Pesa di meno e va di più
Il nuovo
Yamaha Tmax è un bel passo avanti rispetto alla precedente versione, ma non una rivoluzione: il carattere comunque è più sportivo. Il
bicilindrico in linea adesso è di
530 cm3, un "piccolo" aumento di cilindrata (rispetto alle cubature maggiorate dei suoi concorrenti, ovviamente) che ha permesso un incremento della coppia erogata del 10% a un regime di 1000 giri/min inferiore. Cresce anche la potenza massima che ora è di
46,5 CV a 6750 giri/min (3 CV in più rispetto al modello precedente). I
pistoni sono
forgiati in alluminio, le sedi delle valvole sono state ottimizzate ed è stato rivisto il profilo degli alberi a camme. Un'altra grande novità è data dall'introduzione della trasmissione a
cinghia in Kevlar al posto di quella a doppia catena, una soluzione "più leggera" che ha il vantaggio di far perdere meno potenza, Yamaha indica un aumento dei 5 CV alla ruota rispetto al vecchio modello (i 46,5 CV di cui parliamo sopra sono dichiarati all'albero). Il telaio è lo stesso del modello precedente, ma è stata rivista la posizione del serbatoio, ora spostata più in basso. Il nuovo forcellone in alluminio unito alla nuova trasmissione ha permesso di risparmiare circa 4 kg rispetto al vecchio modello bilanciando ulteriormente i
pesi che sono sempre più
simili a quelli di una
moto: 52% del peso al posteriore e 48% all’anteriore.
Nella foto a sinistra un dettaglio del frontale, filante e aggressivo. A destra la ruota posteriore con la nuova trasmissione a cinghia in bella vista, come sulle Harley.


Freni maggiorati
Curatissime, quasi
lussuose le finiture: non c'è nulla fuori posto. Il
parabrezza è
regolabile su due posizioni, mentre gli specchietti retrovisori sono stati rivisti nella posizione, ora più avanzata, e nel profilo, meno soggetto alle turbolenze. La frenata è garantita da un
doppio disco anteriore di
267 mm e da un disco singolo posteriore "
maggiorato" di
282 mm. Il cruscotto ridisegnato con una nuova grafica più sportiva e dalla forma poligonale è di tipo misto analogico digitale e fornisce tutte le informazioni più importanti: tra cui l'ora, la temperatura esterna, la tensione della batteria e il livello di carburante. Le ruote sono da 15" con nuovi cerchi a cinque razze. La capacità di carico è garantita dal vano sottosella che può contenere un casco integrale e da due vani portaoggetti: quello di sinistra per uno smartphone o piccoli oggetti, quello di destra, protetto da serratura, che può contenere una bottiglietta d’acqua. Molto bello il
codino posteriore ispirato alla supersportiva YZF-R1. Il Tmax è già disponibile nella versione base; per quella con ABS (10.790 euro) dovremo invece aspettare febbraio. Comodo il
freno di stazionamento, facile da inserire: peccato non sia segnalato da alcuna spia.
Il cruscotto "squadrato" è un elemento misto analogico digitale. La supersportiva YZF-R1 ha prestato il suo "posteriore" al nuovo Tmax, una scelta che avvicina ancora di più il maxiscooter Yamaha al "mondo delle moto".


Sempre equilibrato, ancora più stabile
La posizione di guida è più "
caricata" sul manubrio, che è stato leggermente avanzato e più aperto per favorire il controllo dello scooter. La sella, un po’ dura, è ampia ma anche alta: chi è sul metro e settanta ha qualche difficoltà a mettere i piedi a terra. In movimento invece ci si sposta sulla sella come su una moto. Bastano poche curve per capire che il TMax è tuttora (in attesa dell'arrivo del "nemico" BMW C 600 Sport) il maxi più stabile e bilanciato, capace di dare subito confidenza al pilota. Si comporta sempre molto bene,
preciso nelle traiettorie senza allargare col posteriore, neanche alle alte velocità. Le
sospensioni sono più
rigide rispetto al passato, ma non sono così scomode quando si viaggia su strade rovinate.
Migliorata soprattutto la ripresa
Il motore stupisce per la sua
elasticità, spinge sempre forte ma, grazie alla trasmissione ben a punto, mai bruscamente.
Migliorata la capacità di
ripresa agli alti regimi: di "birra" ce n'è sempre parecchia a tutte le andature. Anche ad alta velocità la protezione dall'aria è buona, lo scudo ridisegnato ripara meglio le gambe, il parabrezza copre a sufficienza anche il casco del pilota. I
consumi, secondo Yamaha sono migliorati: durante il test abbiamo notato che rimangono sempre abbondantemente
sotto i 20 km con un litro. Vedremo quando faremo le rilevazioni strumentali.
Potenti i freni, l’anteriore è fin troppo aggressivo, alle volte mette in crisi la forcella, mentre il freno dietro si conttrolla bene. Tutto andrà sicuramente meglio nella versione con ABS, ormai irrinunciabile in un mezzo di questo livello e con queste prestazioni.
