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Mash X-Ride 650 Trail per stuzzicare la nostalgia

È strettamente derivata dalla X-Ride 650, con la quale condivide la carrozzeria, ma mentre quella è stradale, la Trail guarda ad un impiego più fuoristradistico, sia pure leggero: difatti le ruote sono di 21” l’anteriore e 18” la posteriore invece che di 17” entrambe, e le sospensioni hanno maggiore escursione
Qualche nostalgico ha già fatto un salto sulla sedia ma… trattenetevi perché non è il ritorno della gloriosa Yamaha XT 500. È invece l’ultimo proposta del marchio francese Mash che ne ha reinterpretato le forme in maniera personale per realizzare questa azzeccatissima versione Trail del suo modello X-Ride 650. Look vintage che stuzzica tanti bei ricordi e componentistica moderna. È strettamente derivata dalla X-Ride 650, con la quale condivide la carrozzeria, ma mentre quella è stradale, la Trail guarda ad un impiego più fuoristradistico, sia pure leggero.

Ruota anteriore 21 pollici
Difatti le ruote sono di 21” l’anteriore e 18” la posteriore invece che di 17” entrambe, e le sospensioni hanno maggiore escursione per aumentare l’altezza da terra: la forcella con steli di 43 mm Ø è prodotta dal marchio cinese Fastace ed è regolabile nel freno in compressione ed estensione, mentre al posteriore sono nuovi sia il forcellone che il leveraggio progressivo. Tra questi e le ruote di maggior diametro la Trail guadagna 30 mm e l’altezza della sella passa da 860 a 890 mm da terra.
È diverso anche il freno anteriore, adeguato ai fondi sterrati: un disco di 280 mm Ø a margherita con pinza a due pistoncini invece di quello più grande e con pinza a quattro pistoncini della Classic.



Motore tradizionale
Anche il motore punzecchia la nostalgia: un tradizionalissimo monocilindrico a quattro tempi di 644 cm³ con raffreddamento ad aria la cui silhouette richiama quella dell’Honda Dominator, un altro cavallo di battaglia degli anni d’oro. La potenza non fa strappare i capelli, vengono dichiarati 39,3 CV a 6000 giri/minuto, ma è una moto che nasce per divertirsi, non per fare le gare, dunque ce n’è più che a sufficienza. Tanto più che rinunciare al raffreddamento a liquido ha permesso di contenere il peso a secco in 167 kg. Contribuisce a questo risultato anche il sistema di scarico alto con una sola uscita, invece di quello sdoppiato della Classic.
Infine, il serbatoio contiene 11 litri di carburante, sufficienti per coprire più di 250 km senza fermarsi, e la dotazione tecnica comprende anche luci a LED e una porta USB integrata. Perché il vintage è bello ma anche la modernità ha un suo perché… Peccato solo che la commercializzazione sia ancora incerta sul mercato italiano. Probabilmente ne sapremo di pi a EICMA.

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