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Mitico Sellaronda in moto: fatelo finché si può!

Tra i grandi classici del mototurismo alpino, il Sellaronda resta un passaggio obbligato. Ma tra progetti di limitazione del traffico e ipotesi di accesso controllato, il futuro potrebbe cambiare. Per ora, però, si può ancora godere appieno: ecco come farlo 

ZTL Sellaronda: a che punto siamo?

Negli ultimi anni si è parlato a più riprese di una possibile ZTL sul Sellaronda, con accessi contingentati, prenotazioni obbligatorie e numero chiuso. Un progetto che ha fatto discutere molto, soprattutto tra i motociclisti. Allo stato attuale, però, la ZTL del Sellaronda non è mai entrata davvero a regime. Già nel 2024 risultava ancora in fase di stallo e, di fatto, le ipotesi più restrittive - come appunto quelle sulla prenotazione obbligatoria o l’accesso limitato - non sono mai state applicate in modo stabile. Oggi, quindi, il celebre anello dolomitico è ancora percorribile liberamente, fatta eccezione, questo è chiaro, per le chiusure temporanee legate a eventi sportivi. 

Qualcosa cambierà nel 2027

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Diverso il discorso per il futuro. I primi segnali concreti arrivano dal lì vicino Passo Gardena, dove dal 2027 è prevista una vera e propria limitazione del traffico, con accesso riservato a residenti, lavoratori e ospiti delle strutture, parcheggi su prenotazione e, in via generale, una forte riduzione dei flussi. Un primo passo reale verso una gestione più rigida della mobilità dolomitica che, è possibile, coinvolgerà in futuro anche altri passi, Sellaronda compreso.  
Per ora, però, è via libera. Partiamo allora con il nostro itinerario. 

Il Sellaronda “classico”: il giro dei quattro passi

Il cuore dell’esperienza è l’anello che circonda il Gruppo del Sella, uno dei massicci più iconici delle Dolomiti, patrimonio UNESCO. Parliamo di un percorso relativamente breve - poco meno di 50 chilometri - ma incredibilmente intenso, che collega quattro passi alpini in sequenza, cioè il Passo Campolongo, il Passo Gardena (dal 2027 interessato, come detto, dalla ZTL), il Passo Sella e il Passo Pordoi. 

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Veduta sul Passo Gardena

Un punto di partenza ideale potrebbe essere Arabba, nel cuore delle Dolomiti bellunesi. Da qui si sale subito verso il Passo Campolongo lungo la SP244, tra curve regolari e carreggiata scorrevole. La discesa verso Corvara introduce a uno dei tratti più piacevoli: la salita al Passo Gardena, lungo la SS243, è un susseguirsi di curve immerse in prati aperti e pareti rocciose verticali. Dal Gardena si scende quindi verso Plan de Gralba per poi risalire al Passo Sella, posto a 2.240 metri di quota e, probabilmente, il più scenografico dei quattro. Da qui si prosegue verso Canazei e si affronta l’ultimo valico, il Passo Pordoi, che chiude l’anello riportando verso Arabba. 

Un giro breve, ma densissimo: da fare anche più volte, magari invertendo il senso di marcia. Ve lo raccontavamo qui: Dolomiti in moto: l'anello Sellaronda con Passo Campolongo

Variante: il tour “allargato” del Sella

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Per chi ha più tempo (e voglia di macinare chilometri), il giro classico può diventare la base per un itinerario molto più ampio e vario.

Dalla Val d’Ega al cuore delle Dolomiti, passando per Falzarego e Valparola

Si parte da Collepietra, in Val d’Ega, e si percorre la SS241 passando per il suggestivo Lago di Carezza, fino al Passo di Costalunga. Da qui si entra in Val di Fassa attraversando Vigo, Pozza e Campitello fino a Canazei. A questo punto si devia verso Alba e Penia, in direzione del Lago di Fedaia, ai piedi della Marmolada, per poi scendere verso Caprile. 

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Le cinque Torri

 La salita al Passo Falzarego (2.105 m) introduce a uno degli scenari più aperti delle Dolomiti, con vista su Marmolada, Nuvolau e Cinque Torri. Subito dopo si incontra il vicino Passo Valparola, che riporta verso la Val Badia. Da qui si rientra nel tracciato classico del Sellaronda passando per Corvara, Colfosco e il Passo Gardena, per poi completare l’anello attraverso Passo Sella e ritorno a Canazei. Il rientro verso Collepietra avviene invece ripercorrendo la Val di Fassa e il Passo di Costalunga. 
Un bel giretto di circa 200 chilometri, variabili in funzione delle deviazioni e delle soste nei centri abitati lungo il percorso, ed un numero quasi incalcolabile di curve e tornanti. 

Ci passerete lì vicino: Itinerari in moto: le mitiche curve del Passo Giau

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