La Panoramica delle Vette: in moto sul Monte Crostis
Doveva diventare una delle salite simbolo del Giro d'Italia, ma nel 2011 fu esclusa all'ultimo momento per motivi di sicurezza. Poco male: la Panoramica delle Vette resta una delle strade più spettacolari delle Alpi Carniche, soprattutto se la si affronta in sella…
Sul tetto della Carnia
Un'antica strada militare che sale sul versante del Monte Crostis, nel cuore delle Alpi Carniche friulane. Qui non s’incontra il traffico dei grandi passi alpini né lunghe file di motociclisti. Ci sono invece boschi silenziosi, malghe d'alta quota e una carreggiata che sembra appoggiata sul fianco della montagna, con viste che spaziano dalle Alpi Carniche alle Dolomiti e, nelle giornate più limpide, fino alla pianura friulana. Il nostro itinerario parte da Tolmezzo, raggiunge Ravascletto e quindi Tualis, da dove inizia la salita vera e propria lungo una delle strade panoramiche più affascinanti della regione.
Da Tolmezzo a Tualis: il viaggio entra nel cuore della Carnia
Lasciata Tolmezzo si percorre la SS52 bis risalendo la valle del But. La strada scorre veloce tra boschi e piccoli centri montani, offrendo già un assaggio dell'ambiente alpino che caratterizza tutta la Carnia. Superato Ravascletto, noto soprattutto per il comprensorio sciistico dello Zoncolan, si raggiunge il piccolo borgo di Tualis, punto di partenza della Panoramica delle Vette. Da qui il traffico si riduce drasticamente e il paesaggio cambia volto: le case lasciano spazio ai pascoli, mentre la strada inizia a guadagnare quota con una serie continua di tornanti. È molto bella, ma serve prudenza: la salita richiede infatti attenzione fin dai primi chilometri, con la carreggiata che diventa progressivamente più stretta lungo il fianco della montagna. Non è una strada difficile dal punto di vista tecnico, ma è bene affrontarla senza fretta, anche perché il panorama invita continuamente a fermarsi.
La Panoramica delle Vette: la strada che corre sul crinale
Il tratto più suggestivo inizia quando il bosco si dirada e la vegetazione lascia spazio ai grandi pascoli d'alta quota. La Panoramica delle Vette segue infatti il crinale del Monte Crostis, ricalcando in parte un'antica strada militare realizzata durante la Prima guerra mondiale per collegare postazioni e batterie d’artiglieria. Qui la carreggiata è particolarmente stretta e in alcuni punti mancano i guardrail. Ancora una volta, la prudenza è d'obbligo, soprattutto nei fine settimana estivi, quando è possibile incrociare ciclisti, escursionisti e altri motociclisti.
Lungo il percorso si incontrano alcune malghe e la Casera Crostis, ottimo punto per una sosta prima dell'ultimo tratto panoramico. Vale la pena spegnere il motore e godersi il silenzio interrotto solo dai campanacci delle mucche. È anche uno dei luoghi migliori per osservare la fauna alpina: con un po' di fortuna, l’etologo autodidatta può avvistare camosci, marmotte e rapaci che sorvolano le creste.
Dove finisce la strada e comincia la montagna
Un aspetto che spesso genera confusione riguarda la vetta del Crostis. Meglio quindi fare chiarezza. La Panoramica delle Vette non conduce sulla cima del Monte Crostis, che raggiunge i 2.251 metri di quota, ma arriva nei pressi del Passo Crostis, attorno ai 2.000 metri. Chi desidera raggiungere la vetta deve lasciare la moto e proseguire a piedi lungo il sentiero. La camminata non presenta particolari difficoltà alpinistiche, ma richiede comunque scarpe adatte e un minimo di allenamento. La ricompensa è un panorama straordinario che abbraccia le Alpi Carniche, le Dolomiti, le Alpi Giulie e, nelle giornate più limpide, la pianura friulana fino al mare Adriatico. Per chi viaggia esclusivamente in moto, invece, il punto d'arrivo della Panoramica rappresenta già una meta capace di ripagare ampiamente la salita.
La salita che il Giro d'Italia non ha mai affrontato
La notorietà del Crostis, dicevamo sopra, è legata in particolare al ciclismo. Nel 2011 il Giro d'Italia avrebbe dovuto affrontare la Panoramica delle Vette durante la quattordicesima tappa, trasformando questa strada in una delle salite simbolo della corsa rosa. Pochi giorni prima della gara, però, il passaggio venne cancellato per motivi di sicurezza dopo le polemiche sulle condizioni della carreggiata e sull'assenza di adeguate protezioni. Da allora il Crostis è rimasto una sorta di mito incompiuto per gli appassionati di ciclismo, mentre per i motociclisti continua a essere una delle strade panoramiche più affascinanti e, cosa non da poco, meno conosciute (e quindi meno battute) dell’arco alpino.
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