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Stai per prendere una multa? 7 errori che i motociclisti fanno senza saperlo

Ci sono infrazioni che molti motociclisti commettono ogni giorno convinti di essere perfettamente in regola. E alcune possono costare caro, oltre a far perdere punti sulla patente. Ecco le più comuni

Con la moto è facile concentrarsi sulla guida e dare per scontate alcune abitudini che, invece, possono mettere il motociclista dalla parte del torto. Il problema è che diverse regole del Codice della Strada sono meno intuitive di quanto sembri: quello che "fanno tutti" non è necessariamente consentito.

Ecco 7 errori frequenti che possono trasformarsi in una multa, soprattutto nella guida urbana.

1. Superare le auto in coda senza verificare come lo si fa

Passare accanto alle auto ferme è una delle situazioni più controverse per chi va in moto. Il semplice fatto che le auto siano incolonnate non autorizza automaticamente a sorpassarle.

La differenza la fanno la posizione del motociclista, la segnaletica, la presenza o meno della linea continua, la visibilità e soprattutto il modo in cui viene effettuata la manovra.

In particolare, non bisogna confondere il superamento di una coda con un sorpasso effettuato invadendo la corsia opposta o oltrepassando una linea continua. In caso di incidente, inoltre, la dinamica della manovra può diventare determinante per stabilire le responsabilità.

Se si effettua un sorpasso violando le regole generali dell'articolo 148 del Codice della Strada, la sanzione va da 83 a 332 euro. Nei casi più gravi, quando viene violato uno specifico divieto di sorpasso, la multa sale da 167 a 665 euro, con possibile sospensione della patente da uno a tre mesi.

Anche il superamento della striscia longitudinale continua può comportare una sanzione per violazione della segnaletica, generalmente da 42 a 173 euro, salvo che si applichino sanzioni specifiche più severe previste per la manovra effettuata.

2. Parcheggiare la moto dove "non dà fastidio"

È uno degli errori più comuni.

Il fatto che uno scooter occupi poco spazio non significa che possa essere lasciato ovunque. Marciapiedi, attraversamenti pedonali, spazi riservati e aree con specifici divieti possono essere off-limits anche per le due ruote.

Attenzione anche alla convinzione secondo cui "se lascio abbastanza spazio per passare i pedoni non succede niente": la presenza di spazio sufficiente non rende automaticamente regolare la sosta.

Prima di lasciare la moto è quindi fondamentale controllare se la segnaletica consente effettivamente la sosta delle due ruote.

Per i motocicli e ciclomotori a due ruote, la sosta vietata sui marciapiedi, sugli attraversamenti pedonali, sulle piste ciclabili e negli altri casi previsti dall'articolo 158, comma 1, comporta una multa da 41 a 168 euro.

La sanzione può arrivare da 80 a 328 euro quando la moto occupa, per esempio, gli spazi riservati alla sosta delle persone con disabilità o i relativi scivoli e raccordi.

3. Guidare con il casco allacciato male

Il casco non deve semplicemente essere indossato: deve essere correttamente allacciato.

Guidare con il cinturino slacciato, troppo allentato o utilizzando il casco in modo non conforme alle sue caratteristiche può comportare conseguenze in caso di controllo.

È un dettaglio apparentemente banale, ma il casco è uno degli elementi di sicurezza fondamentali per chi viaggia sulle due ruote. E un casco omologato utilizzato male non offre la stessa protezione prevista dal costruttore.

La violazione dell'obbligo di indossare e tenere regolarmente allacciato il casco comporta una sanzione da 83 a 332 euro. Inoltre, per questa violazione è previsto anche il fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni, che può salire a 90 giorni in caso di reiterazione nel biennio.

4. Usare il cellulare pensando che basti tenerlo fermo

Il divieto di utilizzare il telefono durante la guida è spesso interpretato in maniera errata.

Il punto fondamentale è che il motociclista deve mantenere il controllo del veicolo tenendo entrmbe le mani sul manubrio, quindi non può utilizzare il telefono in modo incompatibile con la guida.

Tenere lo smartphone in mano per leggere un messaggio, rispondere o interagire con lo schermo durante la marcia è una pessima idea anche dal punto di vista della sicurezza, ma anche della legge che non fa sconti.

Anche un supporto porta cellulare fissato al manubrio non equivale automaticamente alla possibilità di utilizzare liberamente il telefono: non è possibile utilizzare navigazione e altre funzioni staccando una mano dal manubrio mentre si guida.

5. Modificare la moto pensando che "se passa la revisione va bene"

Scarico, frecce, portatarga, specchietti, luci e altri componenti possono essere sostituiti, ma non ogni modifica è automaticamente lecita.

Uno degli errori più frequenti è pensare che una modifica sia regolare semplicemente perché il componente è venduto come "universale", perché devono essere specificamente omologati per la vostra moto, infatti anche se la moto continua a funzionare normalmente non significa che siete in regole.

Il problema riguarda soprattutto le modifiche che alterano caratteristiche costruttive o funzionali del veicolo o che non rispettano le prescrizioni previste.

E attenzione a un altro equivoco: il superamento della revisione non significa necessariamente che qualsiasi modifica successiva sia consentita.

6. Montare pneumatici di una misura diversa perché "ci stanno"

Una gomma può fisicamente entrare nel cerchio e non creare apparentemente alcun problema durante la guida. Ma questo non significa che sia legalmente utilizzabile.

Per la moto devono essere rispettate le misure e le caratteristiche indicate nei documenti del veicolo e previste per quella specifica configurazione.

Montare pneumatici diversi da quelli consentiti può creare problemi non soltanto in caso di controllo, ma anche durante la revisione e, soprattutto, in caso di incidente.

Prima di acquistare pneumatici con misure differenti da quelle normalmente montate è quindi indispensabile verificare cosa è effettivamente previsto per la propria moto.

7. Pensare che la freccia dia automaticamente la precedenza

Questo è uno degli errori più pericolosi.

Mettere l'indicatore di direzione non dà alcun diritto di precedenza. La freccia serve a segnalare agli altri utenti della strada l'intenzione di cambiare direzione o corsia, ma la manovra deve comunque essere effettuata nel rispetto delle regole.

Lo stesso vale per chi guida un'auto: vedere una freccia non significa che sia possibile effettuare una manovra senza verificare che la strada sia libera.

Per il motociclista, spesso più vulnerabile in caso di collisione, questa distinzione è particolarmente importante.

Le multe non arrivano solo dagli autovelox

Molti motociclisti associano il rischio di sanzione soprattutto alla velocità. In realtà, una parte significativa delle infrazioni nasce da comportamenti quotidiani che vengono considerati normali perché sono molto diffusi.

Parcheggiare "per cinque minuti", passare una coda in un determinato modo, modificare un componente della moto o utilizzare il telefono possono sembrare dettagli. Ma il Codice della Strada non valuta quanto un comportamento sia comune: valuta se è consentito oppure no.

La regola più semplice per evitare multe

Prima di fare una modifica alla moto o adottare un'abitudine quotidiana, conviene porsi una domanda molto semplice:

"È una cosa che posso fare oppure è soltanto una cosa che fanno tutti?"

Sono due concetti molto diversi. E conoscerne la differenza può evitare non soltanto una multa, ma anche problemi molto più seri in caso di incidente.

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