MotoGP Australia, Sprint: Marquez vince, Martin cade e si rompe il braccio. Il Mondiale cambia faccia
A Phillip Island Marquez vince la Sprint e torna leader a +10. Martin cade nel duello, si frattura il radio e salta la gara di domenica
Male Martin
Dieci punti e un radio fratturato
Da Mandalika in poi il Mondiale 2026 ha cambiato padrone quasi a ogni weekend, ma la Sprint di Phillip Island, l'ultima su questo circuito prima del trasloco ad Adelaide, rischia di essere il passaggio che pesa più di tutti. Marc Marquez (Ducati) vince la gara corta, la nona del sabato in questa stagione, e si riprende la testa della classifica con 365 punti contro i 355 di Jorge Martin (Aprilia). Dieci lunghezze non sono un abisso, ma il dato che conta davvero arriva dal centro medico: nella caduta Martin ha riportato la frattura del radio destro e una sospetta frattura dell'ulna, sempre a destra, ed è stato dichiarato unfit per il Gran Premio di domenica. Significa 25 punti potenziali lasciati sul tavolo a un avversario che a Phillip Island ha già vinto cinque volte. Terzo resta Marco Bezzecchi, 315 punti e quindi a -50: lontano, ma con la gara di domenica e altri quattro weekend ancora da disputare la matematica non lo taglia fuori. Pista asciutta dopo la pioggia del mattino, quella che aveva reso bagnate le qualifiche in cui Marquez era caduto al primo giro lanciato della Q2 per poi prendersi comunque la pole con la seconda moto. Dalla seconda fila Martin parte benissimo e si incolla subito alla Ducati, e da lì in avanti i due si sono scambiati la posizione più volte: lo spagnolo dell'Aprilia passa alla curva 10 al terzo giro, Marquez risponde sfruttando un errore del rivale alla 4, Martin torna davanti alla curva 1. All'ottavo dei tredici giri l'episodio che decide tutto: Martin attacca ancora, sale sul cordolo interno della curva 7 e alla successiva curva 8 perde l'anteriore ad alta velocità, finendo nella ghiaia e lasciando la pista in barella. Marquez resta solo al comando e chiude in 19'09"411.
Tripletta Ducati, Bez in rimonta, Pecco ultimo
Senza Martin la lotta per la vittoria si spegne, ma dietro la gara resta viva. Alex Marquez che nelle prime fasi si era anche infilato nella bagarre tra i due, chiude secondo a 323 millesimi dal fratello; Fabio Di Giannantonio parte dalla terza fila e arriva terzo a 590 millesimi, completando un podio tutto Ducati. Bezzecchi, nono in griglia e addirittura dodicesimo dopo il primo giro, risale fino al quarto posto superando Pedro Acosta (KTM) a quattro giri dalla fine. Poi Acosta e Brad Binder (KTM), con Jack Miller (Yamaha Pramac) settimo nell'ultimo GP di casa prima del passaggio in Superbike, Diogo Moreira (Honda LCR) e Iker Lecuona (Gresini, al posto dell'infortunato Aldeguer) a chiudere la zona punti. Ai Ogura aveva tagliato il traguardo sesto, ma una penalità di 8 secondi per pressione delle gomme lo fa scivolare al tredicesimo posto: in classifica il giapponese resta a 259 punti e Acosta, con 263, è da solo al quarto posto. Stessa penalità per Augusto Fernandez, che però resta quindicesimo. Weekend sempre più in salita per Francesco Bagnaia (Ducati): partito sedicesimo dopo l'eliminazione in Q1, chiude ventesimo e ultimo. Fuori dai giochi anche Johann Zarco (Honda LCR), fermato da un problema tecnico mentre era quinto, Maverick Viñales (KTM Tech3) e Raul Fernandez (Aprilia Trackhouse), rientrato ai box per il dolore al dito già infortunato e, come Martin, dichiarato unfit per domenica. Assente dal weekend Luca Marini, fermato da un virus.