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Maxinaked giapponesi usate: grintose, pratiche e al giusto prezzo

Yamaha MT-10, Kawasaki Z 1000 e Suzuki GSX-S 1000 hanno motori a quattro cilindri potenti ma docili e offrono le doti classiche delle moto “made in Japan”: grande facilità e flessibilità d’uso, finiture curate, prestazioni elevate. Da usate si trovano a prezzi abbordabili e sono un vero affare

Kawasaki Z 1000, Suzuki GSX-S 1000 e Yamaha MT-10 ripropongono le doti che hanno creato il mito delle moto giapponesi degli anni 70 e 80. Motore a quattro cilindri potente, finiture curate, possibilità di usarle tutti i giorni e un po’ per tutto. La MT-10 ha prestazioni e dotazioni leggermente superiori a Kawasaki e Suzuki, ma nel complesso queste tre nakd sono simili nella loro “giapponesità” e offrono le stesse doti, seguendo filosofie diverse. Vediamo quali sono le loro caratteristiche.

Kawasaki Z 1000 

Piace subito il motore 4 cilindri, una “bomba”, da quasi 130 CV “veri” (rilevati da noi alla ruota) e soprattutto spinge molto forte anche a regimi bassi e medi. L’impianto con pinze freno ad attacco radiale è potente, ma anche ben dosabile. L’avantreno è preciso, tiene le traiettorie impostate dal pilota senza sgarrare. Anche in velocità la stabilità è molto buona. Di qualità le sospensioni: la forcella a steli rovesciati è completamente regolabile, il monoammortizzatore nel precarico e in estensione. 

I nostri rilevamenti

  • Velocità massima km/h 237,7
  • Accelerazione secondi
  • 0-400 metri 11,6
    0-1000 metri 21,3
    0-100 km/h 3,8
  • Ripresa (da 50 km/h in 6a marcia) secondi
  • 400 metri 11,7
    1000 metri 21,6
  • Potenza massima alla ruota
    CV/kW 128,9/96,1
    giri al minuto 10.200
  • Coppia massima alla ruota
    Nm/kgm 104,6/10,6
    giri al minuto 7.600
  • Frenata  metri
    da 100 km/h 37,8
  • Consumi km/litro

    Autostrada 17,5
    Extraurbano 19,5
    90 km/h 20,9
    120 km/h 18,7
    Al massimo2 10,0
     

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Suzuki GSX-S 1000

La GSX-S 1000 monta un 4 cilindri motore di 999 cm3 derivato da quello montato sulle GSX-R degli anni 2005-08: è stato scelto per la spinta che offriva ai bassi e medi regimi, molto più vigorosa delle versioni più recenti. Rispetto alla Z 1000, la Suzuki offre in più il controllo di trazione disinseribile su tre livelli: la modalità 1 è la meno invasiva, la 3 è la più “attenta” ed è perfetta per guidare sul bagnato. Quotazioni da 5.000 a 8.000 euro.


I nostri rilevamenti

  • Velocità massima km/h 241,1
  • Accelerazione secondi
  • 0-400 metri 11,0
    0-1000 metri 20,4
    0-100 km/h 3,4
  • Ripresa (da 50 km/h in 6a marcia) secondi
    400 metri 12,3
    1000 metri 22,1
  • Potenza massima alla ruota
    CV1/kW 143,4/106,9
    giri al minuto 10.800
  • Coppia massima alla ruota
    Nm/kgm 103,5/10,5
    giri al minuto 9.600
  • Frenata  metri
    da 100 km/h 37,5
  • Consumi km/litro
    Autostrada 16,4
    Extraurbano 22,7
    90 km/h 23,7
    120 km/h 19,9
    Al massimo2 106
Autonomia (chilometri con un pieno) km
120 km/h 337,5
al massimo 180,7
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Yamaha MT-10

La MT-10 prende dalla superbike il motore, il telaio e il forcellone, mentre la ricca dotazione elettronica di serie comprende 3 mappature del motore, il controllo di trazione disinseribile e regolabile su 3 livelli, e persino il cruise control, comodo per chi viaggia in autostrada. 
Quotazioni da 6.000 a 8.500 euro.


I nostri rilevamenti

  • Velocità massima km/h 247,8
  • Accelerazione secondi
    0-400 metri 11,1
    0-1000 metri 20,4
    0-100 km/h 3,5
  • Ripresa (da 50 km/h in 6a marcia) secondi
    400 metri 12,4
    1000 metri 22,3
  • Potenza massima alla ruota
    CV1/kW 146,1/109
    giri al minuto 11.100
  • Coppia massima alla ruota
    Nm/kgm 105,6/10,7
    giri al minuto 9.400
  • Frenata  metri
    da 100 km/h 39,4
  • Consumi km/litro
    Autostrada 14,5
    Extraurbano 15,0
    90 km/h 16,4
    120 km/h 15,3
    Al massimo2 10,9
  • Autonomia (chilometri con un pieno) km
  • 120 km/h 260,4
    al massimo 186,0
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Come vanno su strada

Il primo confronto tra le tre naked della prova avviene mentre si è ancora fermi, salendo in sella. Su tutte e tre si sta comodi, ma la posizione di guida di MT-10 e Z 1000 è più sportiva, mentre quella della GSX-S è leggermente più rilassata (e comoda) grazie al manubrio più largo e avanzato, nonché alla sella spaziosa. A proposito di sella, quella della MT-10 è più dura delle altre, ma disturba solo quando si fa molta strada. 
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La Kawasaki ha l'avantreno più "granitico"

Per quanto riguarda i motori, sono tutti potentissimi e vigorosi, ma sono anche molto diversi tra loro nel carattere e nell’erogazione. La Z 1000 è più piena ai bassi, dove risulta quasi nervosa, mentre la Suzuki è più fluida, potente ma lineare nell’erogazione e capace di un allungo impressionante. Per quanto riguarda la MT-10, la maggiore potenza e la “modernità” del suo motore (e dell’elettronica) rispetto alle concorrenti le permettono di offrire le doti di entrambe le concorrenti, con un’erogazione lineare e fluida ai bassi regimi ma sempre più cattiva ed entusiasmante con l’aumentare del regime fino a oltre 11.000 giri.  
La “modernità” della MT-10 emerge anche dalla facilità con cui si controlla la potenza, grazie alla ricca dotazione elettronica: potendo contare su tre mappature motore (in ordine di potenza crescente: B, STD ed A), due livelli di controllo di trazione, ABS ecc, mentre la GSX-S ha solo controllo di trazione e ABS e la Z 1000 unicamente l’ABS. 
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Il 4 cilindri Suzuki ha un'erogazione fluida e lineare e un ottimo allungo

In effetti tra le curve strette la GSX-S e la MT-10 si sono rivelate quelle più a loro agio, precise e veloci sia in inserimento sia in uscita di curva, grazie al peso contenuto e al controllo di trazione (su entrambe regolabile e disinseribile) che consente di spalancare il gas in tutta sicurezza. La Z 1000 invece va guidata più di forza tra i cordoli perché il maggior peso rispetto alle altre si fa sentire. Per tutte e tre, il giudizio sulle sospensioni è positivo sia su strada, sia in pista grazie alla qualità della componentistica e alla taratura sportiva, ma non esageratamente rigida.  Ottimi anche gli impianti frenanti, potenti e modulabili in tutti e tre i casi.

In autostrada

Queste non sono moto nate per viaggiare: il riparo aerodinamico pressoché nullo per la mancanza di cupolino e la posizione di guida imposta dal manubrio rialzato, tipico delle naked,costringono il pilota a uno sforzo notevole per resistere all’aria. Tra le tre comunque la più comoda per viaggiare è la Suzuki, per la posizione di guida meno aggressiva e la sella più accogliente. In tutte e tre le vibrazioni sono minime (si sentono un pochino solo sulle manopole della Kawasaki tra i 100 e i 110 km/h) e a velocità autostradali praticamente  inesistenti: i motori quattro cilindri giapponesi sono famosi per questo. Per quanto riguarda i consumi, se la cavano meglio Suzuki e Kawasaki con percorrenze attorno ai 16-17 km/l; leggermente più assetata la MT-10 che si attesta attorno ai 15 km/l.
 
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In città

Alle basse velocità la GSX-S è quella che presenta l’on-off più marcato, seguita a ruota dalla MT-10 e dalla Z 1000. La naked di Hamamatsu è anche quella che scalda di più nel gruppo: a ogni sosta al semaforo, la GSX-S tenta di arrostire le caviglie del pilota... A parte questi problemi, tutto sommato lievi, le nostre supernaked si possono usare benissimo in città, anche come “moto di tutti i giorni”. In tutte e tre il raggio di sterzo è molto buono, in più la distribuzione dei pesi azzeccata le rende facili da gestire anche nelle manovre da fermo. La loro agilità e le sagome snelle permettono di sgusciare tra le auto in totale scioltezza. Le sospensioni tarate sul rigido non amano il pavé e le strade sconnesse, in compenso la frenata è sicura e gestibile in qualsiasi condizione.
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