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Stoner senza filtri: “Ducati mi ha tradito, Valentino Rossi mi bullizzava e le MotoGp ora sono robot

Casey Stoner torna a parlare senza filtri. Ospite del Festival dello Sport di Trento, il due volte campione del mondo ha ripercorso carriera, rivalità e momenti difficili, tornando sul rapporto con Ducati e sugli scontri con Valentino Rossi 

Tradito dal Ducati

Il rapporto tra Casey Stoner e Ducati ha regalato alla Casa di Borgo Panigale il primo titolo della sua storia in MotoGP, conquistato nel 2007, ma non è stato sempre semplice. Ripensando al difficile periodo dei problemi fisici, l’australiano non ha usato mezzi termini: “Mi sono sentito tradito”. Il riferimento è soprattutto al 2009, quando una serie di problemi di salute e una forte spossatezza lo costrinsero a fermarsi e saltare tre Gran Premi. Furono mesi complicati anche nei rapporti con Ducati e Stoner avrebbe poi raccontato di aver sofferto la gestione della vicenda da parte della squadra e le trattative avviate, durante la sua assenza, per portare Jorge Lorenzo a Borgo Panigale. Nonostante tutto, il legame tra Stoner e la Desmosedici rimane indissolubile: con Ducati conquistò il Mondiale 2007, mentre il secondo titolo arrivò nel 2011 con Honda. Il passaggio più interessante, però, è un altro. 

Valentino sapeva entrare nella testa degli avversari

Non poteva mancare un passaggio su Valentino Rossi, indicato dallo stesso Stoner come il suo avversario più agguerrito. Tra i due non sono mancati momenti di fortissima tensione e, secondo l’australiano, una delle armi migliori del Dottore non era soltanto la velocità. Rossi, ha spiegato Stoner, era “bravo nell’intimidazione degli avversari, sia in gara che fuori” e sapeva gestire molto bene anche tutto ciò che accadeva lontano dalla pista, comunicazione compresa. Una pressione che Casey, per carattere molto più riservato, ammette di avere sofferto. Parole che ricordano molto da vicino quelle pronunciate sempre da Stoner parlando del caso Rossi-Marquez di Sepang 2015. In quell’occasione l’australiano aveva sostenuto che Rossi era bravissimo a manipolare i media e la realtà dei fatti. "Valentino aveva un'enorme importanza dal punto di vista mediatico. Chiunque dicesse qualcosa di sgradito finiva nella sua lista nera e ne usciva danneggiato. Era capace di entrare nella testa degli altri piloti”. 
Attriti più o meno sopiti ma che appartengono in ogni caso al passato. Stoner ha spiegato che con gli anni i due si sono riavvicinati, sono maturati e molti degli spigoli della vecchia rivalità si sono smussati. La stima nei confronti di Rossi - pilota - , assicura Caesy, non è mai venuta meno.

“Le moto somigliano ai robot”

Se i trascorsi in Ducati e la rivalità con Rossi sono acqua passata, la critica più pungente è quella mossa nei confronti della MotoGP di oggi. Secondo l’australiano “le moto somigliano ai robot” e il peso del pilota sul risultato sarebbe progressivamente diminuito. Certo, ciò non gli impedisce di apprezzare i protagonisti di oggi, tra cui, preferiti, Marco Bezzecchi per lo stile di guida e Jorge Martin per la capacità di utilizzare tutto il corpo sulla moto. Di Bagnaia Stoner ha detto invece di apprezzare soprattutto la calma nei momenti difficili. Un ultimo accenno anche a Marc Márquez, definito un fuoriclasse assoluto, ormai entrato nella leggenda di questo sport.

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