Honda CL400, mai vista in Italia ma che bella che era!
Nel 1998 Honda presentò in Giappone la CL400: una scrambler pura, con motore da enduro e avviamento a pedale. In Europa non arrivò mai. Peccato...
La scrambler prima del ritorno delle Scrambler
La CL400 nasce nel 1998 attorno al propulsore NC38 della XR400R, la monocilindrica da fuoristrada che all'epoca Honda usava nelle competizioni di enduro: monocilindrico raffreddato ad aria, distribuzione a quattro valvole, 397 cm³ con alesaggio e corsa di 85x70 mm, il tutto tradotto in 29 CV a 7.000 giri e 34 Nm di coppia a 5.500 giri. Non parliamo di prestazioni da far tremare i polsi, ma di un motore con carattere, pieno di coppia nel mezzo e piacevolissimo da sfruttare ogni giorno, senza bisogno di stare sempre con il gas aperto. Il cambio è a cinque rapporti, la trasmissione finale a catena. Niente di complicato, tutto funzionale.
Il dettaglio che fa capire subito che questa moto non era una moda ma un progetto pensato per restare: l'avviamento è solo a pedale. Niente motorino di avviamento, nessuna concessione alla comodità moderna se non un dispositivo di decompressione manuale e un indicatore di posizione del pistone — praticamente un "prompt" visivo che dice al pilota quando è il momento giusto per dare il calcio. Un tocco di ingegneria applicata al buon senso.
L'estetica che anticipa il futuro
Il telaio è un semi-doppia culla che integra anche il serbatoio dell'olio — soluzione tipica delle enduro di quegli anni. Le ruote a raggi da 19" all'anteriore e 18" al posteriore calzano pneumatici tassellati, l'anteriore frenato da un disco singolo, il posteriore da un tamburo. Gli scarichi semi-rialzati a doppia uscita sul lato destro completano un insieme che oggi, con un occhio ai modelli che vanno per la maggiore, sembra quasi profetico. L'altezza sella è di 79,5 cm, il peso si ferma a 155 kg in ordine di marcia: una moto snella, maneggevole, con un interasse contenuto di 141 cm.
Due le colorazioni disponibili, oro e argento, il prezzo di lancio era di 448.000 yen, poco meno di 2.800 euro al cambio dell'epoca: accessibile, ma solo se abitavi a Osaka o Tokyo.
Perché la CL400 non arrivò mai in Europa è una di quelle domande destinate a restare senza risposta soddisfacente. Il mercato del Vecchio Continente non era ancora pronto per le scrambler moderne (la cui rinascita possiamo datare nel 2015, anno in cui Ducati rispolverò il nome Scramber)? Forse. Honda voleva evitare di cannibalizzare altri modelli della gamma? Probabile. Fatto sta che mentre da noi imperversavano le naked e le sportive, in Giappone circolava in silenzio una moto che avrebbe potuto anticipare un'intera categoria di prodotto. Oggi la CL400 è una piccola rarità, apprezzata dai collezionisti e ogni tanto rispunta su qualche asta con quotazioni tutt'altro che banali.
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