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MotoGP Olanda: Aprilia imprendibile con Ogura, Martin si riprende la vetta

Il giapponese vince davanti a Raul Fernandez e Martin. Bezzecchi cade e perde la vetta, Bagnaia tradito dai freni

Tre moto di Noale sul podio

Ad Assen l'Aprilia mette in fila tre moto sul podio, ma il bello della domenica olandese è tutto nei dettagli: a vincere non è uno dei due piloti del box factory, bensì Ai Ogura, il giapponese del team Trackhouse, che si sblocca dopo averci girato attorno per un weekend intero. Partito forte, il numero 79 ha gestito la corsa controllando il margine fino alla bandiera a scacchi, chiudendo i 26 giri davanti al compagno di squadra Raul Fernandez, secondo a poco più di due secondi. La doppietta del team americano viene completata dalla terza piazza di Jorge Martin, l'unico in sella all'Aprilia ufficiale a salvare la giornata della Casa. Per Ogura è la prima gioia in classe regina, arrivata sul circuito giusto, quella cattedrale del motociclismo dove vincere pesa sempre un po' di più.

Bezzecchi a terra, Bagnaia a piedi: domenica nera per gli italiani di vertice

La gara però gira su due episodi. Il primo è la caduta di Marco Bezzecchi, finito nella ghiaia dopo appena due giri con un volo che ha fatto trattenere il fiato a tutto il circuito (il riminese, cosciente ma molto dolorante, è stato poi trasferito a Groningen per accertamenti). Il secondo è il ritiro di Francesco Bagnaia, fermato da un problema ai freni proprio mentre stava lottando nel gruppo di testa: un guasto che chiude anzitempo una corsa che prometteva bene. A raccogliere i cocci ci pensa Fabio Di Giannantonio, autore di una gara solida che gli vale il quarto posto e il ruolo di miglior italiano di giornata, davanti alle Ducati dei fratelli Marquez. Alex (che rientro!) chiude quinto, mentre Marc paga una penalità di una posizione per i track limits e scende settimo, scavalcato a tavolino da Enea Bastianini.

Cambio in vetta: ora comanda Martin

Con lo zero di Bezzecchi, la classifica iridata cambia padrone. Jorge Martin sfrutta il terzo posto per salire a quota 193 punti e prendersi la leadership del campionato, con sette lunghezze di margine proprio sul riminese e sedici su Di Giannantonio, ormai stabilmente il terzo incomodo della contesa. Un sorpasso in classifica che arriva senza un vero duello in pista, deciso più dalla sfortuna altrui che da un confronto diretto, ma che in un Mondiale così equilibrato vale oro. La prossima tappa, in Germania, dirà se quello di Assen è stato un episodio o l'inizio di una nuova gerarchia.

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