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Verniciare la moto in garage: i trucchi che i carrozzieri non vi dicono

Con un po' di manualità e tanta pazienza è possibile rinnovare carene, parafanghi o serbatoi anche nel garage di casa. Ecco come si fa

Verniciatura fai da te

Una carena graffiata, un parafango scolorito o un serbatoio che ha perso brillantezza sono difetti che, con un po' di pazienza, possono essere eliminati anche senza ricorrere a un carrozziere. Oggi, infatti, primer, vernici e trasparenti hanno raggiunto livelli qualitativi molto superiori rispetto al passato e consentono di ottenere ottimi risultati anche senza un'attrezzatura professionale. Le moderne bombolette spray, se abbinate a prodotti di qualità e utilizzate correttamente, rappresentano ad esempio una valida alternativa alla classica pistola a spruzzo per molti interventi di manutenzione o ripristino. Naturalmente bisogna essere realistici: per quanto ben fatta, una verniciatura fai da te difficilmente potrà eguagliare quella eseguita in una cabina professionale, ma per molti lavori il risultato può essere più che soddisfacente. A fare davvero la differenza, però - qui sta il segreto -  non è tanto la mano di chi vernicia quanto il tempo dedicato alla preparazione.

La preparazione vale più della vernice

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È un concetto sul quale insistono sia i carrozzieri sia gli appassionati che hanno maturato esperienza nel fai da te: gran parte della qualità del risultato dipende dalla preparazione del pezzo
Prima di iniziare è consigliabile smontare, quando possibile, il componente da verniciare. Lavorare con il pezzo separato dalla moto permette infatti di raggiungere ogni punto con maggiore precisione, evitando anche di sporcare parti vicine. 
La superficie deve poi essere accuratamente pulita e sgrassata, eliminando ogni traccia di sporco, cera o residui oleosi. Solo a questo punto si può procedere con la carteggiatura, indispensabile per creare una base uniforme e favorire l'adesione dei prodotti successivi. Se si vuole ottenere un buon risultato, eventuali graffi profondi o piccole ammaccature andranno invece corretti con uno stucco specifico prima di applicare il primer. 

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Anche l'ambiente di lavoro merita particolare attenzione. Polvere, vento e umidità possono compromettere il risultato molto più di una mano poco esperta. Un garage pulito, ben illuminato e possibilmente chiuso rappresenta quasi sempre la soluzione ideale. 

Bomboletta o pistola?

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Come accennato, si possono usare la classica pistola a spruzzo o la più pratica bomboletta spray. La scelta dipende da diversi fattori. 
Per verniciare un singolo componente, come un parafango, un codino o una carena, una bomboletta di buona qualità è spesso più che sufficiente e permette di ottenere risultati molto convincenti con una spesa contenuta. La pistola a spruzzo resta invece la scelta migliore quando si devono verniciare più pezzi contemporaneamente o si ricerca una finitura di livello professionale. In entrambi i casi, lo ripetiamo, la riuscita del lavoro dipende soprattutto dalla preparazione del pezzo e dal rispetto dei tempi di applicazione, molto più che dall'attrezzatura utilizzata. 
Un ultimo punto da toccare prima di mettersi al lavoro: la sicurezza. Vernici e trasparenti possono sviluppare vapori potenzialmente nocivi. Per questo motivo è sempre consigliabile lavorare in un ambiente ben ventilato, utilizzando guanti, occhiali protettivi e una maschera con filtri specifici per vapori organici. È inoltre opportuno evitare la presenza di fiamme libere, scintille o altre possibili fonti di innesco durante tutte le fasi della lavorazione.

Primer, colore e trasparente: scegliere i prodotti giusti

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Una verniciatura completa prevede generalmente tre fasi: primer (cioè il fondo), colore e trasparente. 

  1. Il primer serve a uniformare la superficie e migliorare l'adesione della vernice. A differenza di quanto accadeva in passato, oggi è disponibile in diverse tonalità - bianco, grigio, nero e altri colori - da scegliere anche in funzione della tinta finale. È un bel vantaggio.
  2. Per il colore esistono due possibilità. La prima consiste nell'utilizzare le classiche bombolette spray, oggi disponibili anche con prodotti di livello professionale; la seconda prevede invece l'impiego di compressore e pistola a spruzzo, soluzione preferibile quando si devono verniciare superfici molto estese o si ricerca una finitura impeccabile. 
    Chi desidera ripristinare il colore originale della moto può inoltre richiedere la tinta corrispondente al codice colore, generalmente riportato su un'etichetta applicata dal costruttore oppure reperibile nella documentazione tecnica. Molti colorifici e rivenditori specializzati preparano la vernice esattamente con quella tonalità, anche in bomboletta.
  3. Il trasparente rappresenta infine lo strato che protegge il colore e dona brillantezza alla superficie. Anche in questo caso le soluzioni moderne offrono prestazioni nettamente superiori rispetto al passato e garantiscono una buona resistenza agli agenti atmosferici, ai piccoli graffi e, se di qualità, anche ai contatti accidentali con il carburante.

La verniciatura richiede soprattutto pazienza

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Quando arriva il momento di spruzzare il colore, la fretta è il nemico numero uno dell’aspirante carrozziere.  Regola d’oro: meglio applicare più mani leggere anziché cercare una copertura completa fin dalla prima passata. Certo, bisogna avere - appunto - la pazienza di aspettare l’asciugatura tra una mano e l’altra, ma in questo modo diminuisce il rischio di colature e si ottiene una finitura più uniforme.  Occhio, perchè temperatura e umidità influenzano il risultato finale: verniciare in ambienti troppo freddi, molto umidi o esposti al vento aumenta il rischio di imperfezioni e rende più difficile ottenere una superficie liscia e brillante. 
Una volta terminata la verniciatura conviene non avere fretta nemmeno nel rimontaggio. Sebbene il pezzo possa sembrare asciutto dopo poche ore, il trasparente impiega generalmente diverso tempo a raggiungere la massima durezza. Attendere qualche giorno prima di rimontare carene e serbatoio riduce il rischio di rigare o segnare accidentalmente la nuova finitura.

Gli errori più comuni

Molti difetti non dipendono dalla qualità della vernice, ma da errori apparentemente banali. 
Tra i più frequenti ci sono una preparazione superficiale del pezzo, una pulizia insufficiente, mani di vernice troppo abbondanti e la presenza di polvere nell'ambiente di lavoro. Anche le colature, uno dei problemi più comuni tra chi è alle prime armi, sono quasi sempre il risultato di passate troppo lente o troppo cariche
Un altro difetto tipico è la cosiddetta "buccia d'arancia", cioè una superficie irregolare che ricorda, appunto, la scorza dell’arancia. Nella maggior parte dei casi è causata da una tecnica di spruzzatura non corretta, da una distanza errata della bomboletta o della pistola oppure da condizioni ambientali poco favorevoli. 
Infine, uno degli errori più sottovalutati consiste nel voler accelerare i tempi, maneggiando o rimontando i componenti prima che la vernice abbia completato la propria essiccazione.

Quando è meglio affidarsi a un professionista

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Il fai da te è un'ottima soluzione per rinnovare piccoli componenti, eliminare graffi superficiali o riportare all'aspetto originale carene e parafanghi. Quando invece si desidera cambiare completamente colore alla moto, realizzare grafiche complesse, lavorare su tinte perlate o multistrato oppure ottenere una finitura perfetta pari a quella di fabbrica, il consiglio è quello di rivolgersi a una carrozzeria specializzata. In questi casi l'esperienza dell'operatore, l'impiego di attrezzature professionali e la disponibilità di una cabina di verniciatura fanno ancora la differenza.

 

 


 

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