa francese era evidente, tanto più che i taiwanesi usarono lo stesso cannone senza rinculo M20 da 75 mm, fornito loro dagli Stati Uniti alla fine del 1949. Anche qui l'arma passava sotto la sella e sporgeva abbondantemente oltre il manubrio, con la differenza che nella Vespa la canna passava attraverso lo scudo mentre nel Silver Pigeon si infilava tra le due estremità del manubrio stesso. Per sparare era necessario smontare l’arma dallo scooter e piazzarla su un treppiede trasportato da uno scooter “gemello“ che recava anche quattro proiettili, nel tentativo di suddividere il peso. I problemi però erano gli stessi del veicolo francese: peso e altezza eccessivi rendevano difficoltosa la guida, le ruote piccole mal si adattavano ai terreni disastrati che inevitabilmente si finiva per attraversare, e il piccolo motore di 125 cm³ a quattro tempi aveva solo 1,5 CV di potenza, assolutamente insufficienti. Come era prevedibile, il progetto non ebbe futuro. 

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