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Non solo il caldo: perché in moto 35 °C sono 40

Caldo e umidità possono rendere molto più pesante un viaggio in moto, soprattutto quando si indossano casco e abbigliamento protettivo. La temperatura percepita è spesso diversa da quella indicata dal termometro con conseguenze molto serie 

In moto d’estate

Faccio un giretto in moto per prendere un po' di fresco. Non è quasi mai così. Con l'arrivo dell'estate molti motociclisti si trovano a fare i conti con temperature sempre più elevate. Certo, la tentazione di alleggerire l'abbigliamento c'è, ma guidare in maglietta, pantaloncini e infradito non è certo la soluzione. Casco, giacca (ovviamente “leggera”, da estate), guanti e protezioni restano fondamentali anche quando il termometro supera abbondantemente i 30 gradi. Proprio per questo è importante capire che differenza c'è tra temperatura reale e temperatura percepita, un dato che può aiutare a valutare il rischio di affaticamento e colpi di calore durante gli spostamenti.

Perché il caldo umido si sopporta peggio

Quando consultiamo le previsioni meteo troviamo spesso due valori: la temperatura dell'aria e quella percepita. La prima è una misura fisica della temperatura dell'ambiente; la seconda, invece, indica il livello di “disagio” che il nostro organismo può sperimentare in determinate condizioni. 
La differenza è dovuta soprattutto all'umidità. Il corpo umano si raffredda attraverso la sudorazione: quando il sudore evapora dalla pelle porta via parte del calore accumulato. Se però l'aria è molto umida, questo processo diventa meno efficace e il raffreddamento naturale dell'organismo rallenta. Il risultato è che una giornata con 35 °C e umidità elevata può essere percepita come molto più pesante rispetto a una con la stessa temperatura ma aria secca. È il motivo per cui, soprattutto nel traffico urbano o durante le soste ai semafori, il caldo può diventare particolarmente difficile da sopportare.

Il benessere termico non dipende solo dal termometro

La temperatura percepita non è una grandezza fisica vera e propria. Rappresenta piuttosto una stima del disagio termico che una determinata combinazione di temperatura e umidità può provocare. Oltre a questo, entrano in gioco anche altri fattori: il tipo di attività svolta, l'abbigliamento indossato, le condizioni fisiche della persona e perfino l'esposizione diretta al sole. Per chi viaggia in moto questi aspetti assumono un'importanza particolare, perché l'equipaggiamento protettivo limita la dispersione del calore corporeo e può aumentare la sensazione di affaticamento nelle giornate più torride. Quando le previsioni indicano, ad esempio, 35 °C con una temperatura percepita di 41 °C, non significa, ovviamente, che la pelle stia realmente misurando 41 gradi. Significa piuttosto che il livello di stress termico sarà paragonabile a quello che normalmente si sperimenta a quella temperatura in condizioni standard.

Cos'è l'indice di calore

Per stimare questo disagio viene utilizzato il cosiddetto Heat Index (HI), o indice di calore, sviluppato dal National Weather Service statunitense. Questo parametro combina temperatura dell'aria e umidità relativa per fornire un'indicazione del carico termico a cui il corpo è sottoposto. L'umidità, però, non è l'unico elemento da considerare. Anche il vento e l'irraggiamento solare influenzano in modo significativo la percezione del caldo. I valori dell'Heat Index, infatti, sono generalmente riferiti a zone ombreggiate; sotto il sole diretto il disagio, è chiaro, aumenta ulteriormente.

In moto attenzione a disidratazione e colpi di calore

Per chi viaggia sulle due ruote il problema non riguarda soltanto il comfort. Temperature elevate e forte umidità possono favorire stanchezza, cali di concentrazione e disidratazione, condizioni che incidono direttamente sulla sicurezza di guida. Oltre al solito consiglio di “bere frequentemente”, nelle giornate più calde è quindi consigliabile programmare soste regolari e scegliere abbigliamento tecnico ventilato ma sempre dotato delle necessarie protezioni. 

Ve ne parlavamo qui: Anticiclone africano: attenti ai colpi di calore in moto. Come affrontarli

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