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Route 66 in Italia? Ecco gli itinerari in moto per sognare la libertà

Un viaggio sulla Route 66 è il sogno di molti motociclisti, ma senza andare tanto lontano anche qui in Italia abbiamo itinerari da sogno che hanno poco da invidiare a quello made in USA

Ah, la Route 66…

La Route 66 che da Chicago, nell’Illinois, porta fino a Los Angeles, in California, attraverso Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arizona, non è solo asfalto, ma racconto collettivo. Una linea di fuga che corre tra deserti, montagne e pianure lungo stazioni di servizio isolate e diner al neon. Complice Hollywood, nell’immaginario biker è il luogo della libertà senza mediazioni, del viaggio come gesto identitario. Sì, l’abbiamo sognata tutti ed è partendo da questa premessa che nasce una domanda ricorrente anche tra noi motociclisti italiani: esiste una Route 66 italiana?

Una Route 66 italiana: si può fare?

Il contesto, va detto subito, è profondamente diverso. La geografia italiana è frammentata, le distanze sono più contenute e la rete stradale storica è fatta soprattutto di collegamenti regionali e locali e non, come negli States, di grandi assi trasversali quali sono le highways. Parlare di una vera e propria Route 66 italiana, in senso stretto, è quindi impropri. Questo non significa che manchino strade capaci di restituire un’idea simile di viaggio: continuità dell’asfalto, attraversamento di territori differenti, magari isolati, rapporto diretto con il paesaggio, sperduti centri abitati… Chiaro, se l’immaginario che sognate è quello stereotipato dei cactus in mezzo al deserto stile Easy Rider, meglio prendere un direttamente biglietto aereo per gli States, ma, a ben pensarci, esistono anche in Italia luoghi capaci d’ispirare un profondo senso di libertà. Ecco allora qualche “candidata” per il nostro elenco.

SS 121 Palermo - Catania

Una delle più citate è la SS 121 Palermo–Catania, uno dei pochi esempi di collegamento trasversale in Sicilia. La statale unisce i due principali poli urbani dell’isola attraversando l’entroterra, con un tracciato che alterna zone agricole, piccoli centri e lunghi tratti extraurbani. La lunghezza complessiva è inferiore ai 250 km, ma ciò che la rende interessante non è tanto il dato chilometrico quanto la funzione: esattamente come la Route 66, la SS 121 non nasce certo come strada turistica, bensì come collegamento necessario. L’asfalto non è sempre perfetto e il percorso - dobbiamo ammetterlo - non è sempre così scenografico in senso classico, ma proprio per questo restituisce un’immagine autentica della Sicilia dell’entroterra, quella lontana dalle coste più battute.

 SS 125 Orientale Sarda

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Spostiamoci sull’altra isola. Più solida dal punto di vista della continuità è la SS 125 Orientale Sarda che corre lungo il versante orientale della Sardegna per oltre 300 km. È una strada molto conosciuta tra i motociclisti, anche stranieri, perché permette di attraversare territori molto diversi senza soluzione di continuità: tratti costieri, zone collinari, aree più interne e montuose. Non è un’unica “cartolina”, ma una sequenza di ambienti che cambiano progressivamente. È probabilmente una delle candidate che meglio si avvicinano all’idea di grande nastro d’asfalto da percorrere integralmente attraverso diverse regioni (che noi, nel nostro viaggio, faremo finta siano Stati). 

La panoramica di Rossi

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Un’altra candidatura spesso citata è la panoramica tra Tavullia e Carpegna, tra Marche e Romagna. Si tratta di un percorso breve, inferiore ai 50 km, che non può certo competere per lunghezza o funzione strategica. Il suo peso simbolico, però, è legato al motociclismo sportivo e alla figura di Valentino Rossi, che ha contribuito a renderla una meta di pellegrinaggio per appassionati. Potremmo dire che i fan italiani di Easy Rider sognano la Route 66 ed i fan americani di Valentino Rossi la Panoramica di Tavullia…

SS 163 Costiera Amalfitana

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Impossibile a questo punto non citare la SS 163 della Costiera Amalfitana, una delle strade più iconiche d’Italia. Il tracciato corre per circa 50 km lungo uno dei litorali più conosciuti al mondo, attraversando località come Positano e Amalfi. Dal punto di vista paesaggistico c’è ben poco da dire, ma proprio la sua bellezza e la sua fama ne hanno compromesso in parte la fruibilità: traffico intenso, carreggiate strette e limitazioni rendono sempre più difficile viverla come strada da percorrere in moto. Un vero peccato…

Le “quasi” Route 66

Accanto a queste strade, esistono poi quelle che potremmo definire “quasi Route 66”: percorsi molto amati dai motociclisti, ma che non soddisfanoi criteri necessari. La Strada della Forra, ad esempio, è bellissima, spettacolare e super amata dai biker (ve ne parlavamo qui), ma davvero troppo breve. Il Passo della Futa (ve ne parlavamo qui) è un attraversamento storico di grande fascino, ma resta legato a un singolo valico. 

La Via Emilia ha un peso culturale enorme, ma oggi è in gran parte inglobata in un contesto urbano che la rende distante dall’idea di viaggio “on the road”. Avremmo voluto inserirle, ma per il nostro elenco, dobbiamo ammetterlo, proprio non funzionano. E voi, invece, avete qualche Route 66 “nostrana” da suggerire? 

A proposito di Route 66: Italia Coast to Coast: borghi e curve da riscoprire

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