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La lunga storia dei tubeless: nascita, pregi e difetti delle gomme più diffuse sulle moto

Gli pneumatici per moto senza camera d’aria stanno per spegnere le cinquanta candeline, ma rimangono tuttora il sistema più evoluto ed efficiente in assoluto

La tecnologia tubeless permette di mantenere alla corretta pressione di gonfiaggio uno pneumatico, senza ricorrere a una camera d’aria. Si tratta del tipo di pneumatico ormai più diffuso, mentre la più “tradizionale” soluzione con camera d’aria non si è estinta, ma è una scelta minoritaria e dedicata a impieghi più limitati. 

La nascita del tubeless

L’invenzione dello pneumatico tubeless è oggetto di contesa tra differenti produttori “storici”. Alcune fonti riportano di un brevetto accordato nel Regno Unito a Killen Tire, già nei tardi anni 20 del ‘900; al contempo, anche la francese Michelin afferma l’esistenza di un prototipo “con camera d’aria incorporata” nello stesso periodo. Non da meno fa Goodyear che - tramite la sua sussidiaria Wingfoot Corp. - riporta un brevetto depositato in Sud Africa nel 1944. 

Goodrich dà il via alla commercializzazione

Al di là del primato, la paternità di questo interessante sistema è ormai quasi unanimemente attribuita a BF Goodrich, che per tramite di Frank Herzegh presentò nel ‘46 il proprio brevetto negli Stati Uniti, dando concretamente il via a un mercato che da lì a pochissimi anni sarebbe diventato dominante nel comparto automobilistico. La chiave delle fortune di BF Goodrich fu soprattutto nella tipologia di materiale utilizzato, ossia la gomma butilica che meglio di altre si adattò alle specifiche dell’invenzione. Come avrete notato, siamo però nel campo delle quattro ruote… 

Per le moto di vuole più tempo

Perché la tecnologia tubeless arrivasse dalle auto alle moto, fu necessario lo sviluppo dei cerchi in lega leggera e quello delle carcasse di tipo radiale - in cui la struttura si sviluppa trasversalmente rispetto al senso di rotazione - andasse di pari passo e, tutto ciò, cominciò a prendere piede in modo significativo solo negli anni 70. In questo caso fu Michelin a rivelarsi pioniera indiscussa, sviluppando i primi pneumatici tubeless per moto già sul finire dei ‘70 e adottando la soluzione anche nel motomondiale velocità a partire dal 1983, con Freddie Spencer. 

Come funziona il tubeless?

Il principio del tubeless da moto non è poi diverso dal suo precursore “automobilistico”. Di fatto la carcassa che compone la struttura dello pneumatico è formata da un intreccio di fili - che possono essere di diversi materiali, dal nylon, al kevlar, all'acciaio ecc - che si sviluppa trasversalmente, da lato a lato della gomma, rispetto al senso di rotolamento. La mescola con cui questa è rivestita, inoltre, è studiata per “intrappolare” più efficacemente l’aria al proprio interno. Si tratta di una combinazione di fattori che permettono quindi allo pneumatico - quando abbinato a un cerchio idoneo, dotato di valvola ermetica per il gonfiaggio e superficie di appoggio sulla spalla - di garantire una tenuta costante della pressione di gonfiaggio, anche sotto la spinta di sollecitazioni meccaniche e termiche, comuni anche nel normale utilizzo. 

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Ecco la struttura di una gomma tubeless che si sviluppa trasversalmente, da lato a lato della gomma, rispetto al senso di rotolamento

Vantaggi dei tubeless

La tecnologia tubeless ha inciso significativamente sulla sicurezza e sulla dinamica di guida, consentendo ai produttori di sviluppare pneumatici con quote decisamente più favorevoli all’impiego sportivo e in generale alle alte velocità. A quel tempo infatti, la gomma e più in generale il comparto ciclistico rappresentavano i principali limiti per una moto; perché in termini prestazionali, i propulsori erano già in grado di “spingere” un mezzo a velocità ragguardevoli non troppo inferiori a quelle delle moto odierne. Ma vediamo ora per punti quali sono i principali vantaggi del penumatico tubeless.

 

  • Rigidità e deformazione per sua natura consente lo sviluppo di pneumatici dalla spalla più bassa e più robusta. Inoltre, lo pneumatico tubeless meglio si adatta al rotolamento e all’assorbimento delle sollecitazioni ricevute, rispetto a uno pneumatico tradizionale/tessile.
  • Resistenza alle forature per merito della mescola di cui è composto, lo pneumatico tubeless tende a sgonfiarsi gradualmente in caso di foratura, riducendo il rischio di uno “scoppio” improvviso potenzialmente pericoloso, specie ad alte velocità. Un innegabile plus rispetto alla comune camera d’aria, molto più repentina nel perdere pressione in caso di foratura. 
  • Possibilità di riparazione Non meno importante, lo pneumatico tubeless risulta facilmente riparabile anche se è ancora montato sul cerchio, a meno che non sia compromesso all’altezza della spalla oppure letteralmente “tagliato”. Sono diverse le soluzioni che permettono riparazioni rapide in caso d’emergenza, per potersi poi dirigere presso un gommista specializzato: dallo spray schiumogeno in grado di penetrare attraverso la valvola ed espandersi omogeneamente all’interno prima di solidificarsi, dando provvisoriamente struttura alla gomma; alle cosiddette “stringhe” sigillanti, facilmente applicabili se muniti di una strumentazione molto basica, per sigillare l’eventuale foro.   
  • Peso e calore la mancanza di una camera d’aria rende di per sé più leggero il gruppo ruota, con considerevoli vantaggi sulla maneggevolezza che si estendono anche al grip, in quanto lo pneumatico tubeless è in grado di sviluppare minor attrito da rotolamento (in soldoni: calore) e - soprattutto - di smaltirlo più omogeneamente. 

E gli svantaggi 

Sono pochi - in realtà - e riguardano in buona sostanza il costo maggiore e l’impossibilità di eseguire riparazioni di emergenza in casi di forature “particolari”, motivo per il quale la soluzione con camera d’aria non è affatto scomparsa e trova invece impiego in contesti quali il fuoristrada e l’adventouring più impegnativo. Situazioni in cui, solitamente, il pilota è in grado di gestire gli imprevisti di una foratura con buone doti di “fai da te”, e dove ci si può cavare dagli impicci quando si è in grado di smontare, “stallonare” lo pneumatico e sostituire o riparare da sé la camera d’aria. Al di là di queste particolari situazioni, o della nicchia del collezionismo d’epoca, lo pneumatico tubeless dimostra qualità innegabili e per questo è  ancora oggi la tecnologia predominante.       

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