Valentino Rossi, dai cappellini alla musica: un impero da 200 milioni di euro
Nove titoli mondiali, milioni di euro guadagnati in carriera e un numero, il 46, diventato un marchio conosciuto in tutto il mondo. A cinque anni dal ritiro dalla MotoGP, Valentino Rossi continua a macinare follower e a fare affari
Conti in tasca al Dottore
21 milioni di follower. Tanti ne conta ancora Valentino Rossi sui propri canali social, praticamente quanti ne raccolgono, messi insieme, tutti gli attuali piloti della MotoGP, escluso Marc Márquez (che sui vari social raccimola circa 16 milioni). A rivelarlo è il MotoGP 2026 Commercial Guide di BlackBook Motorsport. Un risultato impressionante, considerando che il Dottore ha lasciato il Motomondiale nel 2021 e che, da allora, di nuovi campioni ne sono arrivati parecchi. Eppure, a quanto pare, nessuno è ancora riuscito a prenderne il posto nel cuore dei tifosi. Ma la popolarità, si sa, non si misura soltanto in like e commenti e Rossi ha saputo trasformarla in qualcosa di decisamente più concreto: un patrimonio milionario e una rete di aziende che continuano a lavorare anche senza di lui in sella a una MotoGP.
Quanto ha guadagnato Valentino Rossi?
Fare i conti in tasca al Dottore non è semplicissimo, anche perché, comprensibilmente, il diretto interessato non pubblica l'estratto conto. Secondo una delle stime più diffuse, riportata dal sito statunitense Celebrity Net Worth, il suo patrimonio personale ammonterebbe a circa 200 milioni di dollari. Una cifra da prendere con le pinze, perché non si tratta di un dato ufficiale, ma che aiuta a farsi un'idea delle dimensioni della sua fortuna.
Più concreti sono i numeri relativi ai guadagni accumulati durante la carriera. Nel 2015, per esempio, Forbes stimava che Rossi avesse incassato ben 275 milioni di dollari nell'arco di dieci anni, tra ingaggi e sponsorizzazioni, con punte di 35 milioni di dollari annui. Cifre lorde, naturalmente, che non corrispondono al patrimonio effettivamente accumulato. Resta però il fatto che, oltre a vincere nove Mondiali, Valentino ha saputo farsi pagare decisamente bene.
Una macchina da soldi
A differenza dello storico rivale Jorge Lorenzo, che ha raccontato di preferire gli investimenti immobiliari per vivere di rendita, Rossi ha puntato soprattutto su ciò che conosce meglio: le moto, i piloti e il proprio marchio. Il suo impero comprende la VR46 Racing Apparel, specializzata in abbigliamento e merchandising, la VR46 Riders Academy, che segue e accompagna i giovani talenti del motociclismo, e naturalmente il VR46 Racing Team, impegnato in MotoGP con le Ducati. A queste si aggiungono altre società dedicate alla gestione dell'immagine, al marketing e alle attività del Ranch di Tavullia. Quanto fruttano tutte queste attività? Parecchio. Secondo i dati di bilancio disponibili, nel 2025 la VR46 Team Srl ha registrato ricavi per circa 25,2 milioni di euro, chiudendo l'esercizio con un utile netto di 1,69 milioni. Un risultato positivo, anche se inferiore a quello del 2024, quando la società aveva fatturato 27,5 milioni, portandone a casa 4,2 di utile. Insomma, di soldi ne girano ancora parecchi, anche se è bene ricordare che il fatturato di una società non coincide con i guadagni personali del suo proprietario.
Vendere cappellini col 46 è oggi un po’ più complicato
Attenzione, però, perché non tutti gli affari del Dottore vanno altrettanto bene. La VR46 Racing Apparel, società che si occupa del merchandising, sta attraversando un periodo decisamente meno brillante. Nel 2017, quando Rossi correva ancora in MotoGP, l'azienda fatturava quasi 21 milioni di euro, con una differenza positiva tra ricavi e costi che, secondo le ricostruzioni dell'epoca, raggiungeva circa 5,1 milioni. Un successo che avevamo raccontato anche su inSella nel 2019, quando il merchandising del Dottore sembrava un affare praticamente infallibile. Nel 2025, invece, i ricavi si sono fermati a 7,7 milioni di euro, contro i 9 milioni dell'anno precedente, con una perdita netta di 988.184 euro, a fronte di un piccolo utile di circa 14.000 euro nel 2024. Rispetto al 2017, dunque, il fatturato si è ridotto di quasi due terzi. Insomma, il 46 continua a essere uno dei numeri più amati del motociclismo, ma evidentemente non basta più stamparlo su una maglietta per fare affari d’oro. Come spiegato da Affaritaliani, che ha esaminato la relazione sulla gestione della società, a pesare sui conti è soprattutto il calo della domanda di merchandising motociclistico e abbigliamento, tanto da costringere l'azienda a praticare forti sconti per smaltire le rimanenze di magazzino. E chiaro e logico: pur potendo contare su 21 milioni di follower, Valentino non riesce più a garantire al proprio marchio la stessa visibilità di quando correva in MotoGP. Lo riconosce la stessa società, sottolineando come le competizioni automobilistiche alle quali partecipa oggi il Dottore non offrano un'esposizione paragonabile a quella del Motomondiale. D’altra parte, le previsioni erano ben diverse, dato che per il 2025 la società si aspettava ricavi per 9,8 milioni di euro, ma alla fine ne sono arrivati soltanto 7,7 (non per nulla per il 2026 l'azienda ha preferito non sbilanciarsi con nuove previsioni). Insomma, vendere cappellini con il 46 è diventato un po' più complicato di qualche anno fa.
Per fortuna c'è Cesare Cremonini...
Mentre il merchandising legato alle moto perde terreno, a dare una mano al fatturato della VR46 Racing Apparel ci pensa anche la musica. Nel 2025, infatti, il canale musicale ha generato ricavi per circa 3,4 milioni di euro, pari a circa il 44% del fatturato complessivo della società. Tra le iniziative più interessanti c'è la collaborazione con Cesare Cremonini per la realizzazione e vendita del merchandising ufficiale del suo tour. Quanto abbia fruttato nello specifico questo accordo non è dato sapere, dato che i 3,4 milioni si riferiscono all'intero settore musicale, ma il fatto rimane: mentre le vendite legate al mondo delle corse rallentano, quasi metà del fatturato dell'azienda di Valentino arriva dalla musica. Insomma, dopo una carriera passata ad ascoltare il rombo dei motori, al Dottore potrebbe tornare utile anche qualche concerto. Anche se, a giudicare dai bilanci, per tornare a guadagnare come un tempo le magliette dei cantanti non sembrano bastare.
Filosofie diverse
Vero è che il merchandising rappresenta soltanto una parte delle sue attività imprenditoriali ed altrettanto vero è che i risultati delle singole aziende non permettono di conoscere la situazione patrimoniale personale di Rossi. Certo è che, mentre Jorge Lorenzo preferisce acquistare appartamenti da affittare per garantirsi una rendita mensile, Valentino ha costruito buona parte delle proprie attività attorno al numero 46 e al mondo delle corse. Due filosofie diverse, entrambe capaci di far fruttare i milioni guadagnati in pista, ma con rischi ben differenti. Gli immobili di Lorenzo, almeno nelle intenzioni, dovrebbero garantire entrate regolari, mentre le aziende di Rossi, che di fatto è un imprenditore, devono continuare a vendere e a far quadrare i bilanci. Se poi qualche stagione dovesse rivelarsi meno brillante del previsto, non sarà certo un dramma: con un patrimonio stimato in centinaia di milioni, siamo abbastanza sicuri che il Dottore continuerà a dormire sonni tranquilli, senza certo perdere il sonno pensando a come pagare le bollette.
- Accedi o registrati per commentare