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Seconda moto addio? La MotoGP ne discute

I team chiedono una riduzione del carico di lavoro, ma la misura complicherebbe la vita ai piloti caduti durante le libere. Liberty Media punta anche a rimodulare la durata delle prove e gli impegni globali

I piloti di MotoGP non avranno più problemi di natura “scaramantica”, dovendo scegliere tra moto A e moto B, ma non potranno nemmeno lavorare contemporaneamente su set up differenti durante le le libere del weekend di gara. 

Il cambiamento, una vera e propria proposta, già dibattuta, non è da poco e va incontro alle richieste dei team, che a fronte della richiesta di aumentare gran premi e impegno in pista, ritengono che in qualche modo vada ridotto il carico di lavoro che i tecnici devono sostenere. Ma non è ancora ufficiale e la trattativa con Liberty Media non sembra facile.

La nuova norma

L'abolizione della seconda moto è il cambiamento più importante in vista, ma non l'unico: è prevista infatti anche la riduzione della durata delle prove libere stesse, una misura che mira a limitare le ore di lavoro del personale delle scuderie. Allo stesso tempo, si sta cercando un sistema che consenta di lavorare sulle moto solo ai tecnici e ai meccanici designati a tale scopo, per evitare che semplicemente il carico di lavoro si concentri sull'unica moto presente. È evidente infatti che, in caso di caduta o incidente, riparare l'unica moto disponibile nei tempi utili possa diventare molto complicato, se non impossibile in alcuni casi.

Ovviamente il limite dell'unica moto decadrebbe per quanto riguarda le gare (Sprint e gara lunga). In tal caso la seconda moto verrebbe prelevata dal retro box e resa disponibile per una eventuale seconda partenza in gara o un flag to flag.

Una richiesta dei team

La riduzione del numero di moto nelle libere verrebbe come proposta direttamente dai team e ricadrebbe all'interno di quell'accordo globale che punta a redistribuire le risorse economiche ai team. Tradotto in termini più semplici, detto dai team: se spendiamo meno e possiamo ridurre il personale e il materiale impegnato, ci rimangono più soldi in tasca. Altrimenti bisogna allargare i cordoni della borsa e trovare risorse da indirizzare alle Case.

La possibilità di rendere uno dei prototipi una vera e proprio moto di scorta rimane quindi sul tavolo, mentre si discute del limite all'orario di lavoro dei tecnici, degli impegni sportivi e mediatici e della redistribuzione delle risorse economiche. A Brno ne sapremo di più.

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Ottavonano-IETTALO
Dom, 14/06/2026 - 10:33
Che grandissima MINCHIATA…… allora se un pilota casca nelle libere o nelle qualifiche, non possono piú fare il tempo e non faranno la gara? Tempo permettendo per riparare la moto…. In più con tutti gli sponsor e tutti i soldi che prendono fanno GLI SPILORCI TIRCHI E CON LE BRACCETTE CORTE? Mah!!