Betamotor Alp 4.0 usata, l'alpinista va bene per tutto
Ottima per chi vuole muoversi agile in città e andare senza timore in off-road, ha la sella dura e una dotazione ridotta all'osso
Punti di forza
La Alp 4.0 è una moto praticamente senza concorrenti, a suo agio nell'uso quotidiano in città come nelle escursioni fuoristrada (anche toste). Una endurina "vecchia scuola" con cui fare un po' di tutto, maneggevole, con una guida poco impegnativa, un "fisico" leggero e snello, una sella non troppo alta e alla portata anche di chi non è un gigante. Anche il motore è facile da gestire per chiunque: le Alp 4.0 di cui parliamo, prodotte fino al 2020, erano dotate del Suzuki 350 da 35 CV, raffreddato ad aria e alimentato a carburatore. Beta ha poi deciso di "pensionare" la Alp fino al 2024, quando è arrivata la nuova versione rinnovata in ogni aspetto e dotata di un monocilindrico raffreddato a liquido Euro 5. Anche l'estetica è cambiata parecchio nell'ultima versione, ispirata alle linee delle ultime Beta Enduro. L'anima però non è cambiata: l'Alp 4.0 era e rimane una moto facile, versatile ed essenziale, con elettronica ridotta al solo ABS.
Punti deboli
Piace l'anima off-road della Alp, ma le finiture "rudi" sono dure da digerire: le plastiche sono robuste ma poco curate, le grafiche sono grezze e la dotazione è ridotta davvero allo strettissimo necessario. La sella è stretta, poco imbottita, e per viaggiare in due c'è poco spazio, specie se si monta il bauletto d'obbligo: lo scarico alto infatti impedisce di montare una seconda borsa laterale, oltre a far sentire il calore su mano e gamba destra del passeggero.
Prima dell'acquisto controllate bene
Tagliandi – Puntate sempre su esemplari che abbiano una storia documentata della manutenzione, così da avere una "certificazione" che la moto è in ordine (oppure no).- Tubi da cambiare – I tubi di olio e benzina originali tendono a seccarsi e rompersi; anche se sembrano in ordine, il consiglio è di sostituirli con altri più robusti (come quelli telati).
- Blocchetti elettrici – L'elettronica è ridotta all'osso, ma l'impianto elettrico, i blocchetti al manubrio e la strumentazione ci sono... e soffrono l'acqua dell'idropulitrice.
- Segni dell'età – Sui modelli precedenti all'Euro 4, verificate che non ci siano punti di ossidazione su scarico, collettore e cerchi, oltre a possibili trafilaggi di olio sugli steli forcella.
I rilevamenti
- Velocità massima: 142,70 km/h
- Accelerazione 0-100 km/h: 7,80 sec
- Accelerazione 0-400 m: 16,0 sec
- Accelerazione 0-1000 m: 32,60 sec
- Ripresa da 50 km/h in 6ª marcia 0-400 m: 16,30 sec
- Ripresa da 50 km/h in 6ª marcia 0-1000 m: 32,50 sec
- Spazio di frenata 100-0 km/h: 44,70 m
- Consumo in autostrada: 16,80 km/l
- Consumo extraurbano: 23,90 km/l
- Consumo a 90 km/h: 30,70 km/l
- Consumo a 120 km/h: 17,60 km/l
- Consumo al massimo: 11,60 km/l
- Peso in ordine di marcia: 137,50 kg
- Potenza rilevata: 26,15 CV (19,50 kW) a 6.600 giri/min
- Coppia rilevata: 29,54 Nm (3,01 kgm) a 6.000 giri/min
Quotazioni
Come tutte le moto per appassionati, la Alp 4.0 mantiene bene il valore nel tempo. Le versioni con raffreddamento ad aria sono le più ricercate, perché affidabili e poco costose da mantenere.
Dal 2003 al 2020: da 1.800 a 3.800 euro.