Basta caselli in autostrada: Telepass brinda, come si fa e cosa rischia chi non paga
Niente caselli, niente code e nessun biglietto da ritirare: il pedaggio viene rilevato in movimento attraverso la targa o il dispositivo di bordo. Ma per chi non utilizza il telepedaggio c’è una scadenza da ricordare: ecco come funziona il sistema e dove è già attivo in Italia
Free Flow
Il sistema elimina caselli e barriere fisiche e permette ai veicoli di attraversare i punti di pagamento senza fermarsi. Il passaggio viene rilevato da appositi portali attraverso la targa del veicolo oppure un dispositivo di bordo, mentre il sistema calcola automaticamente il pedaggio dovuto in base al tratto percorso. In Italia non si tratta più soltanto di una sperimentazione. Il sistema è già utilizzato al momentio sulla Pedemontana Lombarda (A36, A59 e A60), sulla A33 Asti-Cuneo in alcuni tratti e, dal 1 marzo 2026, anche sul raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari, la cosiddetta Corda Molle (A21 racc). Ad oggi risulta quindi già operativo su circa 200 chilometri della rete nazionale, concentrati prevalentemente al Nord. Sapete come funziona?
Come funziona il Free Flow
Rispetto a un'autostrada tradizionale, la differenza è evidente: non c'è alcun casello dove fermarsi per prendere il biglietto o pagare. I portali installati lungo il percorso rilevano il veicolo e ne determinano la classe, mentre il sistema registra il transito e calcola l'importo dovuto. Non è quindi necessario rallentare appositamente in corrispondenza dei portali: il veicolo può proseguire normalmente, pur ovviamente nel rispetto dei limiti di velocità. Non c’entra niente col Telepass: il Free Flow è il sistema con cui viene rilevato il passaggio e calcolato il pedaggio senza caselli, mentre il Telepass è uno dei sistemi di telepedaggio che permette di pagarlo automaticamente. In pratica, quindi, il Free Flow riguarda il modo in cui viene rilevato il transito, mentre il telepedaggio riguarda il modo in cui viene effettuato l’addebito.
Chi dispone di un dispositivo di telepedaggio, dunque, non deve normalmente fare nulla dopo il passaggio: il portale riconosce l'apparato e il pedaggio viene addebitato secondo le condizioni del servizio utilizzato. Chi invece viaggia senza un dispositivo automatico deve provvedere al pagamento successivamente, attraverso le modalità previste dal gestore della tratta.
I 15 giorni da ricordare
Sulle principali tratte italiane che utilizzano il Free Flow con pagamento successivo, il pedaggio deve essere saldato entro 15 giorni dal transito. Il termine è espressamente previsto, per esempio, sulla Pedemontana Lombarda e sulla A33 Asti-Cuneo; lo stesso intervallo è previsto anche sulla Corda Molle. Le modalità cambiano invece a seconda della tratta. In genere è possibile pagare online, tramite app, registrando la targa o utilizzando sistemi di pagamento messi a disposizione dal concessionario. In alcuni casi sono presenti anche punti fisici dove regolarizzare il pedaggio. Sulla A33, per esempio, sono disponibili un'app dedicata, una piattaforma web e diversi punti di pagamento; sulla Pedemontana le possibilità sono ancora più numerose.
E se ci si dimentica di pagare? La “trappola” del Free Flow
Il superamento dei 15 giorni non significa necessariamente che il giorno dopo arrivi automaticamente una multa, ma fa partire le procedure previste dal concessionario per il recupero del pedaggio. In genere viene inviato un sollecito, al quale possono però aggiungersi costi amministrativi e di recupero. Se anche il sollecito non viene pagato, la posizione può essere affidata alle procedure di recupero del credito.
A questo si aggiungono le conseguenze previste dal Codice della Strada. Sulle tratte che applicano la relativa disciplina, l'omesso pagamento del pedaggio può comportare una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro, oltre alla decurtazione di 2 punti dalla patente.
Il punto a cui prestare attenzione è proprio questo: non essendoci un casello né un pagamento immediato, chi percorre una tratta Free Flow senza un dispositivo di telepedaggio deve verificare successivamente se il proprio transito risulta da pagare e provvedere al saldo entro il termine previsto dal gestore. Il passaggio viene infatti registrato automaticamente, ma il conducente non deve necessariamente ricevere una notifica personale immediata che gli ricordi di effettuare il pagamento.
Tra vantaggi e svantaggi
Al netto delle attenzioni necessarie per il pagamento, il Free Flow nasce con un obiettivo preciso: rendere più scorrevole il traffico eliminando code, barriere e rallentamenti nelle stazioni di esazione. Per chi viaggia, il vantaggio più immediato è semplicemente quello di non doversi fermare. Con il Telepass o con un altro dispositivo di telepedaggio, la procedura è sostanzialmente automatica. Senza telepedaggio, invece (e qui sta il punto più delicato), è necessario ricordarsi del passaggio e verificare che il pagamento venga effettuato entro il termine previsto.