10 moto flop che oggi sono veri affari
Moto valide che ai loro tempi furono poco capite: oggi si trovano usate a prezzi da occasione. Ecco dieci affari da fare
Ci sono moto nate bene e finite male, almeno commercialmente. Magari avevano una linea che divideva, un nome sbagliato, o semplicemente sono arrivate nel momento sbagliato contro le concorrenti sbagliate. Il risultato è che vendettero poco e finirono dimenticate. La buona notizia è che questo, sul mercato dell'usato, si traduce in prezzi bassi: perché una moto poco desiderata da nuova resta poco quotata da usata, anche quando è meccanicamente sana e piacevole da guidare. Ecco dieci "flop" degli anni Duemila e oltre che oggi valgono l'acquisto proprio per questo. Le quotazioni sono indicative e riferite al mercato attuale: variano parecchio con anno, chilometri e condizioni.
Aprilia Shiver 750

La prima naked di Noale col Ride by Wire e il bicilindrico a V di 90° da 750 cm³ era una moto tecnicamente avanti, con un telaio misto traliccio-alluminio di gran livello. Il problema fu il look, mai troppo amato, e una Casa che in quel segmento faticava a contendere il terreno alle giapponesi. Oggi si trova in genere fra 2.500 e 5.000 euro a seconda di anno e chilometraggio, con le depotenziate A2 particolarmente diffuse: per chi cerca un bicilindrico medio con un telaio serio, è un affare.
BMW F 650 CS Scarver
La BMW più anticonvenzionale degli anni Duemila: monocilindrico da 652 cm³, forcellone monobraccio, trasmissione a cinghia silenziosa e persino un vano portaoggetti al posto del serbatoio (spostato sotto la sella). Troppo strana per il pubblico BMW, troppo cara per chi cercava una monocilindrica economica, vendette poco. Leggera, parca nei consumi e facilissima da vivere in città, oggi si porta a casa con 1.600-2.800 euro circa: una delle entry BMW più economiche in assoluto.
BMW R 1200 ST
Il boxer da 1.170 cm³ vestito da sport-tourer, sorella della R 1200 RT. La posizione di guida un po' ibrida e il frontale particolare non convinsero, e restò all'ombra della GS e della RT, che vendevano molto di più. Peccato, perché sotto ha la stessa base solida delle boxer di quella generazione. Si trova in genere fra 3.000 e 5.000 euro a seconda di anno e chilometraggio: tanta moto tedesca per una cifra contenuta.
Honda Crossrunner
Nata nel 2011 sfruttando il V4 da 782 cm³ della VFR, la Crossrunner prima serie voleva essere la crossover comoda per tutti i giorni. All'epoca fu accolta tiepidamente: troppo pesante per alcuni, poco "avventurosa" per altri, con quel motore VTEC che divideva. La versione ridisegnata del 2015 migliorò tutto, ma è la prima serie l'affare: si trova intorno ai 4.500-5.500 euro e regala uno dei motori più caratteristici mai fatti da Honda.
Honda VFR 1200 F
Doveva essere l'ammiraglia sport-tourer tecnologica di Honda: V4 da 1.237 cm³, circa 170 CV, trasmissione a cardano e il debutto del cambio automatico DCT a doppia frizione su una moto di serie. Troppo pesante, troppo cara e con consumi importanti, non sfondò mai come sperato. Ma è una moto costruita come un carro armato, e oggi quel concentrato di tecnologia si compra in genere fra 5.300 e 7.400 euro, con qualche offerta ancora più bassa. Per macinare autostrada in coppia, poche fanno meglio.
Kawasaki Versys 1000 (prima serie)
Prodotta dal 2012 al 2014, la prima Versys 1000 pagò dazio a una linea che piacque a pochissimi. Sotto quella carrozzeria discussa, però, c'era il quattro cilindri da 1.043 cm³ derivato dalla Z1000, circa 120 CV, sospensioni regolabili tarate sul morbido e una posizione di guida da vera viaggiatrice. Costava poco già da nuova, e oggi con poche migliaia di euro (in genere 5.000-6.000) ci si porta a casa una tourer robusta e completa. Brutta ma buona, come si suol dire.
Suzuki B-King 1300

Nata da una concept show sfrontata, la B-King montava il 1.340 cm³ della Hayabusa (circa 180 CV) in una naked massiccia dall'estetica muscolare ed estrema. Proprio quel look "troppa roba" e le dimensioni imponenti la relegarono a moto di nicchia. Oggi però è diventata un piccolo oggetto di culto, e le quotazioni lo riflettono: si parte dai 6.500 euro circa, con gli esemplari migliori che superano i 7.000 e arrivano più in alto se hanno pochi chilometri. Non un affare "da due soldi", ma un investimento destinato a non perdere valore.
Triumph Tiger 1050
La Tiger 1050 prima serie (2006-2012) montava il tre cilindri britannico da 1.050 cm³, un motore pieno e musicale, in una crossover stradale più votata all'asfalto che al fuoristrada. Fu oscurata dalle rivali più blasonate e dal boom delle maxi-enduro tuttofare, restando defilata. Le prime serie si trovano oggi fra 3.700 e 5.000 euro a seconda di anno e chilometraggio: per chi cerca il carattere del tre cilindri Triumph spendendo poco, è la porta d'ingresso ideale.
Yamaha BT 1100 Bulldog
La Bulldog era la naked "diversa" di Yamaha: montava il bicilindrico a V di 75° raffreddato ad aria da 1.063 cm³ ereditato dalla XVS, 65 CV, in una ciclistica stradale dal look tozzo ma a suo modo originale. Non ebbe grande fortuna e uscì di produzione nel 2007, ma proprio la rarità la sta trasformando in una piccola youngtimer. Si trova fra circa 2.000 e 4.500 euro a seconda di anno e stato d'uso: una moto onesta, di coppia, che si guida con gusto e comincia a farsi cercare dai collezionisti.
Yamaha XJ6
La naked pensata per essere accessibile e facile: quattro cilindri da 600 cm³ derivato dalla Fazer, circa 78 CV, comportamento rassicurante, costo contenuto. Vendette discretamente ma senza mai brillare, schiacciata tra le supersportive di pari cilindrata e le prime bicilindriche più moderne. Oggi è una delle usate più intelligenti in circolazione: spesso fra 3.000 e 4.500 euro si prende una quattro cilindri affidabile, perfetta come prima moto o come mezzo quotidiano senza pensieri.
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