In moto sull'Appennino meno conosciuto: il Passo dei Mandrioli tra Romagna e Toscana
Tra Romagna e Toscana, il Passo dei Mandrioli offre curve, boschi e splendidi panorami sulla vallata. Un itinerario semplice e poco impegnativo che da Bagno di Romagna porta fino ai piccoli borghi medievali del Casentino
Tra Romagna e Casentino
Tra Romagna e Toscana esiste un valico poco battuto ma molto apprezzato dai motociclisti (specialmente da quelli col pallino per la storia medievale): il Passo dei Mandrioli. Una strada ricca di curve che attraversa fitti boschi e spettacolari affioramenti rocciosi. Percorrendo uno dei territori più autentici dell’Appennino, si arriva al Casentino, silenziosa vallata costellata da monasteri, abbazie e piccoli borghi medievali che spuntano qua e là tra i boschi e le foreste.
Il passo e la sua storia
Il Passo dei Mandrioli trova a 1.173 metri sul livello del mare, sul crinale dell’Appennino tosco-romagnolo, al confine tra Emilia-Romagna e Toscana. Collega Bagno di Romagna, nella valle del Savio, con Badia Prataglia e Poppi, nel cuore del Casentino. Il valico moderno fu realizzato tra 1870 e 1882 su progetto dell’ingegnere Alcide Boschi, come parte della SS71 Umbro Casentinese Romagnola, strada pensata per rendere più agevoli i collegamenti tra Montefiascone e Ravenna. Prima della costruzione del passo, la zona era attraversata da mulattiere medievali, percorsi che servivano ai pellegrini diretti al Santuario della Verna e ai commercianti tra Romagna e Toscana. Tracciati che permettevano di muoversi tra i borghi e le abbazie della valle, seguendo percorsi spesso impegnativi ma consolidati nel tempo. La realizzazione del passo significava per tanto non solo aprire una via più agevole per il traffico commerciale e postale dell’epoca, ma anche consolidare i collegamenti culturali e religiosi tra le due regioni. La strada, costruita con pietra e laterizi nei tratti più ripidi, rispettava il tracciato naturale dei pendii e si adattava alla conformazione dell’Appennino, con curve e tornanti pensati per rendere sicuro il passaggio di carri e cavalieri. A distanza di secoli, il passo costituisce oggi un ingresso diretto al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
Qualche informazione prima di mettersi in sella
L’itinerario che vi proponiamo qui è il più “classico”. Partiamo da Bagno di Romagna e arriviamo a Poppi, nel Casentino. In totale parliamo di circa 50 km di strada con asfalto in buono stato, un dislivello di circa 700 metri e curve frequenti ma mai troppo impegnative. Non si raggiungono quote esagerate (il Passo dei Mandrioli, dicevamo, si trova ad appena 1.173 metri), ma le temperature ed il brutto tempo, specialmente in inverno, possono guastare il giro. Il periodo migliore per godersi appieno i tour è quello che va dalla primavera inoltrata all’inizio dell’autunno. Salvo eventi eccezionali, il valico è sempre aperto e non richiede alcun ticket di accesso. Lo si può varcare in entrambe le direzioni.
La salita dal versante romagnolo
Il percorso inizia a Bagno di Romagna, celebre e rinomato centro termale immerso nell’alta valle del Savio. La strada si snoda inizialmente tra dolci colline e boschi ombrosi, con un leggero saliscendi che permette di prendere confidenza con l’asfalto e, man mano che ci si avvicina al passo, la salita diventa più ripida e le curve più frequenti. Una delle attrazioni geologiche più note del tratto è quella delle Scalacce, affioramenti rocciosi di tipo sedimentario che mostrano chiaramente la stratificazione dell’Appennino. Il dislivello complessivo dal versante di Bagno di Romagna è di circa 675 metri, con pendenze variabili tra il 6 e il 10%.
Raggiunto il valico, la vista cambia drasticamente: da un lato le valli romagnole, dall’altro i boschi fitti del Casentino.
Discesa e il Casentino
Dopo aver superato il valico, la strada scende dolcemente verso il Casentino, valle meno nota della Toscana, ma ricca di storia e testimonianze architettoniche. Il paesaggio cambia gradualmente: i fitti boschi lasciano spazio a colline più dolci, punteggiate da borghi medievali, castelli e abbazie, testimoni di secoli di insediamenti e di attività religiose. Tra i centri più significativi c’è Poppi, dominata dal Castello dei Conti Guidi, costruito nel XIII secolo (e perfettamente conservato) lì a testimoniare con la sua torre e le sue mura merlate l’importanza strategica del borgo nella difesa del Casentino e nelle rotte commerciali tra Toscana e Romagna.
Proseguendo, si incontrano Camaldoli e il suo monastero, fondato dai monaci camaldolesi nel XI secolo, immerso in una fitta foresta di faggi e abeti, che ancora oggi custodisce una importante tradizione monastica secolare. Non lontano si trova il sopra citato Santuario della Verna, legato alla storia di San Francesco d’Assisi e meta di pellegrinaggi fin dal Medioevo. La zona ospita inoltre piccoli insediamenti rurali e podere storici. La strada di discesa è adatta a tutti i motociclisti: curve morbide e asfalto in buono stato permettono di godersi la guida senza eccessiva fatica, ma con numerosi punti in cui fermarsi per osservare il paesaggio o visitare uno dei borghi o monasteri lungo il percorso.
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