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Dakar, tappa mozzafiato: vince Conrejo, nella generale tra Brabec e Branch c’è un solo secondo

Quella di oggi è stata la tappa più lunga disputata finora: 874 km tra canyon, dune di sabbia e tratti di fuoripista. Sono state necessarie l’abilità nella navigazione, la capacità di cavarsela quando il percorso si faceva duro e ovviamente la manetta. L’ha spuntata “Nacho” Cornejo 

Tappe così lunghe come quella che oggi ha portato i concorrenti da Shubaytah ad Al Duwawdimi non sono frequenti nella Dakar attuale. Anzi, da quando il rally più famoso del mondo si è trasferito in Arabia Saudita è la prima volta che si percorrono 874 km in un giorno solo, 483 dei quali in prova speciale. Canyon, dune di sabbia, tratti di fuoripista hanno complicato la vita a molti. In questa giornata sono state ugualmente necessarie l’abilità nella navigazione, la capacità di cavarsela quando il percorso si faceva particolarmente duro e ovviamente la manetta, per i tratti a tutto gas. Ignacio “Nacho” Cornejo  ha dimostrato di averle tutte e tre facendo segnare il miglior tempo nella speciale e aggiudicandosi la vittoria di giornata.

 

In vetta distacco di un secondo soltanto

In queste tappe più impegnative spesso i piloti riescono a fare la differenza e a piazzare la zampata che decide la vittoria, invece questa volta proprio non è andata così. Anzi, ora è ancora più serrata: resta al comando Ricky Brabec ma il suo vantaggio su Ross Branch si è ridotto ad appena 1 secondo, quello che sarebbe considerato un soffio nei 40 minuti di una gara di velocità in pista. Qua invece sono passati otto tappe e 2865 km dell’inizio della gara, Brabec che è stato il più veloce è rimasto in sella per un totale di 32 ore 37’ e 20”. Questo è il margine più stretto mai registrato da quando la gara è approdata in Arabia Saudita, nel 2020: equivale a una distanza di 24 metri o poco più, praticamente 12 motociclette messe in fila.

 

Cornejo si avvicina

Chi voleva emozioni e brividi è stato accontentato, tanto più che con la maestosa prova odierna Cornejo ha accorciato sensibilmente le distanze ed ora è in terza posizione a 6’48” dal leader. E peccato per quei 6’ di penalizzazione comminatigli per un eccesso di velocità, perché senza di quelli i primi due sentirebbero ancora di più il suo fiato sul loro collo.

È nella seconda metà di gara che Conrejo ha fatto la differenza, allungando e prendendo un certo vantaggio su Luciano e Kevin Benavides, arrivati in fondo rispettivamente con 3’12” e 3’32” di ritardo. Branch è stato il quarto più veloce nonostante problemi al freno anteriore, e quel che più conta, ha “limato” 50” a Brabec e ora nella classifica generale gli è incollato.

 

Van Bevern nono, Quintanilla nei guai

Quarto, dopo Conrejo, è Adrien van Beveren che ha pagato lo scotto di partire per primo ed ha concluso con il nono tempo soltanto, staccato di 12’44”. Ancora guai per Quintanilla: la sua gara era già stata rovinata nella seconda tappa, quando era rimasto fermo senza benzina, oggi ha perso più di un’ora per ripartire dopo essere stato fermato da problemi tecnici. Può cercare di consolarsi andando a caccia delle vittorie di tappa, perché per il resto ormai è andata.

Giornata da dimenticare per Jean-Loup Lepan: era leader della categoria Rally 2 ma sul terreno ha lasciato una quindicina di minuti a Romain Dumontier e altri 15 ha ricevuti di penalità per aver saltato un controllo di passaggio. Adesso è Dumontier è la lepre, e sarà difficile riprenderlo.

Al km 192 dello speciale è finita l’avventura di Paolo Lucci, fino a questo momento il migliore degli italiani: vittima di un incidente, ha dovuto chiamare l’assistenza medica ed è stato trasportato in aereo all’ospedale di Al Duwadimi per un controllo.

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