Moto BMW, perché le chiamano mucche di gomma (Gummikuh)?
Nato quasi per caso nelle prove su strada degli anni ’50, lo scherzoso nomignolo è diventato (almeno in patria) un’etichetta entrata nel linguaggio motociclistico ed ancora oggi usata anche per i modelli più moderni. Ma da dove viene?
Origine del soprannome
Da noi è poco usato, ma in patria è invece piuttosto comune pe rindicare le grosse BMW. “Gummikuh”, “mucca di gomma”. Un appellativo che, a seconda dei casi, può essere usato in modo ironico o affettuoso. Il termine risale alla metà degli anni ’50 e viene attribuito al giornalista motociclistico Ernst “Klacks” Leverkus, firma storica di MOTORRAD, che contribuì a definire diversi termini ancora oggi in uso nel mondo delle due ruote. La definizione nasce da una BMW dotata del nuovo telaio Vollschwingen-Fahrwerk, dotato ci sospensione anteriore Earles e posteriore con forcellone con albero cardano completamente sigillato in bagno d'olio, abbinato al classico bicilindrico boxer. In quelle condizioni, durante i cambi di carico, il comportamento della moto risultava particolare, col retrotreno che si sollevava o si abbassava in modo evidente. Secondo Leverkus, durante l’accelerazione il movimento del posteriore ricordava molto una mucca che si alza da terra, sollevando prima il sedere. Da qui il riferimento diretto alla “mucca”. Il termine “Gummi”, invece, richiamava la sensazione elastica e il comportamento del cardano, appunto “gommoso”. Molto più semplice di quanto si potesse pensare…
Poi arrivò il Paralever
Nonostante BMW abbia risolto questi effetti già negli anni ’80 con l’introduzione del Paralever, che ha stabilizzato il comportamento del cardano, il soprannome è rimasto. Anche con l’evoluzione tecnica, l’arrivo di nuovi motori e piattaforme e una gamma sempre più ampia, “Gummikuh” è sopravvissuto fino a oggi, diventando parte della cultura BMW teutonica.
Avendolo citato: BMW Telelever e Paralever: ecco perché le tedesche sono diverse