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Verve Moto

Verve Moto Tracker 125i, la fuoriserie per la famiglia
La guidano i 16enni, ma  piace anche ai fratelli maggiori. Il motore consuma poco, sospensioni ok, prezzo corretto
Prezzo: 
€ 3.190
Peso: 
120,0 kg
Potenza: 
9,7 CV
Velocità: 
95,5 km/h
 
  • Comfort: 
    4
  • Posizione di guida: 
    4
  • Tenuta di strada: 
    4
  • Finiture: 
    3
  • Consumo: 
    5
  • Prestazioni: 
    3
    Average: 3 (1 vote)
  • Cambio: 
    4
  • Freni: 
    4
  • Vano sottosella: 
    1
  • Sospensioni: 
    4
Su strada
La posizione di guida è stranamente “d’attacco”, grazie al manubrio leggermente più basso rispetto a quello delle scrambler tradizionali: il risultato è che il pilota si trova leggermente caricato in avanti, con un’impugnatura larga che migliora ulteriormente il controllo totale della ruota anteriore. In effetti la Tracker si guida bene, soprattutto nel misto stretto dove il peso contenuto e le dimensioni compatte garantiscono inserimenti in curva rapidi e sicuri. Il motore ha un vocione aggressivo, ma non è per nulla “cattivo”: i quasi 10 CV del monocilindrico di derivazione Suzuki spingono con scarso vigore ai bassi regimi  e si svegliano un po’ solo agli alti, ma se non altro l’erogazione è regolare e non mette mai in difficoltà il pilota, nemmeno se è alle prime armi. Ci piacerebbe provare una Tracker con il motore 250 della “sorella” Classic:  telaio, forcella e monoammortizzatore sono ben accordati e sarebbero tranquillamente in grado di gestire senza problemi anche prestazioni ben superiori.

In fuoristrada
La sella larga ostacola un po’ la guida in piedi, mentre il manubrio costringe a una posizione un po’ troppo caricata in avanti rispetto a quella tipica del fuoristrada: bisogna farci l’abitudine. Inoltre il sistema di frenata combinata non è facilissimo da gestire su fondi sterrati. OK invece le gomme tassellate che garantiscono una buona trazione e le sospensioni che assorbono le buche senza andare in crisi. Peccato soltanto per la mancanza delle protezioni sulla forcella: gli steli sono esposti allo sporco e ai colpi “proibiti”. Nel complesso però con la Tracker si “fila” in tutta sicurezza sulle strade bianche, a patto di non esagerare, grazie al peso contenuto e all’erogazione della potenza regolare. Meglio invece evitare gli sterrati più impegnativi: non è una enduro!

In città
Il vero “terreno di caccia” della Tracker sono le strade di città, dove si rivela maneggevole e facile da usare. Il motore ha un’erogazione fluida e regolare che non mette mai in difficoltà, nemmeno sul bagnato. Pur non trattandosi di una “bruciasemafori” le dimensioni della Tracker consentono di viaggiare veloci sgattaiolando tra le auto in coda con estrema facilità. La sella alta e corta però rende difficile mettere i piedi a terra a chi è di gamba corta, mentre non offre tanto spazio per viaggiare in due: ma con un po’ di adattamento (e soprattutto limitandosi a un tragitto breve) si può fare. In città si apprezza il cambio preciso negli innesti assistito da una frizione morbida. Buono il lavoro delle sospensioni, in grado di incassare anche le sollecitazioni dei pavé presi in velocità. Convince pure la frenata: il sistema CBS ripartisce in maniera corretta l’azione sui dischi e il comando alla leva è morbido ed efficace. Sul bagnato però ci vuole un po’ di attenzione, perché le gomme tassellate hanno poco grip. 
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