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La leggenda di Mike Hailwood e della Ducati SS con cui conquistò il TT 1978

Dopo più di un decennio lontano dalle corse, nel 1978 Mike Hailwood torna al TT e, in sella ad una  speciale Ducati 900 SS, conquista una vittoria che resterà negli annali.  Dall’esperienza nascerà la celebre Mike Hailwood Replica…

Il ritorno del “Mike the Bike”

Dopo undici anni di assenza dal Tourist Trophy, Mike Hailwood decide di rimettersi in sella nel 1978. Una semplice visita ai box di Silverstone nell’agosto del 1977 lo porta a montare quasi per scherzo (“giusto per vedere com’è la posizione di guida”) su di una Ducati 900 SS della squadra di Steve Wynne, allora titolare della Sports Motor Cycles di Manchester. 
 

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Quella breve prova si rivela decisiva: Hailwood scopre che la moto gli permette di guidare con scioltezza nonostante le limitazioni fisiche causate dall’incidente al Nürburgring del 1974, quando con la McLaren M23 Ford aveva perso quasi completamente l’uso della gamba destra e compromesso la caviglia. “Con una moto del genere potrei ancora correre al TT”, scherzò il campione inglese montando sulla 900 SS ferma al box e Wynne non esitò a proporgli di partecipare alla gara del 1978. Detto fatto: tre 900 SS vengono ordinate, una delle quali preparata per il rientro di Hailwood sull’Isola di Man organizzato per il 6 giugno di quell’anno…

La vittoria che fece la storia

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Quel giorno il pubblico accorre in massa come da anni non si vedeva. Hailwood, un po’ arrugginito, affronta piloti in piena attività: Phil Read e John Williams su Honda, Tom Herron su Yamaha TZ 750, Chas Mortimer su Suzuki, Alex George su Triumph e Helmut Dahne su BMW. L’avversario più insidioso resta però Phil Read, che parte un minuto prima: i due si affiancano fino al quinto giro, quando il quattro cilindri Honda cede e Read è costretto al ritiro. Hailwood taglia il traguardo primo alla media di 174,502 km/h, conquistando anche il giro più veloce a 177,097 km/h. Pochi metri dopo la linea del traguardo, la coppia conica del cilindro posteriore cede, ma la vittoria è ormai scritta nella leggenda. “È stato il Tourist Trophy meno impegnativo che io ricordi”, commenterà un rinato Hailwood scendendo dalla moto.

La Ducati dietro la leggenda

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Una Ducati 900 SS della NRC nel suo originale allestimento per le gare di Endurance

Com’è ovvio, la moto che Mike porta al successo non è una 900 SS qualunque. Si tratta di una delle venti special NCR allestite per le competizioni, che condividono con la SS di serie solo il nome. Il peso è di appena 160 kg contro i 194 della versione stradale. Il telaio in cromo-molibdeno Daspa pesa poco più di 11 kg, con cannotto di sterzo inclinato a 29,5°, e le sospensioni sono Marzocchi regolabili. Cerchi Campagnolo in electron (anteriore 2,50-18”, posteriore 3,00-18”) completano il set-up, mentre i freni rimangono quelli di serie
Altro discorso per il pompone. Il bicilindrico, preparato da Franco Farné, riceve interventi drastici: basamento e carter in magnesio, nuovi pistoni che portano il rapporto di compressione a 10,6:1, alberi motore e bielle ricavati dal pieno, distribuzione con camme più spinte e valvole maggiorate (43 mm aspirazione, 38 mm scarico), frizione a secco e rapporti di cambio ravvicinati. Carburatori Dell’Orto rialesati a 42 mm. La cilindrata rimane 863,9 cm3 (86 x 74,4 mm), ma Wynne interviene ulteriormente, portando la cilindrata a 883 cm3, il rapporto di compressione a 11:1 ed istallando camme più aggressive, accensione Lucas Rita elettronica, cambio Hewland e ammortizzatori posteriori Girling su esplicita richiesta di Hailwood. 

Il pompone era quello italiano

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La 900 SS usata da Mike Hailwood durante il TT

Emblematico quanto avvenne alla vigilia della gara. Mike Hailwood inizia le prove del TT in sella alla versione “Made in England”, quella cioè preparata da Steve Wynne. La moto, con cilindrata portata a 883 cm3, rapporti di cambio ravvicinati e accensione elettronica Lucas Rita, soddisfa il campione inglese, ma rimangono dei dubbi.  Franco Farné e Giuliano Pedretti del Reparto Corse Ducati arrivano sull’Isola di Man con un motore nuovo, completamente allestito a Borgo Panigale, proponendo di sostituirlo poco prima della gara. L’obiettivo è chiaro: evitare rotture durante la corsa. Dopo brevi trattative, Wynne accetta di montare il bicilindrico italiano, concedendo a Hailwood solo l’adozione dell’accensione elettronica Lucas Rita. I piloti inglesi restano scettici: temono che la coppia conica della distribuzione non regga lo sforzo di oltre 350 km di gara. Si sbagliavano…

Oltre il Tourist Trophy

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Una 900 SS Hailwood Replica

La carriera agonistica della moto non si limita al TT. Nel 1978 Hailwood conquista anche la vittoria al post-TT di Mallory Park e il terzo posto a Silverstone, mentre a Donington cade durante la gara. Nel 1979 la Ducati Hailwood chiude quinta al TT a causa della rottura del supporto batteria. Va detto che in quell’anno la Ducati Hailwood si dimostrò meno performante anche perché il regolamento F1 vietava la sostituzione dei carter, che tornarono di serie, e il forcellone rettangolare venne sostituito con quello dell’anno precedente dopo test poco convincenti. Morale: rispetto a quella del 1978, la moto di Borgo Panigale appare meno veloce: il miglior giro è inferiore di oltre 7 km/h, i carter motore tornano di serie e il forcellone rettangolare viene sostituito con quello dell’anno precedente dopo test poco convincenti.


 

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