Le curve sono un problema? Il trucco del freno posteriore che nessuno vi spiega
Non serve a rallentare, serve a far girare la moto. Ecco come si usa il freno posteriore in piega e perché cambierà la qualità delle vostre prossime curve
Il freno posteriore è il comando più snobbato della moto: per molti serve a tenerla ferma al semaforo in salita e poco altro, visto che in frenata il lavoro vero lo fa l'anteriore. Vero, ma solo a metà. Perché il pedale destro, la leva sinistra, per chi gira in scooter, non è un freno di riserva: è uno strumento per guidare. Sfiorarlo in curva, senza togliere un chilometro orario, è una di quelle cose che separano una traiettoria pulita da una traiettoria che si allarga.
Cosa succede quando lo attivi
Due effetti, entrambi meccanici, niente magia.
Il primo è geometrico: una frenata leggerissima al posteriore sposta il carico in avanti, la forcella si comprime di qualche millimetro, l'angolo di sterzo si chiude e l'avancorsa si accorcia. Risultato, la moto entra più volentieri e chiude la traiettoria invece di aprirla.
Il secondo è un effetto di imbardata: con la moto inclinata l'impronta della gomma posteriore si sposta verso l'interno della curva, e la forza frenante che agisce lì tende a ruotare la moto verso l'interno. Ci si mette anche la trasmissione, perché una minima coppia frenante tiene la catena in tiro ed elimina il vuoto tra rilascio e riapertura del gas, quel micro-strappo che manda l'assetto a scatti e ti costringe a correggere a metà curva. Da qui la sensazione che la moto "si sieda": il retrotreno resta carico, la moto smette di ballare e gira con meno sforzo sul manubrio.
Come si fa, in pratica
La parola chiave è: "poco". Pressione minima e costante, piede già appoggiato sul pedale prima di inclinare, la pressione va mantenuta da metà curva per tutta la piega fino a quando si raddrizza la moto e riapre il gas. Non è un tocco e via: è un filo di freno che accompagna. Si deve dosare e per farlo conviene ruotare leggermente il piede sulla pedana per avere sensibilità invece di un interruttore acceso/spento.
Dove si sente di più è nelle curve lente: rotonde, tornanti, incroci, manovre a passo d'uomo. Anzi, la manovra strettissima a bassa velocità, freno posteriore, frizione che slitta, un filo di gas costante, è la versione estrema dello stesso principio, con la moto che si tiene su da sola e gira in uno spazio che senza freno sembrerebbe impossibile.
Dove si sbaglia
Il confine è la pressione. Troppo freno con la moto inclinata significa ruota posteriore che perde aderenza, e in piega il margine è quello che è, perché la gomma sta già spendendo gran parte del suo lavoro per tenere la traiettoria. Se arriva un accenno di slittamento si rilascia gradualmente, mai di scatto. Sul bagnato, sulle strisce, sul pavé e sul ghiaino la pressione va ridotta ancora, fino a lasciar perdere. Occhio poi agli impianti combinati, i famosi CBS: su molti scooter il comando posteriore chiama anche una parte dell'anteriore, e in piega il risultato è tutt'altro che neutro, per cui conviene sapere com'è fatta la propria moto prima di prenderci confidenza. L'ABS in curva aiuta, ma non regala aderenza che non c'è. E soprattutto, questo non è un sostituto dell'anteriore: in una frenata d'emergenza il grosso resta davanti, il posteriore fa da contorno. Il trucco funziona quando la frenata è già finita.
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