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MotoGP - Marc Marquez: "Convivo con il dolore, non posso dormire sul fianco destro"

Il campione si racconta: la spalla che non lo fa dormire, la testa che non stacca dalle gare e un'opinione precisa sulle nuove 850

Siamo abituati a vederlo esultare, ribaltare weekend che sembravano compromessi, cadere e rialzarsi come se niente fosse. Ma dietro il nove volte campione del mondo c'è (anche) un corpo che presenta il conto ogni singola notte. In una lunga chiacchierata sul canale YouTube di Soy Blak, Marc Marquez ha tolto il casco e ha raccontato cosa significa vivere con una spalla destra che, dopo anni di incidenti, non gli concede più tregua nemmeno quando dorme.

Il conto che il corpo presenta ogni notte

Il punto attorno a cui ruota tutto è quella spalla destra, martoriata da una serie infinita di infortuni. Marquez lo dice senza giri di parole: dormire sul fianco destro è ormai impossibile, deve stare sul sinistro, e se durante la notte si gira dalla parte sbagliata il dolore lo sveglia di soprassalto. Convivere con questa condizione è diventata la normalità. Fino a cinque anni fa, spiega, aveva ore libere da dedicare ad allenamento e riposo; adesso quelle ore sono poche e riempite da lavoro mirato: una parte cardio, una per la forza e una specifica dedicata al braccio destro. Il suo messaggio è quasi una filosofia di sopravvivenza sportiva: uno che corre, con l'età e gli infortuni che si accumulano, deve accettare il dolore e conviverci, altrimenti finirebbe per passare le giornate in fisioterapia. C'è poi il capitolo sonno, che con l'adrenalina delle gare non va d'accordo. Dopo una Sprint o un Gran Premio riposare diventa difficile, e prima di addormentarsi la testa continua a girare attorno alla scelta delle gomme, all'assetto, ai punti dove tentare il sorpasso. Del resto, ammette, nei giorni di gara la sua concentrazione è totale: da giovedì a domenica, se gli parlano di qualcosa che non riguarda la moto, semplicemente non lo ricorderà. Lo sanno bene la compagna e la famiglia.

Le 850 e il futuro

Nella stessa conversazione Marquez è passato al tema tecnico del momento: le nuove MotoGP da 850 cm³ in arrivo dal 2027. La sua lettura è lucida. Le moto saranno più lente, questo è certo, ma secondo lui dagli spalti nessuno se ne accorgerà davvero. Il vero cambiamento, quello che sposterà gli equilibri, sarà semmai il passaggio a nuove gomme. Sul fronte aerodinamica, invece, un piccolo rammarico ce l'ha. Avrebbe preferito una riduzione più decisa delle appendici: meno carico aerodinamico significherebbe moto un po' più difficili da gestire quando si viaggia a ridosso di un avversario, e quindi corse potenzialmente più aperte e spettacolari. Detto questo, il campione mette le cose in prospettiva: ogni epoca della MotoGP ha avuto i suoi pregi e i suoi limiti, e questa non farà eccezione.

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