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I grandi della moto: Loris Capirossi, protagonista in tutte le classi

Capirossi è stato uno dei grandi nomi degli anni '90, è diventato famoso per essere stato il più giovane pilota  a vincere il titolo in classe 125, poi è passato in 250, 500 e MotoGP. Ecco la sua storia 

Loris Capirossi è stato uno dei grandi protagonisti dell'Italmoto negli anni '90, un periodo nel quale i nostri piloti dominavano, soprattutto nelle classi minori e intermedie. Il pilota romagnolo è diventato famoso innanzitutto per essere stato il più giovane pilota – al tempo- a vincere un titolo in classe 125, ma anche per la sua naturale velocità, che lo rendeva uno dei migliori interpreti del giro a vita a persa. Capirex è stato anche il primo pilota a vincere in MotoGP su una Ducati, marchio a cui ha legato alcuni degli anni migliori della sua carriera.

 

Per correre i genitori impegnano la casa 

Capirossi nasce a Castel San Pietro e vive i primi anni vicino a Imola, ma presto si trasferisce con la famiglia a Borgo Rivola, un piccolissimo paese sulle colline romagnole, in provincia di Ravenna. La vita del piccolo Loris incontra i motori prestissimo: in quella zona di strade piene di curve e di campi, tanto la strada quanto il cross hanno grande presa sulla popolazione locale e Capirossi mostra subito di avere la velocità nel sangue con qualsiasi mezzo a sua disposizione. Gli esordi sportivi devono però attendere i 14 anni: la famiglia non è ricca e i genitori arrivano a impegnare la casa per farlo correre. Il primo step è il campionato italiano Sport Production con una Honda NSR, poi l'italiano velocità con la Mancini e infine l'europeo, di nuovo con Honda. Proprio nella manifestazione continentale riesce a farsi notare, grazie a 3 vittorie, e nel 1990 fa il suo debutto nel motomondiale, con Paolo Pileri e il suo team. Il compagno di squadra è Gresini, primo pilota designato, ma la stagione si rivela complicata per Fausto, mentre Loris si ritrova a giocarsi subito il titolo. Il ragazzino è velocissimo, le vittorie arrivano, e all'ultima gara, in Australia, gli altri italiani rendono la vita dura a Spaan, l'ultimo avversario che si frappone tra Loris e il titolo. A 17 anni Capirossi conquista il suo primo mondiale.

Il giovane Capirossi e il compagno di squadra Gresini

Una maturazione difficile

Per papà Giordano e mamma Patrizia è un sogno che si avvera, Loris si toglie un peso dallo stomaco e prende il volo per una carriera che avrà tanti alti e qualche basso. Nel 1991 è subito bis iridato, ancora più autorevole rispetto all'anno precedente. Risulta chiaro che il passaggio in 250 non si può rimandare e tutti sono pronti a scommettere che non ce ne sarà per nessuno. Ma la categoria è dura, ci corrono campioni del calibro di Cadalora, Biaggi, Romboni, Reggiani e Chili, solo per citare gli italiani. Loris fatica, la delusione è tanta, ma nel 1993 va decisamente meglio. Pagato lo scotto della gavetta, Capirossi vince tre gare e contende il titolo a Tetsuya Harada fino all'ultima gara, classificandosi infine secondo. Nel 1994 disputa un'altra buona stagione, ma quello è l'anno di Max Biaggi e della Aprilia: il Corsaro domina e Loris si deve accontentare del terzo posto.

Il debutto in 250 è complicato 

Nel 1995, a 22 anni e un po' a sorpresa per chi lo giudica di fisico troppo acerbo, decide di passare nella massima categoria, ma la NSR500 è una belva che gli impartisce dure lezioni. Altro cambio nel 1996: Loris corre sempre in 500, ma con Yamaha del team Rainey. A fine stagione arriva la prima vittoria in top class nonostante corra infortunato per una caduta in off road. Capirossi vince, arriva ai box, mostra al team (con cui non ha mai legato del tutto) la fasciatura e decide che c'è da fare un passo indietro per tornare davvero al top.

La prima esperienza in 500 si conclude con la Yamaha del team Rainey

Il terzo titolo 

Nel 1997 Biaggi lascia Aprilia e va a correre per Erv Kanemoto, in Honda. Tutti vogliono la sua ex moto e una RSV viene offerta a Capirossi, che non si lascia sfuggire l'occasione. Le cose però non vanno affatto come sperato: Max domina anche con la rivale giapponese, Loris fatica ad adattarsi al nuovo mezzo. Ci riprova però nel 1998, quando in squadra viene affiancato, oltre che da Harada, da Valentino Rossi. La stagione è un lungo confronto tra i tre piloti di Noale, risolto come molti ricordano solo all'ultima gara, e non nel modo migliore. Al gran premio di Argentina, Capirossi entra su Harada quasi travolgendolo: il giapponese è costretto al ritiro, Rossi vince la gara e Loris il titolo. La coda di polemiche però è velenosa: volano gli stracci in casa Aprilia e tra Capirossi e Noale si arriva pure alla causa legale. Il titolo viene confermato e Loris vince la disputa in tribunale, ma la sua carriera scricchiola.

Il celebre contatto tra Harada e Capirossi che consegna il titolo a Loris

Con Ducati poteva essere titolo ma... 

Dopo un'ultima, deludente stagione in 250 con Honda, nel 2000 passa al team Pons in 500. Con la NSR clienti Loris corre fino al 2003, con buoni risultati, quando raccoglie la sfida Ducati. Borgo Panigale è appena entrata in MotoGP, Loris è il pilota giusto per domare la bestia desmodromica. Gli inizi sono scoppiettanti, con il primo successo già a Barcellona, gli anni successivi non buoni come da premesse. Il 2006 sembra essere la stagione giusta per puntare al titolo, complici le difficoltà di Valentino Rossi con Yamaha. Ma di nuovo è il Montmelò a segnare il destino di Loris, vittima incolpevole di una carambola al via, innescata dal compagno di squadra Sete Gibernau, che lo toglie di mezzo e gli lascia brutti strascichi per il resto della stagione. L'anno successivo, con il passaggio alla cilindrata 800, sembra essere di nuovo quello buono, ma sulla MotoGP si abbatte l'uragano Casey Stoner, che spazza via tutti.

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Gli ultimi anni

Nell'ambiente si pensa che Stoner sia un fenomeno a, al contempo, che Capirossi sia in declino. In Ducati fanno spazio a Marco Melandri, che vivrà una delle sue stagioni più difficili di sempre, rivalutando indirettamente il lavoro di Loris. Capirossi lascia Ducati con un po' di amaro in bocca, disputa ancora alcune stagioni in Suzuki e tenta infine l'avventura in Pramac, con una Ducati privata. Ma l'età, gli infortuni e infine la scomparsa di Marco Simoncelli spingono Loris al ritiro, al termine di una carriera che – fino a Valentino Rossi- si è rivelata comunque la più longeva tra tutti i piloti che abbiano mai calcato la scena.

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Le ultime stagioni in MotoGP sono nel team Suzuki

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