Freno posteriore questo sconosciuto: come e perché bisogna usarlo
Con le moto che oggi "perdonano" parecchio grazie all’elettronica si potrebbe pensare che il freno posteriore serve a poco o niente. Non è affatto così…
Considerato da molti motociclisti alle prime armi sono “un aiutino” da richiamare di tanto in tanto, il freno posteriore è in realtà fondamentale per controllare la moto in tutte le situazioni, dalle curve strette alle discese ripide, dalle partenze in salita alle frenate di emergenza. Anziché limitarsi a tenerci il piede leggermente appoggiato durante la marcia (alcuni non ci fanno caso, ma la luce di stop non tradisce chi sta dietro), conviene imparare ad utilizzarlo al meglio. Ecco qualche buon consiglio.
Perché il freno posteriore è importante
Il freno anteriore è ovviamente quello più potente, capace di assicurare la decelerazione maggiore. Tuttavia, il freno posteriore contribuisce al 20-30% della forza frenante, stabilizzando la moto e migliorando il contatto della ruota posteriore con l’asfalto.
- Un buon approccio consiste nel iniziare la frenata con una leggera pressione sul pedale posteriore, abbassando appena il retrotreno e riducendo il trasferimento di carico, per poi agire con la leva anteriore. Questa sequenza consente di ottenere decelerazioni efficaci senza compromettere la stabilità della moto.
- Oltre alla frenata sul dritto, il freno posteriore è però molto utile anche per mantenere l’equilibrio in curva, controllare la traiettoria e modulare la velocità senza alzare il rischio di perdita di aderenza.
Uso del freno posteriore in curva
In curve strette o tornanti, una delicata pressione sul pedale destro aiuta a “chiudere” la traiettoria. La ruota posteriore rallenta leggermente, facilitando l’avantreno a seguire il raggio corretto senza sottosterzo. Questa tecnica richiede sensibilità millimetrica e pratica costante: sfiorare il pedale mentre si mantiene il gas permette di correggere eventuali errori di ingresso curva e di prepararsi all’apertura in uscita. Se serve, anche in uscita, una leggera pressione progressiva sul posteriore può agire come un controllo di trazione meccanico. Lo sa bene chi viaggia in sella a moto più anziane, prive delle tante (e spesso utilissime) diavolerie elettroniche a cui ormai ci siamo abituati.
Controllo in discesa
Con pendenze accentuate, il trasferimento di carico verso l’anteriore aumenta. Qui il freno posteriore diventa un bilanciatore d’assetto che permette di distribuire meglio le forze, riducendo l’affaticamento dell’avantreno e aumentando la stabilità complessiva. Il trucco è modulare la pressione sui freni adattandola curva dopo curva, senza sovraccaricare la ruota anteriore, ottenendo così una guida sicura e più controllata anche sulle discese più impegnative.
Partenze in salita
Il freno posteriore svolge un ruolo simile al freno a mano di un’auto. Durante le partenze in salita bisogna agire sul pedale posteriore per bloccare la moto, trovare il punto di stacco della frizione, dare gas progressivamente e quindi lasciare il pedale solo quando la moto inizia a muoversi.
Un tecnica semplice ma efficace, che evita arretramenti involontari e riduce lo stress nelle situazioni di traffico o pendenze, aumentando la sicurezza, specialmente per i piloti principianti.
Frenate di emergenza e gestione dei “lunghi”
In situazioni di emergenza, l’istinto può spingere ad affidarsi solo al freno anteriore, ma mantenere attivo il posteriore permette di sfruttare tutta l’aderenza disponibile. Il risultato dell'utilizzo combinato dei freni non è infatti solo ed unicamente la riduzione degli spazi di frenata, ma anche la maggiore stabilità. Con impianti moderni dotati di ABS poi si può premere con decisione entrambi i freni, rilasciando progressivamente l’anteriore mentre si accarezza il posteriore per completare la traiettoria senza perdere controllo. E qui arriviamo all’ultimo punto.
Freno posteriore ed elettronica
Sì, anche sulle moto più moderne, con ABS, piattaforme inerziali a più assi e sistemi di frenata integrale, il corretto utilizzo del pedale posteriore resta fondamentale. La tecnologia aumenta la sicurezza, ma non sostituisce la padronanza dei comandi: ben venga l’elettronica che salva la vita, ma conoscere e saper modulare il freno posteriore è ciò che permette di guidare in sicurezza anche nelle situazioni più delicate.
A proposito: Frenata d’emergenza, come si fa la manovra salvavita