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MotoGP 2021, Crutchlow: “La cosa più importante ora è portare mia figlia a scuola”

MotoGP news – Il nuovo collaudatore Yamaha, Cal Crutchlow, ha raccontato il suo essere sincero e schietto negli anni in cui ha corso in MotoGP a tempo pieno. L'inglese ha poi parlato della sua decisione di ritirarsi e ha ammesso cosa non gli mancherà del ruolo da pilota
"Non sono mai stato un robot"
Di tutti i piloti nel paddock, Cal Crutchlow è stato sempre quello meno politicamente corretto, preferendo essere sincero e schietto. Di questo suo aspetto l’inglese ha parlato in un’intervista a Crash.net e ha raccontato: “Dico quello che dico perché è quello in cui credo. Se è giusto o sbagliato dirlo, è difficile saperlo! Ma non mento, dico la verità o come mi sento. È per questo che ho sempre avuto un buon rapporto con i media. Penso che le persone mi rispettassero per questo, perché sono diverso”. Il paragone ovviamente scatta con tutti i suoi colleghi: “Sono diverso dai robot che danno l'immagine e le risposte che i produttori vogliono. Penso che abbia funzionato bene per me nel corso degli anni e ha funzionato bene anche per i miei sponsor. Penso che sia per questo che ho avuto un buon legame con persone che non sono coinvolte anche nelle corse, perché alla fine della giornata non sono diverse da me. Considerando che, come sappiamo, molti piloti pensano di essere al di sopra degli altri perché sono in una posizione privilegiata”. La sua grande sincerità a volte può essere travisata, ma lui ammette: “Se alcune persone la considerano arroganza o altro a me va bene. Dormo lo stesso la notte. Ma credo che alle persone piaccia il mio modo di essere”.
Dopo dieci anni di corse in MotoGP, l’inglese si è ritirato e qust'anno sarà il nuovo collaudatore Yamaha: “Il mio obiettivo principale era portare mai figlia a scuola. Ho già provato a pianificare con la Yamaha i giorni di test che non combacino con i suoi primi di giorni di scuola. È una cosa importante per me e credo di essermi fermato al momento giusto”.
La decisione è stata importante, ma ha aggiunto: “Non mi mancherà viaggiare e neanche la natura politica delle corse. Ne ho dovuto fare i conti a lungo e penso di aver fatto un buon lavoro gestendolo nel miglior modo possibile. Forse non mi piace attenermi alle regole”. E la cosa non stupisce.
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