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MotoGP - Lorenzo difende Martin: “Non puoi criticarlo come ha fatto Rivola”

La doppietta conquistata da Marc Marquez al Balaton Park, il contatto al via provocato da Jorge Martin e le prospettive del campionato. Nel podcast Duralavita, Jorge Lorenzo ha analizzato i temi principali del GP d'Ungheria, soffermandosi anche sulle critiche rivolte a Martin e sul futuro confronto con Pedro Acosta 

Parla Lorenzo

Nel corso del podcast Duralavita, Jorge Lorenzo ha commentato il Gran Premio d'Ungheria, partendo dalla prestazione di Marc Marquez, autore di una doppia vittoria che, a suo dire, pochi si aspettavano dopo quanto visto nelle gare precedenti. “Al Mugello Marc sembrava molto indietro, nessuno si aspettava che recuperasse così velocemente e che tornasse a vincere in modo così convincente”, ha dello Lorenzo. “Il circuito lo ha aiutato: è un circuito stop and go e questo ha avvantaggiato sia Pedro che Marc. In più gira a sinistra: come ha detto lui stesso, lo ha aiutato. E anche il fatto che il suo rivale avesse una KTM ha influito”
Lorenzo ha poi analizzato la caduta multipla avvenuta alla prima curva. Secondo l'ex pilota spagnolo, Martin ha un comportamento particolare in frenata: la sua Aprilia diventa instabile, è costretto a rilasciare i freni, aumenta la velocità d'ingresso e finisce per coinvolgere prima Aldeguer e poi Bezzecchi, Di Giannantonio e Raul Fernandez. Per Lorenzo, Martin non ha compiuto nulla di particolarmente azzardato e non ha frenato più tardi degli altri piloti. A suo giudizio, il problema sarebbe stato legato a un bloccaggio dell'anteriore o comunque ad a una perdita di controllo della ruota posteriore.  Non puoi criticare Martín come ha fatto Rivola - ha puntualizzato -  soprattutto se non sei mai stato un pilota di MotoGP”. Per spiegare il proprio punto di vista, Lorenzo ha ricordato un episodio della sua carriera: “Lasciatemi fare un esempio personale: a Laguna Seca nel 2011 ho iniziato la gara pensando che il controllo di trazione fosse attivo. Sono partito, ho affrontato la curva, ma non c'era e sono volato in aria. Siamo tutti umani. Quel che è certo è che le partenze saranno più interessanti d'ora in poi; ci saranno differenze maggiori”.

Marquez e la corsa al titolo

Tornando a Marquez, Lorenzo ha ribadito la proopria posizione in merito, evidenziando come l’ennesimo ritorno ai vertici dopo gli infortuni dimostri la sua forza fisica e soprattutto mentale. Per lui la conquista del titolo è “molto difficile”, ma non impossibile. “Marc ha 33 anni e abbastanza esperienza per sapere che tutto può succedere, chiunque può essere messo fuori gioco da un altro pilota, chiunque può avere un guasto al motore come è successo ad Acosta a Montmeló. È un campionato con così tante gare e così tanta parità… È successo a Bezzecchi e Martín, potrebbe succedere anche a Marc”. 
Certo è che, secondo Lorenzo, Marquez continuerà a cercare il massimo risultato nelle Sprint e poi valuterà quanto accadrà la domenica. Diversa invece la situazione di Bezzecchi, che dispone di un vantaggio su Martin e di un margine più ampio nei confronti di Marquez e deve quindi evitare errori e cadute. Nel podcast Lorenzo ha parlato anche del futuro di Marquez, sostenendo che un eventuale nuovo grave infortunio alla parte superiore del corpo renderebbe impossibile continuare a lottare per il titolo.

Il confronto con Acosta: un "cambio generazionale inevitabile"

Guardando al 2027, Lorenzo vede un confronto diretto tra Marquez e Pedro Acosta. “Si tratta di un cambio generazionale inevitabile. Arriverà un momento in cui le forze saranno incredibilmente equilibrate, con Marc che potrebbe essere superiore a Pedro sui circuiti a sinistra, e Acosta avrà anche lo svantaggio di essere inesperto con la Ducati. Ma sono entrambi piloti incredibili e avversari agguerriti, il che significa che vorranno battersi a vicenda. È come quando ero con Valentino alla Yamaha, o Marquez con Rossi: i concorrenti agguerriti, quelli molto ambiziosi, competitivi e orgogliosi, non si lasciano calpestare dagli altri”. Infine, Lorenzo ha paragonato la situazione attuale di Acosta a quella vissuta in passato da Casey Stoner con la Ducati e da Marquez con la Honda: “Pedro si trova in una situazione particolare in questo momento... un po’ come quando Stoner guidava la Ducati ed era l'unico che riusciva a distinguersi e a lottare per le vittorie nel 2007, 2008, 2009. O come Marc con la Honda nel 2021, 2023. È svantaggiato e sta già facendo molto. E come ha detto Marc, è una fortuna che Pedro non guidi una Ducati…”.


 

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