MotoGP Starting Grid: Marquez, operazione sorpasso
Lo spagnolo ha due gare per tornare in testa al mondiale prima della pausa estiva. Ma, ad Assen, Bezzecchi ha la possibilità di ritrovare il sorriso su una pista amica e anche Bagnaia conta sul tracciato amuleto per confermarsi al top
La MotoGP torna in pista ad Assen questo fine settimana per il penultimo weekend prima della pausa estiva. Marc Marquez è lanciatissimo nella rincorsa mondiale, con la possibilità di arrivare al break di metà stagione già in testa al campionato. Dopo le disgrazie sportive di Balaton Park e di Brno, Marco Bezzecchi punta a ritrovare una vittoria, per fermare l'emorragia di punti in campionato e provare a resistere al ritorno del #93. Andiamo a vedere tutte le novità in MotoGP Starting Grid.
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Come se non bastasse un calendario decisamente fitto, Pirelli ha fissato il primo test collettivo con le nuove gomme su moto 850 nel lunedì della Repubblica Ceca.
La giornata si è svolta con condizioni piuttosto simili al weekend di gara, i tempi non sono particolarmente significativi in una situazione del genere, ma non hanno deluso . Come indicazione di massima, pare che le nuove moto girino a circa 3 secondi dalle 1000. È un dato in linea con quello che ci si aspettava e bisogna aggiungere che si tratta della prima presa di contatto. Inoltre, con una gara alle spalle e un'altra in arrivo, probabilmente nessuno ha voluto esagerare nello spingere. Marc Marquez è pure caduto in mattinata, senza conseguenze di rilievo.
Tra le altre novità che andranno a impattare sulla griglia, ma molto più nel breve, il divieto all'utilizzo degli abbassatori anteriori, già da Assen. I device sulla forcella saranno vietati da qui a fine stagione, inoltre saranno completamente proibiti a partire dal 2027, anche per la parte posteriore della moto.
Che numeri
A Brno Marc Marquez ha suonato la carica dei 101, un numero che corrisponde alle vittorie conquistate in una carriera che sembra sempre più lanciata verso il decimo titolo mondiale. L'inerzia del campionato sembra tutta dalla parte dello spagnolo: 69 i punti conquistati tra Ungheria e Repubblica Ceca, contro i 7 di Bezzecchi, lo hanno portato a 40 lunghezze di distanza dal riminese. Le due gare di Assen e Sachsenring sono alla portata del #93: se facesse bottino pieno, al Bez servirebbero almeno 3 podi su 4 gare per mantenere la leadership del mondiale con una manciata di punti sul rivale.
Gli altri piloti hanno visto già ridursi di molto il proprio bottino settimanale: Martin negli ultimi due weekend ha portato a casa 16 punti, Di Giannantonio 23, Pedro Acosta 29.
In controtendenza ci sono invece Ai Ogura e Pecco Bagnaia: 42 punti per il giapponese, 45 per l'italiano.
La sfida
La concorrenza di Martin non è affare di poco conto per Bezzecchi, che dopo Brno se lo ritrova a 8 punti di distanza nel mondiale, ma i pericoli in casa non finiscono con le difficoltà che lo spagnolo gli crea. Prima Raul Fernandez e ora Ai Ogura si stanno rivelando outsider in grado di portare via ulteriori punti preziosi.
Il giapponese, soprattutto, da inizio anno ha messo insieme una crescita costante, esplosa sotto gli occhi di tutti nel fine settimana di Brno. L'ex rookie di Aprilia, con i due secondi posti conquistati tra sabato e domenica, impreziositi da una pole position, ha messo a segno il miglior weekend della propria carriera in MotoGP e ora punta a fare il passo decisivo.
Il campione del mondo 2024 è un candidato al titolo della classe regina? In realtà siamo ancora lontani da quella condizione: non tanto per il distacco in campionato - solo 46 punti- ma perché Ogura non ha ancora vinto la sua prima gara in MotoGP. Deve insomma ancora sbloccare un livello e trovare costantemente la prestazione sul giro secco, con serbatoio scarico. Se da qui in avanti le sue qualifiche saranno tutte da prima e seconda fila, allora il discorso potrà cambiare. Ma anche il giapponese ha capito che per battere Marquez deve ancora fare un paio di passi verso l'alto.
Hot spot
L'ultima chicane di Assen è sicuramente uno dei punti tradizionalmente più spettacolari della pista: si sono decise gare all'ultimo giro (vedi Rossi-Marquez nel 2015) e ci sono state cadute eclatanti, come quella di Edwards nel 2006, quando era in testa, all'ultimo giro.
In una pista che è fatta per lasciare scorrere la moto, la 16 è un po' il punto decisivo dove fare valere le proprie ambizioni di sorpasso e puntare a fare classifica. In più, la esse prima del traguardo è proprio sotto una delle tribune più belle e colorate del mondiale. Una volta era tutta colorata di giallo - in una delle roccaforti del tifo per Rossi - oggi il panorama è più variegato. Prima della vittoria dell'anno scorso, Bagnaia si era imposto per tre anni di fila. Forse Pecco non è ancora così vicino al ritorno alla vittoria, ma la pista olandese gli può dare una mano.