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Mercato nero delle due ruote, Confindustria ANCMA: smantellata rete criminosa

Confindustria ANCMA plaude all’operazione svolta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Olgiate Comasco che ha portato allo smantellamento di una rete criminosa indagata per l’importazione in Italia di migliaia di motoveicoli commercializzati poi in totale evasione delle imposte dovute
Prezzi stracciati e promozioni fin troppo allettanti: lanciato qualche settimana fa dalla stessa ANCMA, che con apposita campagna di informazione aveva tentato di sensibilizzare i clienti, l’allarme era ben fondato. Parliamo del mercato nero delle moto - in particolare quelle da cross - e dei rischi derivanti dall’acquisto di merce di origine dubbia o illecita, proveniente cioè da sistemi opachi o addirittura criminosi. Insieme ai protagonisti dell’industria di riferimento, tra cui GASGAS, Honda RedMoto, Husqvarna Motorcycles, KTM e Yamaha, l’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori evidenziava  “l’artificiosa triangolazione messa verosimilmente in atto da operatori senza scrupoli per evadere l’IVA”, invitando al contempo tutti i motociclisti a porre la massima attenzione e a rivolgersi sempre ed unicamente alla rete di concessionarie ufficiali.

L’indagine della finanza
Un avvertimento rivelatosi decisamente azzeccato a fronte dell’operazione svolta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Olgiate Comasco che, dopo una prolungata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Como, ha portato oggi all’arresto di due cittadini italiani per una frode fiscale legata, appunto, al commercio di moto da cross. Indagine scaturita da una denuncia fatta da alcuni costruttori associati ad ANCMA: in base a quanto riportato dalla testata varesenews.it, uno degli indagati, vantando la disponibilità di un’ampia rete societaria, a lui riconducibile, ma di fatto intestata a soggetti prestanome, ha importato dall’estero, tra il 2015 ed il 2020, migliaia di motoveicoli per poi commercializzarli, sul territorio nazionale, in totale evasione delle imposte dovute, secondo gli elementi raccolti dai finanzieri. Un giro d’affari che sarebbe stimato in oltre 15 milioni di euro.

La storia non finisce qui
Secondo ANCMA, l’impalcatura illecita fatta di artificiose triangolazioni per evadere l’IVA sulla quale si reggerebbe questo fenomeno potrebbe interessare almeno il 20% del mercato di riferimento, che in Italia vale complessivamente più di 30 milioni di euro. “Contro la tentazione di un facile risparmio - torna a sottolineare l’Associazione -  l’invito dei costruttori e dei distributori è quindi quello di rivolgersi sempre alla rete dei concessionari ufficiali presenti sul territorio, dove si trovano serietà, trasparenza e professionalità”. 
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