Razgatlioglu catastrofe MotoGP: spalla da operare, il suo 2026 finisce qui
Spalla lussata a Mandalika: Toprak si opera a Milano il 26 ottobre e salta le ultime cinque gare. Al suo posto il collaudatore Augusto Fernandez
Il conto arriva dieci giorni dopo
L'immagine da duro era piaciuta a tutti: sabato 10 ottobre, seconde libere a Mandalika, highside secco alla curva 13, Toprak Razgatlioglu che si rialza con il braccio destro che penzola, spalla lussata, rimessa a posto lì sul ciglio della pista. Pochi minuti e il turco era di nuovo in box, poi in Q1 (19° in griglia) e in Sprint, chiusa anch'essa al 19° posto. Lui stesso, però, aveva messo le mani avanti: risonanza appena tornato a casa e speranza di evitare il bisturi. Speranza andata male. Lunedì 19 ottobre gli esami a Milano hanno detto che il danno è più serio di quanto sembrasse a caldo, e il giorno dopo il team Pramac Yamaha ha ufficializzato la decisione: intervento chirurgico lunedì 26 ottobre, sempre a Milano, e poi riabilitazione. Tradotto: niente Phillip Island, niente Sepang, Qatar, Portimão e Valencia. La prima stagione in MotoGP del tre volte campione Superbike (2021, 2024, 2025) si chiude con cinque round d'anticipo, e con la stessa diagnosi, una spalla che non tiene, che a Mandalika un anno fa aveva fermato Marc Marquez dopo il contatto con Bezzecchi. Stesso circuito, stessa articolazione, stesso epilogo: a Lombok le spalle dei campioni hanno poca fortuna.
Phillip Island, il posto sbagliato dove mancare
Che proprio l'Australia sia la prima gara saltata è una beffa nella beffa. Razgatlioglu ha dichiarato di essere "estremamente deluso" di dover rinunciare a un circuito che considera tra i suoi preferiti, dove in Superbike ha vissuto momenti importanti, e dove aveva voglia di vedere che effetto fa una MotoGP, anche perché questa sarà l'ultima volta del Motomondiale sul tracciato dell'isola. Nel comunicato ha trovato il modo di augurare "il meglio" a Jack Miller per il Gran Premio di casa, promettendo di fare il tifo da lontano. Il team principal Gino Borsoi ha messo la salute davanti a tutto e ha dato il benvenuto ad Augusto Fernandez, collaudatore Yamaha, che prenderà la M1 numero 7 a Phillip Island "e per tutto il tempo necessario", come recita la nota del team. Fernandez la moto la conosce, e per Pramac diventa l'occasione di raccogliere dati con un pilota che l'850 cm³ del 2027 lo sta già sviluppando.
Un apprendistato interrotto a metà
Il bilancio sportivo è magro, e lo era già prima della caduta: Yamaha aveva impostato il debutto di Toprak come un percorso di crescita graduale, e la top ten in gara era l'obiettivo dichiarato ancora alla vigilia di Mandalika. Il problema vero non sono i cinque weekend persi su una moto, l'attuale M1, che tra pochi mesi va in pensione. È quello che viene dopo: i test invernali con i nuovi motori di 850 cm³ e le gomme Pirelli, cioè una MotoGP da imparare da zero per tutti, ma per lui con una spalla appena operata. Nel 2027 Razgatlioglu avrà accanto in Pramac un altro rookie, Izan Guevara, e si troverà a ricominciare un'altra volta. Il tempo per rimettersi c'è, la domanda, semmai, è quanta della pazienza accumulata in questo primo anno sopravviverà a un inverno in fisioterapia.
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