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Kawasaki Z1000R: la prima vera verdona

La Z1000R del 1982 fu la prima Kawasaki stradale in verde lime. Nacque per celebrare il titolo AMA di Eddie Lawson: meno di 900 esemplari, un'icona

Un "titolo" che diventa moto

Correva il 1981 quando Eddie Lawson conquistò il campionato AMA Superbike in sella a una Z1000J verniciata nel caratteristico verde lime del reparto corse Kawasaki. Il risultato sportivo era eccellente, ma l'intuizione di marketing fu ancora più brillante: trasformare quel verde racing in una livrea per una moto di serie. Nacque così la Z1000R, presentata nel 1982 come replica stradale della moto campione AMA.
La base meccanica era quella della Z1000J, con il quattro cilindri in linea raffreddato ad aria da 998 cm³ che erogava circa 90 CV, ma a fare la differenza era l'allestimento: cupolino bikini, serbatoio squadrato, scarico Kerner, ammortizzatore posteriore con serbatoio separato e sella a doppio gradino. Un cocktail da superbike dell'epoca, imbottigliato in una serie limitata venduta prevalentemente in Nord America, Canada e Sudafrica, con una tiratura di circa 900 esemplari. Oggi, questa è la prima moto di serie Kawasaki ad aver sfoggiato il verde lime: prima di lei, quel colore era riservato esclusivamente alle moto da corsa.

La Z1000S1: la vera replica

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In parallelo alla Z1000R stradale, Kawasaki preparò anche la Z1000S1 (KZ1000-S1), un modello completamente diverso destinato alle gare AMA. Esteticamente simile alla R, nascondeva un'anima da moto da gara: telaio dedicato, testata a doppia candela, componentistica sospensiva derivata dalla KR500 da GP. All'epoca servivano 24 esemplari per ottenere la certificazione FIM, Kawasaki ne produsse una trentina. Quasi tutti finirono in pista, e i pochissimi sopravvissuti oggi valgono cifre considerevoli. In un certo senso, se la Z1000R è la "Lawson Replica" che potevi comprare, la S1 era quella che Lawson usava davvero — o comunque qualcosa di molto simile.
Con la S1 come base, Lawson vinse di nuovo l'AMA nel 1982 confermando il dominio Kawasaki nella serie americana. La doppietta portò alla produzione di una seconda serie, la Z1000R2 del 1983, questa volta con numeri ben diversi: circa 5.300 unità, con distribuzione estesa anche all'Europa. Nel 1984 arrivò la Z1100R, con motore da 1.100 cm³ derivato dalla GPz1100, che chiuse il ciclo di questi modelli intorno al 1985.
La Z1000R rimane un pezzo fondamentale della storia Kawasaki: non solo per i numeri da collezionista, ma perché è letteralmente la moto che ha portato il verde lime sulle moto di serie, aprendo la strada a un'identità visiva che oggi è riconoscibile in tutto il mondo.

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Peppe Narcisi
Mar, 17/03/2026 - 18:17
Sono un motociclista "diversamente giovane" e trovo queste linee magnifiche: fortunatamente (secondo me) stanno tornando sui listini. Forse perché i motociclisti si sono stancati delle linee squadrate e spigoli tipo manga giapponese e dei cloni in stile GS di BMW o perché, con una mossa puramente di marketing, le case produttrici stanno cercando di attingere al TFR di noi vecchi nostalgici... Peppe (prov AP)