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Triumph Scrambler 400 XC, quanto fa davvero? Ecco tutti i dati del centro prove

La nuova Scrambler 400 XC promette versatilità tra asfalto e sterrato. Ma come si comporta davvero? Scopriamolo con i numeri misurati al banco

Il monocilindrico da 398 cm³ con distribuzione doppio albero a camme in testa e raffreddamento a liquido è lo stesso della Speed 400, ma quanto fa davvero nella versione scrambler? Ecco tutti i dati rilevati strumentalmente dal nostro Centro Prove.

Potenza e coppia

  • Potenza massima: 36,64 CV a 7648 giri/min (rilevata alla ruota)
  • Coppia massima: 3,58 kgm a 6349 giri/min (rilevata alla ruota)

Il monocilindrico conferma l'erogazione caratteristica delle piccole cilindrate moderne: la spinta è presente fin dai bassi regimi ma raggiunge il suo apice nella parte alta del contagiri. La coppia massima si presenta poco oltre i 6.000 giri, un valore già interessante per un monocilindrico di questa cubatura, mentre la potenza arriva a cavallo dei 7.600 giri. 

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Velocità massima e accelerazione

  • Velocità massima: 149,2 km/h
  • Accelerazione 0-100 km/h: 6,2 s
  • Accelerazione 0-400 m: 14,76 s

La velocità massima poco sotto i 150 km/h è adeguata per una moto pensata più per il divertimento su strade secondarie che per le autostrade. L'accelerazione da 0 a 100 km/h in poco più di 6 secondi è onesta per la categoria e si fa apprezzare soprattutto nei sorpassi in extraurbano. Sul misto stretto queste cifre si traducono in una buona reattività in uscita di curva, dove il peso contenuto e la coppia disponibile permettono di guadagnare velocità rapidamente. Il cambio a sei rapporti ben scalato consente di sfruttare al meglio l'erogazione del mono.

Consumi

  • Autostrada: 20,72 km/l
  • Extraurbano: 32,62 km/l
  • 90 km/h: 31,16 km/l
  • 120 km/h: 21,85 km/l
  • Al massimo: 13,02 km/l
  • Autonomia massima a 120 km/h: 262,2 km
  • Autonomia al massimo: 156,24 km

I consumi della Scrambler 400 XC sono decisamente contenuti, come ci si aspetta da un monocilindrico di 400 cm³. Nell'uso extraurbano rilassato si sfiorano i 33 km/l, un valore eccellente che testimonia l'efficienza del propulsore. Anche a 120 km/h costanti il consumo rimane sotto i 22 km/l, un dato più che accettabile. Quando si spinge a fondo, naturalmente, la richiesta di carburante aumenta, ma resta comunque su valori ragionevoli per una moto di questo tipo. Il serbatoio da 12 litri permette un'autonomia di oltre 260 km in autostrada, più che sufficiente per gite giornaliere o brevi tour. L'autonomia al massimo è invece limitata a circa 156 km, un dato tipico per questo tipo di utilizzo.

Peso e prezzo

  • Peso in ordine di marcia: 182,5 kg
  • Prezzo versione XC: 7.245 euro

Il peso contenuto della Scrambler 400 XC è uno dei suoi punti di forza che la rende maneggevole e facile da gestire, caratteristiche fondamentali per chi cerca versatilità tra asfalto e sterrato. Questo valore la rende accessibile anche ai motociclisti meno esperti e facilita le manovre a bassa velocità o le percorrenze in fuoristrada leggero. Il prezzo di 7.245 euro la posiziona in una fascia accessibile del mercato, risultando abbastanza competitiva rispetto alle alternative del segmento (cinesi escluse). La dotazione comprende ABS a doppio canale con modalità dedicata all'offroad, controllo di trazione disinseribile e una strumentazione con schermo LCD che include porta USB-C, elementi che rendono il rapporto qualità-prezzo interessante per chi cerca una scrambler versatile e moderna.

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Come è fatta

Il faro tondo con corona DRL viene protetto da una griglia metallica che evoca atmosfere da competizione, mentre il parafango anteriore si alza decisamente dalla ruota esattamente come ci si aspetta da una vera scrambler. Sul manubrio spicca il paracolpi in gomma, un altro richiamo all'off-road classico che non è solo estetica. Il serbatoio da 13 litri si sviluppa con forme scolpite e può essere scelto in tre livree: giallo Racing Yellow, grigio Storm Grey o bianco Vanilla White, tutte con grafiche nere che danno carattere senza esagerare.
Dal punto di vista costruttivo, Triumph ha scelto la strada tradizionale: telaio perimetrale tubolare in acciaio con telaietto posteriore che si fissa tramite bulloni. Una soluzione robusta, collaudata e facile da riparare in caso di necessità. Le sospensioni offrono un'escursione di 150 millimetri sia all'anteriore che al posteriore: la forcella rovesciata ha steli da 43 mm di diametro, mentre dietro lavora un monoammortizzatore centrale. L'impianto frenante non scherza: davanti c'è un disco da 320 millimetri morso da una pinza radiale a quattro pistoncini, dietro un disco da 230 millimetri con pinza monopistoncino. Il tutto gestito da un ABS a doppio canale disinseribile per non limitare il divertimento quando si esce dall'asfalto.
 

Come va

Salire in sella è un'operazione alla portata di tutti. L'altezza di 83,5 centimetri, unita a fianchi ben profilati, permette di appoggiare i piedi con sicurezza anche a chi non è particolarmente alto. Una volta in movimento, il manubrio si rivela largo quanto basta per garantire controllo senza affaticare le braccia, e la posizione generale lascia ampio margine di movimento per trovare il proprio assetto ideale. In contesto urbano la 400 XC si muove con scioltezza: il peso contenuto e l'agilità naturale la rendono facile da infilare nel traffico senza richiedere particolare impegno fisico.
Su strada aperta il comportamento è quello di una moto equilibrata e prevedibile, e quando si decide di affrontare una serie di curve con un minimo di impegno, risponde senza esitazioni. L'avantreno trasmette sensazioni chiare: entra in piega con progressione, permette di disegnare traiettorie pulite e non tradisce mai. Il freno anteriore ha un morso graduale che richiede una strizzata decisa della leva, ma offre modulabilità e controllo in ogni situazione.
Quando l'asfalto finisce, togliendo gli aiuti elettronici la Scrambler 400 XC dimostra di saperci fare anche sullo sconnesso. Le sospensioni assorbono buche e ondulazioni con efficacia, restituendo stabilità anche a chi non è abituato a guidare fuori strada. La possibilità di guidare in piedi è favorita da una geometria ben studiata tra sella, pedane e manubrio, che permette di spostare il peso naturalmente senza forzare la postura.

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