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Londra: per ora niente Zero Emission Zone

Il sindaco di Londra ha deciso di ritirare i piani per una Zero Emission Zone. Una decisione presa anche grazie alla vittoria dei conservatori alle suppletive di Uxbridge…

“Low” è meglio di “Zero”
Mentre da noi si prosegue lungo la strada dei divieti (esempio lampanti Milano con le aree B e C ed il Piemonte con il recente blocco ai diesel Euro 5), Londra, apripista in fatto di blocchi “anti-inquinamento”, fa marcia indietro rispetto a quanto precedentemente promesso. Intendiamoci: i divieti (assai rigidi) rimangono, ma almeno per il momento non verranno ulteriormente rafforzati.

 

Niente zona a zero emissioni
Il sindaco della Capitale ha infatti annunciato l’abbandono del progetto (promesso ancora nel 2018) riferito alla zona a zero emissioni nel centro di Londra. Una decisione motivata da differenti concause: da una parte, va considerata la recente vittoria del partito conservatore alle elezioni suppletive di Uxbridge (per nulla d’accordo con il sindaco della città) e, dall’altra, il progressivo ampliamento dell’area dalla cosiddetta ULEZ.
Introdotta dallo stesso Sadiq Khan nell'aprile del 2019, la Ultra Low Emission Zone, è un’area interna alla città a cui i veicoli inquinanti possono accedere solo pagando un ticket che oggi copre praticamente tutti i quartieri londinesi. Una sorta di “Area C” vietata alle moto Euro 2, alle auto a benzina Euro 3 e ai diesel Euro 5, ammessi a fronte di un ticket da ben 12,5 sterline, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7 ed arrivata con l’ultima espansione ad interessare un’area popolata da oltre 4 milioni di abitanti, da Tottenham a Stratford e da Greenwich a Brixton.
Comprensibile quindi che con un sistema già così rigido si sia optato, data anche l’opposizione dei conservatori, all’abbandono del progetto “zero emissioni”, che avrebbe di fatto precluso l’accesso al centro di Londra a qualsiasi veicolo a motore.

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