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Kawasaki W800 usata, pregi e difetti della classica giapponese

Ha la sella bassa, è maneggevolissima e costruita con cura. Frenata discreta e vibrazioni "robuste" agli alti regimi

Punti di forza

La linea anni 60 piace a tutti, le finiture sono curate, con cromature "spesse", dettagli di qualità e un motore che è una scultura, con la distribuzione ad alberelli e coppie coniche sul lato destro. Su strada si scopre una moto moderna, facile da guidare, con una sella bassa, lunga e ben imbottita che mette tutti a proprio agio. Il manubrio largo rende facili le manovre, mentre il motore bicilindrico ha una bella spinta dai 2.000 giri e sale fluido fino ai 4.500 giri (metà del contagiri), quando è meglio passare alla marcia successiva. La W 800, con la sua agilità, va bene per l'uso quotidiano in città, ma diverte parecchio anche sulle stradine di campagna.

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Prima dell'acquisto controllate bene...

Pompa benzina – Sui primi modelli ha dato dei problemi di alimentazione ed è stata oggetto di un richiamo.

Impianto elettrico – I cavi elettrici che passano sotto il serbatoio sono delicati e in caso di interventi potrebbero rompersi, provocando malfunzionamenti.

Collettori – I collettori in gomma dell'impianto di iniezione sono stati oggetto di un richiamo perché rischiavano di indurirsi e poi creparsi, a causa del calore trasmesso dal motore.

Freni – Occhio allo stato del disco freno: poco aiutato dal tamburo posteriore, è costretto a un duro lavoro.

Scarico – Passa in basso ed è esposto agli urti nei passaggi sui marciapiedi: controllatelo con attenzione.

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Il cruscotto è quanto di più classico ci sia

I rilevamenti

Velocità massima171,3 km/h
Accelerazione 0-400 m14,7 sec
Consumo extraurbano28,6 km/l
Peso206 kg

Sul mercato

ANNOeuro
2017 (E3)7.000
2016 (E3)6.000
2015 (E3)5.300
2014 (E3)4.500
2013 (E3)4.200
2011 (E3)4.600

Valori medi rilevati su annunci di privati e concessionari, Italia, primo semestre 2026

Chi ce l'ha se la tiene

Dieci anni dopo la diagnosi non cambia: piace a tutti, ma pochi l'hanno comprata, e chi ce l'ha se la tiene stretta. L'offerta resta scarsa e le quotazioni, invece di scendere, sono salite: una 2015 che allora valeva 5.100 euro oggi ne chiede 5.300, una 2017 è passata da 5.900 a 7.000. Due le ragioni. La prima serie è uscita di produzione nel 2016 ed è tornata solo nel 2019 con la versione Euro 4, poi Euro 5 nel 2021: in mezzo c'è un buco che ha reso le vecchie più ricercate. La seconda è che il mercato delle classiche giapponesi, allora quasi inesistente, oggi è affollatissimo, e la W 800 è l'unica con la distribuzione ad alberelli e coppie coniche. Attenzione solo ai chilometraggi: gli esemplari sotto i 5.000 euro superano quasi tutti i 40.000 km.

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