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MotoGP - Bezzecchi e lo schiaffo al marshall, perché lo ha fatto e quanto rischia

Si stanno smorzando velocemente le polemiche seguite al brutto gesto di Marco Bezzecchi ma gli effetti invece dureranno molto più a lungo

Il tempo è un buon medico e si stanno smorzando velocemente le polemiche seguite al brutto gesto di Marco Bezzecchi, escluso dalla gara di domenica del GP Repubblica Ceca per la sua brutta reazione verso un commissario dopo la caduta nella gara del sabato.

Gli effetti invece dureranno molto più a lungo perché con questa battuta a vuoto il leader delle classifiche ha perso un mucchio di punti e il campionato si è riaperto: Marco era in orbita ed ora il suo vantaggio sul primo degli inseguitori, Jorge Martin, si è ridotto a 8 punti, 23 quelli su Fabio Di Giannantonio e 40 su Marc Marquez. E per sua fortuna Martin a Brno non è andato oltre il nono posto e Di Giannantonio oltre il quarto, perché sarebbe potuta andare anche peggio…

Cosa è successo

La televisione impietosa ha portato sotto gli occhi di tutti quello che è successo: nella gara Sprint il leader della classifica iridata “galleggiava” in quinta posizione quando nel finale è caduto, buttando via altri 5 punti. 

La moto finita nella sabbia non si è spenta e un commissario, rialzandola, maldestramente ha aperto il gas mandando alle stelle il motore e facendo girare pericolosamente la ruota a una velocità che la telemetria ha registrato di 165 km/h. Bezzecchi gli ha dato un primo schiaffo, o forse voleva essere uno spintone, ma subito dopo gli ha dato quello che inequivocabilmente era uno schiaffo. Un fallo di reazione dovuto al nervosismo della caduta, all’allarme generato dal motore alle stelle e dalla rabbia per avere perso altri punti dopo quelli lasciarti due settimane prima in Ungheria nella caduta innescata da Martin, nella quale oltre a loro due erano stati coinvolti anche Raul Fernandez e Fermin Aldeguer. Tante le motivazioni ma in ogni caso di fallo trattasi, una reazione inaccettabile, sorprendente per un una persona come Marco che fondamentalmente è un buon ragazzo.

Il pentimento

La giustizia sportiva giustamente lo ha punito escludendolo dalla gara del giorno dopo, rigettando il ricorso presentato dall’Aprilia. Lui però è andato oltre, lodevolmente. Prima ha manifestato pubblicamente il suo pentimento sui social: "Vorrei porgere le mie scuse a tutta la comunità della MotoGP per il gesto che ho compiuto nei confronti del marshall a bordo pista. Mi dispiace anche perché so quanti impegni e sacrifici i marshall fanno per garantire la nostra sicurezza. Questi comportamenti non devono accadere e non hanno giustificazioni. Mi scuso con tutti, Aprilia Racing e i miei tifosi".

Poi le scuse al commissario – che si chiama Ladislav – è andato a farle di persona, recandosi alla postazione in scooter, accompagnato da Matteo Baiocco, track analist Aprilia. Lo ha abbracciato più di una volta e si è anche commosso, a dimostrazione di un pentimento sincero. Poi gli ha regalato I suoi guanti.

La versione del marshal

Scuse che naturalmente sono state accettate dal marshall, il quale in una intervista rilasciata all’emittente televisiva britannica TNT Sports ha raccontato l’accaduto dal suo punto di vista:

“Sì, sto bene. In quel momento ero un po’ sotto choc. Quando si è diffuso il video e i fan lo guardavano in tutto il mondo io ero davvero giù di morale, perché è una cosa completamente nuova per me. Lui era sicuramente stressato e capisco la situazione, perché è caduto. Quindi io ho fatto il mio lavoro, sono andato verso la moto e l’ho sollevata. Ho tirato la frizione e ho provato a tirarla su perché era ancora accesa, ma la moto ha iniziato a muoversi. Allora volevo rimetterla giù, ed è andata su di giri. Probabilmente ha pensato che l’avessi fatto apposta. Ma è stato un incidente, e poi tutti hanno visto cosa è successo”.

Tutti hanno visto anche le scuse di Bezzecchi, pure queste riprese dalla TV. Dunque è il caso di chiuderla lì e andare oltre, archiviando la vicenda. Massimo Rivola, team manager Aprilia, si è detto dispiaciuto per l’esclusione dalla gara costata tanti punti, ma alla fine concorda con l’organizzazione: “Volevamo vederlo correre: dategli una multa salata, dategli una grande penalità in griglia, ma fatelo correre, perché non era mai successo in passato. Detto questo, se questa è la strada da seguire, bene, sono d’accordo. Tolleranza zero anche da parte nostra, e basta. Abbiamo stabilito un precedente che è bene seguire”.

Sì, è una vicenda che non bisogna dimenticare, ma che è il caso di lasciarsi alle spalle. 

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