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Foliage in autunno: 10 itinerari per inseguire i colori in moto

Dalle faggete dell'Appennino ai vigneti delle Langhe, fino ai boschi dell'Etna. L'autunno regala alcuni dei paesaggi più belli da attraversare in moto, con strade meno affollate e temperature ancora piacevoli. Ecco dieci itinerari, da Nord a Sud, per approfittarne prima dell'arrivo dell'inverno

A caccia di colori

Finita l’estate, finiti i giri in moto? Tutt’altro! Per certi versi è proprio questo uno dei periodi migliori per viaggiare: meno traffico, temperature più sopportabili e soprattutto paesaggi che cambiano faccia. Il merito è del foliage, il fenomeno che tra ottobre e novembre colora boschi e vigneti di giallo, rosso e arancione. Naturalmente bisogna scegliere la giornata giusta, evitando pioggia, nebbia e prime gelate, ma le possibilità non mancano. Ne abbiamo selezionate dieci, alcune perfette per una gita domenicale, altre da trasformare in un fine settimana.

Forca d'Acero, tra Lazio e Abruzzo

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Cominciamo da uno dei grandi classici del foliage appenninico. Forca d'Acero, a 1.538 metri di quota, collega la Ciociaria all'Abruzzo attraversando i boschi del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Un possibile itinerario parte da Sora, in provincia di Frosinone, e raggiunge Campoli Appennino prima di imboccare la SR509. La strada sale progressivamente verso il valico, con curve immerse in estese faggete che, in autunno, passano dal verde al giallo e al rosso. Superato il passo, si scende verso Opi, uno dei borghi più caratteristici del Parco, e si può proseguire sulla SS83 fino a Villetta Barrea e al vicino lago. La parte più spettacolare è quella a ridosso del valico, dove la strada attraversa il bosco quasi senza interruzioni. Per chi volesse organizzare un giro più lungo, abbiamo già descritto un itinerario completo attraverso Forca d'Acero. Attenzione però alle temperature: a queste quote le prime gelate possono arrivare presto.

Langhe e Panoramica Zegna, il Piemonte in autunno

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In Piemonte le alternative sono almeno due, piuttosto distanti tra loro ma entrambe interessanti. La prima riguarda le Langhe, dove il foliage è soprattutto quello dei vigneti. Si può partire da La Morra, fermandosi al celebre belvedere, per poi scendere a Barolo e proseguire verso Monforte d'Alba, Castiglione Falletto e Serralunga d'Alba. Un susseguirsi di strade secondarie che corrono tra filari e colline, con i paesi arroccati sulle sommità. Terminata la vendemmia, le vigne si colorano di giallo, arancione e rosso scuro. Uno spettacolo. 

Completamente diverso il paesaggio della Panoramica Zegna, nelle Alpi Biellesi. La strada, lunga circa 26 km, parte da Trivero Valdilana e sale verso Bielmonte, a quasi 1.500 metri, prima di scendere verso la Valle Cervo. Qui i vigneti lasciano posto a boschi di faggi e betulle, con splendide vedute sulla pianura e sul Monte Rosa. Da non perdere la sosta alla Bocchetta di Margosio e, per chi ha voglia di camminare, al Bosco del Sorriso, raggiungibile dal Bocchetto Sessera.

Etna, tra la lava e i colori del bosco

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Anche la Sicilia ha il suo foliage. Sull'Etna, in particolare sul versante settentrionale, il contrasto tra il nero delle colate laviche e i colori degli alberi rende il paesaggio davvero particolare. 
Il percorso può cominciare da Randazzo, antico centro ai piedi del vulcano, per poi raggiungere Linguaglossa e imboccare la strada Mareneve in direzione di Piano Provenzana. Si sale attraverso la Pineta Ragabo, dove tra i pini compaiono faggi e betulle, fino a raggiungere quota 1.800 metri. Qui il paesaggio cambia: le distese di lava si alternano alle cosiddette dagale, piccoli lembi di vegetazione sopravvissuti alle eruzioni. Ottobre e novembre sono mesi interessanti per i colori, ma meteo e attività vulcanica impongono sempre di verificare le condizioni prima della partenza.

I laghi di Suviana e Brasimone, sull'Appennino bolognese

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Per chi cerca un itinerario tranquillo, lontano dalle località più frequentate, il Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone offre un bel percorso tra boschi, crinali e piccoli borghi. 
Si può partire da Castiglione dei Pepoli, raggiungere il Lago Brasimone e proseguire in direzione di Camugnano e del Lago di Suviana. Le strade sono quelle tipiche dell'Appennino emiliano: curve abbastanza strette, continui saliscendi e tratti nel bosco che si alternano a scorci aperti sulle vallate. 
Il lago di Suviana, bacino artificiale circondato dalle montagne, è una buona meta per una sosta. Nei dintorni meritano una deviazione il borgo di Bargi e il castagneto del Poranceto, con alberi monumentali particolarmente suggestivi in questo periodo. Chi vuole aggiungere una passeggiata può dirigersi verso Stagno, punto di partenza di diversi sentieri all'interno del Parco. Tra ottobre e novembre castagni e faggi danno il meglio di sé, ma è bene fare attenzione alle foglie bagnate che spesso ricoprono l’asfalto. Molto insidiose. 

Val d'Orcia, tra cipressi e vigneti

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La Val d'Orcia è bella praticamente tutto l'anno, ma in autunno acquista un carattere diverso. Le colline assumono tonalità più scure, i vigneti cambiano colore e la luce più bassa rende ancora più spettacolari i suoi celebri panorami. Un possibile percorso parte da Montepulciano e raggiunge Pienza, attraversando una campagna punteggiata di casali, cipressi e piccole strade poderali. Da qui si segue la SP146 verso San Quirico d'Orcia, con una sosta nei pressi della Cappella della Madonna di Vitaleta, uno degli scorci più fotografati della Toscana. 
Si prosegue poi verso Bagno Vignoni, piccolo borgo noto per la grande vasca termale che occupa la piazza centrale, e infine verso Montalcino, tra boschi e vigneti del Brunello. Non è il foliage delle grandi foreste alpine, ma l'insieme di colori, paesaggi e strade rende il giro particolarmente piacevole. Per chi desidera allungarlo, abbiamo già proposto due itinerari completi in Val d'Orcia, con diverse tappe alternative.

Val Masino, il foliage tra le montagne della Valtellina

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La Val Masino, laterale della Valtellina, è una valle stretta dominata da enormi pareti di granito, ai piedi delle quali crescono boschi di faggi, betulle e larici. In autunno regalano colori fantastici.  La si raggiunge dalla Valtellina imboccando la SP9 in direzione di Val Masino e San Martino. La strada risale la valle seguendo il torrente, con curve che attraversano piccoli nuclei abitati e tratti di bosco sempre più fitti. Giunti a San Martino conviene parcheggiare la moto e proseguire a piedi verso la Val di Mello, riserva naturale famosa per le sue pareti rocciose e i piccoli specchi d’acqua. 
Un'altra possibilità è la Foresta dei Bagni di Masino, dove in autunno i grandi massi coperti di muschio si ritrovano circondati da tappeti di foglie gialle e rosse. È un itinerario che richiede anche una breve escursione a piedi, ma ne vale la pena: il paesaggio è molto diverso da quello delle più frequentate strade alpine.

Costiera Amalfitana, l'autunno con vista sul mare

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Qui il foliage, dobbiamo ammetterlo, passa in secondo piano, ma la stagione resta particolarmente indicata per un giro in moto. Finita l'estate, la Costiera Amalfitana si svuota almeno in parte dei grandi flussi turistici e le temperature diventano più gradevoli. 
L'itinerario classico segue la SS163, da Vietri sul Mare verso Cetara, Maiori, Minori, Amalfi e Positano. Una strada stretta e tortuosa, che corre spesso a picco sul mare. Per aggiungere qualche colore autunnale si può deviare da Maiori verso Tramonti, nell'entroterra, dove vigneti e castagneti sostituiscono progressivamente limoneti e macchia mediterranea. 
Tornati sulla costa, vale la pena salire anche a Ravello, famosa per Villa Rufolo e Villa Cimbrone e per i panorami sul golfo. Del resto, avevamo già dedicato alla zona un itinerario completo con le principali cose da vedere. 

Strada Apecchiese, tra Marche e Umbria

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La SP257 Apecchiese è una strada conosciuta da molti motociclisti, soprattutto per la quantità di curve che offre in poco più di 50 km. Collega Città di Castello, in Umbria, ad Acqualagna, nelle Marche, attraversando il valico di Bocca Serriola. Partendo da Città di Castello, la strada comincia a salire attraverso un paesaggio progressivamente più boscoso. Raggiunta Bocca Serriola, a circa 730 metri, si scende verso Apecchio e Piobbico, dove vale la pena fermarsi per visitare il Castello Brancaleoni. Da qui si continua fino ad Acqualagna, conosciuta per il tartufo, protagonista della cucina locale proprio durante la stagione autunnale. Il percorso alterna curve strette e tratti più scorrevoli, con boschi e pareti rocciose che accompagnano buona parte del viaggio. È una strada da affrontare con calma, anche perché il fondo non è sempre uniforme e in autunno possono esserci foglie e umidità.

Paganella e Lago di Molveno, in Trentino

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Se a fare da sfondo ci sono le Dolomiti di Brenta, il protagonista di questo itinerario è il territorio della Paganella, con i suoi boschi e il Lago di Molveno. Si può cominciare da Mezzocorona, salendo verso Fai della Paganella, per poi raggiungere Andalo e scendere a Molveno. Il lago, incorniciato dalle montagne, è uno dei punti migliori per una sosta, soprattutto nelle giornate limpide d'autunno, quando i boschi colorati si riflettono nell’acqua. 
Da Molveno si può proseguire verso il piccolo Lago di Nembia e San Lorenzo in Banale, attraversando un paesaggio più rurale, fatto di prati, boschi e piccoli nuclei abitati. Chi desidera aggiungere una passeggiata può fermarsi al Parco del Respiro di Fai della Paganella, attraversato da sentieri immersi nella faggeta. Il periodo migliore dipende dalla quota: in alto i colori arrivano prima, mentre nei fondovalle possono durare più a lungo.

Monopoli e Valle d'Itria, l'autunno pugliese

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Concludiamo in Puglia, dove l'autunno non offre le grandi distese di boschi rossi del Nord, ma permette di esplorare l'entroterra senza il caldo e il traffico dell’estate. Si può partire da Polignano a Mare, raggiungere Monopoli lungo la costa e poi piegare verso l'interno, in direzione di Fasano e della sua Selva. Qui compaiono boschi di querce e lecci, prima di lasciare spazio alle campagne della Valle d’Itria. Il percorso continua verso Locorotondo, Cisternino e Ceglie Messapica, attraversando un territorio caratterizzato da muretti a secco, trulli, uliveti e masserie. Ovvio, qui i colori autunnali sono più “discreti” rispetto a quelli delle zone montane, ma il paesaggio acquista comunque un fascino particolare. Per una pausa gastronomica, Ceglie Messapica è certamente una buona scelta, mentre a Locorotondo vale la pena fermarsi nel centro storico, con le sue caratteristiche case bianche.

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