NOVITA' MOTOCICLISMO

John Britten raccontato in un documentario online

John Britten è stato una della personalità più geniali del mondo del motociclismo. A partire dal garage di casa sua, in Nuova Zelanda, costruì una moto da gara vincente e con soluzioni tecniche innovative. Un documentario ripercorre la sua vita

John Britten raccontato in un documentario online

Una genio del motociclismo

John Britten è stato un geniale ingegnere meccanico neozelandese che, partendo da zero nel suo piccolo garage, arrivò a vincere la Battle of the Twins di Daytona e ottenne diversi record di velocità. John è morto a soli 45 anni per un tumore della pelle nel 1995. Il documentario che vi proponiamo qui sotto racconta la sua storia e quella delle sue moto.


La Britten V1000 era all'avanguardia

Questa moto è ancora oggi una leggenda per gli appassionati di tecnica e di sport. La V1000 è stata costruita interamente a mano in 10 esemplari dal 1991 al 1998, disegnata per intero da John nel garage di Christchurch, in Nuova Zelanda, e portata in pista per la prima volta a Daytona ottrenendo a sorpresa un secondo e un terzo posto nella Battle of the Twins del 1991. Il bicilindrico della V1000 era capace di 166 CV a 11.800 g/min, una potenza record per quell'epoca che assieme ad un peso di soli 138 kg faceva di questa moto un missile con prestazioni da GP. la V 1000 sfoggiava soluzioni innovative come il motore portante, la sospensione anteriore a parallelogramma e un'elettronica di gestione motore all'avanguardia per quei tempi, sviluppata dallo stesso Britten. Il team Britten non ha mai corso al di fuori del circuito BOTT (la serie riservata alle bicilindriche da gara) ma qui ha raccolto grandi soddisfazioni, con piazzamenti sempre a podio dal 1991 al 1994 ottenendo anche il record di velocità a Bonneville per i bicilindrici 1000 sul miglio lanciato (302.705 km/h), sul miglio con partenza da fermo (213.512 km/h), sul quarto di miglio da fermo (134.617 km/h) e sul chilometro da fermo (186.245 km/h). Wikipedia riporta le parole del tester Alan Cathcart, che ne guidò una: "È una moto facile, nel senso che ha un'erogazione molto dolce ma è molto prestazionale, si guida come una moto da GP. E' curioso, tutte le superbike arrivano dal Giappone e dall'Europa, ma la moto più sofisticata e tecnicamente avanzata del mondo arriva dalla Nuova Zelanda".





 



COMMENTI
Ritratto di topomoto
08 Gennaio 2013 ore 11:30
Bello il documentario. Non conoscevo bene la sua storia
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