Kawasaki Z900, comprarla oggi conviene? Pregi, difetti e consumi della "cattiva" giapponese
Divertente, facile da gestire e con un'elettronica (ora) completa, la Z900 è un'ottima moto da utilizzare sia per divertirsi fra le curve, sia nell'uso quotidiano in città. In più è offerta ad un prezzo decisamente interessante
Affilata nelle linee, ben equipaggiata e con un motore tanto elastico ai bassi quanto rabbioso agli alti, la Z900 è fra le presenze storiche nel segmento delle naked medie sportive. Presentata per la prima volta a EICMA 2016 come erede della Z800, la nuda media di Akashi è stata profondamente aggiornata lo scorso anno, con modifiche sostanziali a estetica, ergonomia, motore, ciclistica e un’elettronica finalmente in linea con la concorrenza. Il tutto a un prezzo piuttosto interessante: 9.990 euro f.c. per la versione standard; 12.140 euro per la più ricca versione SE. Una moto ben fatta, con un motore tanto elastico quanto pepato agli alti regimi e una ciclistica sincera e prevedibile. Vediamo pregi e difetti.
Motore e prestazioni
Cuore della Z900 è un quattro cilindri in linea di 948 cm³ con distribuzione bialbero, iniezione elettronica e raffreddamento a liquido. L’alimentazione avviene tramite corpi farfallati ride-by-wire e offre una potenza massima di 124 CV a 9.500 giri/min, con un picco di coppia di 97,4 Nm raggiunto al regime di 7.700 giri/min. La velocità massima raggiunta è di 223,3 km/h, con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 3,6 secondi.
Un motore che si fa apprezzare per l’ottima elasticità: ha una spinta regolare e consistente già ai bassi, a partire dai 4.000 giri fino alla zona rossa. Non presenta esplosioni improvvise né salti nell’erogazione di coppia e potenza. Di contro, però, non dispone di un grande allungo: la spinta si esaurisce verso gli 11.500 giri.
| I nostri rilevamenti | |
| Velocità massima (km/h) | 223,4 |
| Accelerazione | secondi |
| 0-400 metri | 11,5 |
| 0-1000 metri | 21,8 |
| 0-100 km/h | 3,6 |
| Ripresa (da 50 km/h in ultima marcia) | secondi |
| 400 metri | 12,7 |
| 1000 metri | 23,4 |
| Potenza massima alla ruota | |
| CV/kW | 119,1/88,8 |
| Giri al minuto | 9.500 |
| Frenata | metri |
| Da 100 km/h | 40 |
| Consumi | |
| Autostrada | 18,7 |
| Extraurbano | 20,6 |
| A 90 km/h | 21,8 |
| A 120 km/h | 19,7 |
| Al massimo | 10,8 |
| Autonomia | km |
| A 120 km/h | 338,5 |
| Al massimo | 185,3 |
Ciclistica e sospensioni
Il telaio della Z è un’unità a traliccio in acciaio, abbinato a un forcellone bibraccio anch’esso in acciaio. Per quel che riguarda le sospensioni, sulla versione standard troviamo una forcella a steli rovesciati da 41 mm di diametro, regolabile nel precarico e in estensione, mentre al posteriore c’è un mono regolabile nel precarico. L’impianto frenante sfoggia poi dischi anteriori di 300 mm con pinze radiali Nissin a quattro pistoncini e disco posteriore di 250 mm con pinza a singolo pistoncino.
In foto la versione SE della Kawasaki Z900 m.y. 2025
Diverso l’equipaggiamento per la SE, che è dotata di forcella Showa totalmente regolabile e ammortizzatore posteriore Öhlins S46 con regolazione remota del precarico tramite manopola. Il comparto freni sfoggia poi pinze radiali monoblocco a 4 pistoni Brembo e tubazioni in treccia. A completare il tutto gli pneumatici di serie, adatti per un uso sportivo: Dunlop Sportmax Q5A nelle misure 120/70-R17 per l’anteriore e 180/55-R17 per il posteriore. Il peso di 213 kg in ordine di marcia la rende più stabile sui percorsi veloci che guizzante nel misto stretto.
Tecnologia ed equipaggiamento
Il m.y. 2025 ha introdotto un equipaggiamento tecnologico decisamente più ricco rispetto alle precedenti versioni. Debutta infatti un nuovo quadro strumenti con display TFT a colori da 5” con due interfacce: una più essenziale e una più sportiva, che offre anche l’indicazione dell’angolo di piega raggiunto. Il cruscotto offre poi il nuovo navigatore turn-by-turn e si può connettere al cellulare per controllare le funzioni tramite comando vocale. Sulla versione SE, nel fianchetto, c’è una presa USB-C per ricaricare il cellulare che, invece, è optional sulla versione standard. Il pacchetto di elettronica ora sfoggia una piattaforma inerziale a 6 assi, acceleratore ride-by-wire (con mappature Sport, Road, Rain e una personalizzabile), ABS cornering e traction control disattivabile e migliorato. La scelta quindi non manca e la differenza tra le mappe si sente; tuttavia, chi ama mescolare le carte, “giocando” con le tarature dell’elettronica, dovrà accontentarsi della sola mappa Rider. Ci sono poi il cambio elettronico bidirezionale, già attivo dai 1.500 giri, e il cruise control, entrambi di serie.
Come va e consumi
La posizione di guida è naturale, di estrazione sportiva ma comunque non troppo estrema: il manubrio largo e abbastanza alto carica i polsi solo in minima parte, la sella è spaziosa, ben imbottita e lo spazio per le gambe è buono. Solo chi supera i 190 cm si troverà un po’ rannicchiato.
Una volta in movimento la Z900 risulta una moto molto equilibrata. Il peso non si sente e la manovrabilità è ottima già alle basse velocità. L’anteriore trasmette confidenza, è facile da inserire in curva ed è pronto nei cambi di direzione senza richiedere una guida troppo “muscolare”. A punto la ciclistica: il monoammortizzatore è abbastanza morbido, la forcella scorre bene e diventa sostenuta solo nell’ultima parte della corsa, gestendo correttamente le staccate più decise. Buono il grip delle gomme, mentre la frenata ha un bel mordente già nella prima fase di attacco e la potenza risulta dosabile in tutte le situazioni. Sempre preciso l’intervento di ABS e controllo di trazione. Convincono anche i consumi: si percorrono circa 20-21 km/l in extraurbano, 18 invece in autostrada.
Foto e immagini