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Potenze dei motori, da 100 a 231 CV in 11 modelli e 40 anni!

In soli 40 anni la potenza dei motori è cresciuta enormemente, passando dai 100 degli anni 77-79 agli oltre 200 di oggi. Ripercorriamo le tappe dello sviluppo motoristico partendo dalla mitica Honda CBX 1000 del 1978 fino alla Kawasaki H2 con i suoi 231 CV

Potenze dei motori, da 100 a 231 CV in 11 modelli e 40 anni!
Da 100 a 200 e oltre
In 40 anni di corse la potenza dei motori è cresciuta enormemente, raggiungendo (e in alcuni casi anche superando) quota 200 cavalli. Numeri un tempo inimmaginabili, oggi invece quasi scontati. Ecco una veloce retrospettiva di questa ascesa sfrenata attraverso le moto che hanno fatto epoca.

1978: Honda CBX 1000 - 105 cavalli
Si dice che questa sia stata la prima moto a superare la sbarra dei 100 cavalli. La ragione è semplice: con il suo enorme 6 cilindri in linea, la CBX ha stabilito nuovi record. D’altra parte, in quegli anni (lo vedremo anche per le tre motociclette che seguiranno), la sfida tra i produttori consisteva essenzialmente nella ricerca del valore della potenza pura piuttosto che nell'omogeneità del comportamento su strada…

1979: Kawasaki Z 1300 - 120 cavalli
Potremmo dire che la Kawasaki Z 1300 sia stata progettata solo per rispondere a tono alla sopracitata CBX 1000. Una dinamica non dissimile a quella vista con la Honda CB 750 e la rivale Kawasaki Z1 900. In entrambi i casi, Kawasaki è arrivata “seconda”, portando però valori assoluti ancora più alti: maggiore cilindrata o una tecnologia di maggior successo come il raffreddamento a liquido.


1985: Yamaha V-Max 1200 - 145 cavalli
Una moto senz’altro sproporzionata, quantomeno per il mercato europeo. Infatti, ne sono stati importati solo pochi modelli ma, sfortunatamente in questo caso, non equipaggiati con il V-boost americano, sistema che ha permesso di portare la potenza della Yamaha V-Max 1200 a 145 CV!


1990: Kawasaki ZZR 1100 - 147 cavalli
Oltre a quella delle sportive pure, esiste un'altra categoria per la quale la potenza è una variabile fondamentale, quella cioè delle gran turismo sportive. La ZZR 1100 può in questo caso essere considerata la prima grande esponente del movimento. Una Kawasaki ad altissime prestazioni che tra la GPZ900R, la 1000 RX, la ZX10 Tomcat ha trovato il suo habitat naturale.


1997: Honda CBR 1100 XX Superblackbird - 164 CV
L'Honda CBR 1100 XX merita un'attenzione particolare per due motivi: la sua straordinaria potenza per l’epoca e la rivalità con la Suzuki Hayabusa. La domanda che viene posta è semplice: quale delle due, la Suzuki o la Honda, ha raggiunto per prima gli incredibili 300 km/h? Nessuno lo saprà mai…


1999: Suzuki GSX 1300 R Hayabusa - 175 CV
L'aura di Hayabusa è paragonabile al suo profilo aerodinamico: immutabile. A renderla un mito è stato però l’incredibile motore da 1.300 cm3 capace di raggiungere i 176 CV e una velocità di addirittura 300 km/h… Solo un anno prima (cioè nel 1998) Yamaha aveva presentato la sua prima iper sportiva, cioè l’R1, da “soli” 150 CV.


2000: Kawasaki ZX-12R - 180 CV
Se non si può essere certi che l'Hayabusa sia stata prodotta da Suzuki solo ed unicamente per competere con la CBR Blackbird, si può essere certi invece che con la ZX-12R Kawasaki abbia fondamentalmente fatto il “tiro” al falco Suzuki. I CV per vincere c'erano tutti, ma la Busa è rimasta nel cuore degli appassionati molto di più del missile di Akashi.


2008: Suzuki GSX-R 1300 Hayabusa - i 198 CV
Con una sorta di "Gentleman Agrement", i giapponesi nascondono la smania di potenza parlando di “un accordo in linea di principio per limitare la velocità massima visualizzata sui contatori a 299 km/h”. La velocità rimane comunque il primo obbiettivo perseguito da Honda, Kawasaki e Suzuki: ne sono un esempio i quasi 200 CV della GSX-R 1300 Hayabusa, qui nella sua ultima versione.


2009: Yamaha V-max 1700 - 200 CV
Ci siamo! Ci sono voluti 30 anni, ma alla fine s’è raddoppiato: da 100 si passa a 200 CV! Dopo di lei s’inverte però la tendenza. Pur rincorrendo potenza e velocità, i motori smettono di crescere: dagli enormi 1.700 cm3 si arriva a motori potentissimi ma più piccoli, come quello equipaggiato dalla BMW S 1000 RR.


2015: Ducati Panigale 1299 - 205 CV
I record di velocità, di questi tempi, non si possono più battere sulla strada. Servono circuiti apposta. È ciò che fanno i prototipi delle MotoGP, indispensabili a sviluppare stradali dalla potenza mostruosa. Dopo la BMW S 1000 RR accennata sopra arriveranno la Kawasaki ZX-10r e la potentissima Ducati Panigale 1299.


2018: Ducati Panigale V4 S e le sue 214 CV
I successi nella GP non possono essere ignorati: Ducati “abbandona” i due cilindri per provare coi 4. In pratica una Desmosedici RR da strada con sotto le carenatura ben più di 200 CV, 214 per essere precisi. È il dato più alto per quanto riguarda una sportiva pura mai raggiunto finora…


2019: Kawasaki Ninja H2 - 231 CV
La regina, in fatto di cavalleria, non può essere che lei. Tutto sta nel compressore e nella capacità dei tecnici di  capace di superare i limiti meccanici e normativi imposti dalle regole anti inquinamento. Al momento i tecnici di Kawasaki "regnano"!
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