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Passo della Consuma da sogno: in moto tra Valdarno e Casentino

Valico storico dell’Appennino toscano tra Valdarno e Casentino, il Passo della Consuma è, grazie al suo andamento vario e al contesto immerso nei boschi del Pratomagno, anche un itinerario molto frequentato dai motociclisti. Per quasi un secolo è stato non per nulla teatro di una delle cronoscalate più antiche del motorismo italiano

Passo della Consuma

Posto a circa 1.050 metri di quota, lungo la dorsale del Pratomagno, nel tratto che separa il Valdarno dal Casentino, il Passo della Consuma rappresenta una delle vie storiche di collegamento tra Firenze e l’Appennino orientale. Ha una funzione pratica, va bene per arrivare da lì a là, ma è anche divertentissima da percorrere: non per nulla, oltre ad essere parecchio frequentata dai motociclisti della zona è anche teatro - e lo è ormai da un secolo - della celebre cronoscalata che da lei ha preso il nome…

La SR70: un’ascesa che cambia volto più volte

Il percorso segue la SR70, una strada che risale dal Valdarno fino al passo attraversando un ambiente che cambia in modo progressivo ma netto. Si parte da un contesto aperto, fatto di colline coltivate, piccoli centri abitati e tratti di strada ancora ampi. Poi, avvicinandosi a Borselli, il paesaggio si chiude. Le case si diradano e il bosco inizia a diventare presenza costante
Da qui la strada entra nel suo tratto più caratteristico. Le curve si susseguono senza soluzioni spettacolari ma con continuità, seguendo l’andamento del versante. Il fondo è per lo più in buone condizioni, e il tracciato mantiene una sua coerenza fino alla sommità del passo, dove compare il piccolo abitato della Consuma. È un punto di transizione netto, più che una vera località turistica. Superato il valico, il paesaggio cambia nuovamente. 

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La discesa porta verso il versante del Casentino, dove la strada si riconnette al sistema viario che scende in direzione di località come Scopeti e Dicomano, attraverso la SS67. Il percoso è di circa 90 km, m la cosa più bella è che l’itinerario si apre a diverse possibilità di rientro o di prosecuzione, rimanendo comunque all’interno di un reticolo stradale che collega la dorsale appenninica alle vallate più ampie. 

 Qualche esempio? In moto sull'Appennino meno conosciuto: il Passo dei Mandrioli tra Romagna e Toscana

La Consuma: un secolo di corse

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Il legame tra il Passo della Consuma e il mondo delle competizioni nasce all’inizio del Novecento, quando questa strada di montagna diventa teatro di una delle prime gare in salita italiane. Nel 1902 si disputa infatti la prima edizione della Coppa della Consuma, evento destinato ad entrare stabilmente nella storia del motorismo nazionale ed a coinvolgere piloti dai nomi altisonanti.  
Siamo agli albori dello sport motoristico ed il tracciato tra Pontassieve ed il valico si impone subito come banco di prova naturale per le prime auto e moto da competizione. Le cronache dell’epoca raccontano un contesto pionieristico in cui si misurano affidabilità, potenza e capacità di controllo di mezzi. Fin dalle prime edizioni, la gara attira protagonisti che diventeranno nomi centrali nella storia delle corse. Nel 1903 si impone Felice Nazzaro su Panhard 70 HP, mentre nello stesso periodo emergono figure come Luigi Storero e Vincenzo Lancia, entrambi su Fiat 24 HP. 
Dopo una prima fase di sviluppo, la corsa conosce una lunga alternanza di interruzioni e riprese, legate anche agli eventi storici e ai cambiamenti del contesto sportivo. Nel dopoguerra tornano protagonisti nomi di primo piano dell’automobilismo italiano. Uno su tutti quello di Antonio Ascari, tra i vincitori del 1919, e successivamente piloti come Emilio Materassi e Felice Nazzaro, che segnano un’ulteriore evoluzione del livello competitivo. Negli anni Trenta il percorso diventa un riferimento tecnico vero e proprio, con velocità medie sempre più elevate e una presenza costante dei grandi nomi dell’epoca. Tra questi spicca Tazio Nuvolari (foto qui in alto), vincitore nel 1931 e autore di una media record per il periodo.  
Negli anni Sessanta la gara assume anche valore internazionale e richiama un pubblico sempre più numeroso lungo il tracciato. Nel 1963 e nel 1964 la Coppa diventa valida per il Campionato del Mondo Costruttori, con un incremento significativo degli iscritti e una partecipazione di massa che trasforma la strada in un vero corridoio di spettatori. È proprio in questa fase che emergono anche i limiti organizzativi legati alla gestione del traffico e alla chiusura della viabilità tra Firenze e il Casentino, fino alla progressiva perdita di fattibilità dell’evento. La gara automobilistica viene così soppressa nella sua forma originaria, mentre quella motociclistica si era già fermata alcuni anni prima. Per un periodo la Consuma esce dal calendario delle competizioni, seguendo il destino di molte altre classiche della velocità su strada aperta. 
 

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Il ritorno avviene solo in epoca successiva, quando, tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, la corsa viene riproposta prima come rievocazione e poi come gara per vetture storiche. Dal 1990 la Coppa della Consuma torna a disputarsi con regolarità come prova per auto storiche, mantenendo il tracciato originale e assumendo validità nel Campionato Italiano Velocità Auto Storiche. Certo, non è più la gara assoluta delle origini, ma continua a rappresentare uno dei passaggi simbolici più importanti della storia delle corse in salita italiane, riportando ogni volta su queste curve il legame tra la strada e la sua memoria sportiva. Motivo in più per farsi un giro… 

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