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Quando Aprilia inventò il Ride by Wire, ma nessuno lo sa

La gestione elettronica del comando del gas è ormai uno standard, ma oltre vent'anni fa rappresentava una sfida tutta da costruire. I tecnici Aprilia raccontano le origini del sistema sviluppato sulla RS Cube e l'evoluzione che portò all'adozione del doppio cavo

Dall'aeronautica alle moto

Oggi il Ride by Wire è una presenza quasi scontata sulle moto sportive e sui modelli di fascia medio-alta, ma all'inizio degli anni Duemila rappresentava una tecnologia ancora poco conosciuta nel mondo delle due ruote. La MotoGP fu uno dei primi banchi di prova per questa soluzione e Aprilia, con il progetto RS Cube, fu tra i costruttori che ne sperimentarono per primi l'impiego quando l'elettronica applicata alle moto da corsa era ancora agli inizi. In realtà il sistema non era nato in ambito motociclistico. Le sue origini affondano nel settore aeronautico, dove veniva utilizzato con il nome di Fly by Wire. Successivamente la tecnologia arrivò nel mondo dell'auto, assumendo la denominazione Drive by Wire. Ed è proprio a questo passaggio che si lega un curioso aneddoto raccontato da Jan Witteveen, storico responsabile delle attività sportive Aprilia. 

Secondo il tecnico olandese, durante lo sviluppo della RS Cube il reparto corse di Noale avrebbe iniziato a utilizzare l'espressione Ride by Wire per distinguere l'applicazione motociclistica della tecnologia da quella automobilistica. Ad Aprilia dunque spetterebbe non solo il primato in fatto di applicazione della tecnologia in ambito motociclistico, ma anche il merito di averla battezzata nel modo che tutti oggi conosciamo.  Leggenda o verità  è poco importante, perché il succo della storia è ben più interessante...

La RS Cube e i primi passi dell'elettronica

La RS Cube occupa un posto particolare nella storia di Aprilia perché rappresentò uno dei primi tentativi di integrare in modo esteso la gestione elettronica all'interno di una MotoGP. Secondo i protagonisti del progetto, la moto venne sviluppata fin dall'inizio tenendo conto della presenza del Ride by Wire, una scelta tutt'altro che scontata all’epoca. Come ha raccontato Paolo Bonora, che partecipò allo sviluppo del software del sistema, il passaggio era particolarmente significativo per un costruttore che proveniva da una lunga tradizione di motori due tempi. Su quelle moto il comando del gas era affidato a un collegamento meccanico diretto, mentre con il Ride by Wire entrava in gioco l’elettronica. In termini semplici, la rotazione della manopola non agisce più direttamente sul motore. La richiesta del pilota viene rilevata da un sensore, interpretata dalla centralina e trasformata nell'apertura desiderata delle farfalle. Un principio oggi comune, ma che all'epoca richiese un importante lavoro di sviluppo e affinamento.

Due cavi meglio di uno? 

Uno degli aspetti più interessanti emersi dai racconti dei tecnici Aprilia riguarda l'evoluzione del comando stesso. Nelle prime versioni del sistema era presente un solo cavo, una soluzione che venne successivamente abbandonata. Come ha spiegato Bonora, l'esperienza maturata in pista portò infatti a introdurre un doppio cavo per aumentare la sicurezza e ridurre il rischio di anomalie durante il funzionamento. La modifica arrivò alla fine del 2004 sulla versione 2005 della RS Cube, che però non sarebbe mai scesa in gara per la crisi della casa di Noale. Da quel momento la soluzione venne adottata anche sui progetti successivi della Casa di Noale.  Sempre secondo Bonora, il mantenimento del doppio cavo non è legato soltanto a questioni tecniche. Nel corso degli anni Aprilia avrebbe infatti osservato come molti piloti preferiscano continuare a percepire una risposta meccanica del comando del gas. La sensazione generata dallo scorrimento dei cavi durante la rotazione della manopola rappresenterebbe infatti un riferimento importante per alcuni piloti, che si sentono più a loro agio rispetto a sistemi completamente elettronici privi di qualsiasi collegamento fisico. Una preferenza che avrebbe contribuito a mantenere questa soluzione anche nei progetti più recenti sviluppati da Aprilia. 

E vi cosa preferite? Tecnica: meglio l'acceleratore a cavo o il ride by wire?

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